Le borse europee chiudono positive grazie ai dati sull’occupazione statunitense. In attesa dell’intesa sulle modalità di partecipazione dei creditori privati allo swap sul debito ellenico, prerequisito necessario al via libera del nuovo piano di aiuti, gli ispettori internazionali in missione ad Atene hanno riscontrato la necessità di ulteriori €15Mld per rifinanziare il settore bancario ellenico, con l’importo del nuovo piano di salvataggio greco che ammonterebbe così a €145Mld. Il ministro delle finanze tedesco Schaeuble si è subito detto contrario alla prospettiva di un nuovo rifinanziamento. Continuano inoltre le discussioni su un eventuale coinvolgimento della Bce alla ristrutturazione del debito greco; Berlino si dice contraria all’ipotesi di un haircut per la Bce sull’esempio di quello dei creditori privati. Intanto c’è attesa per quanto emergerà dalla riunione odierna dei ministri finanziari dei 4 paesi dell’Area Euro a tripla A (Germania, Olanda, Lussemburgo e Finlandia). Tra i dati macro, delusione per le vendite al dettaglio della zona euro, ancora in forte calo a dicembre (-1,6% a/a). A gennaio il Pmi servizi dell’Eurozona risale sopra la soglia che segnala contrazione (a 50,4 punti); al livello nazionale positivi i Pmi servizi di Germania, Francia e UK; modesto rialzo per quello italiano che a gennaio tocca i 44,8 punti. In Italia l’inflazione preliminare decelera leggermente, portandosi al 3,2% a/a dal 3,3%. Secondo Istat il rallentamento è dovuto ad un calo dei prezzi dei servizi, che ha compensato il rialzo dei prezzi dei beni.Apre bene Wall Street grazie agli aggiornamenti provenienti dal mercato del lavoro. A gennaio la disoccupazione è scesa inaspettatamente all’8,3% dall’8,5%; nello stesso mese i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo salgono di 243mila unità mentre gli analisti si attendevano un calo rispetto al dato di dicembre. In rialzo anche l’Ism non manifatturiero di gennaio (a 56,8 punti), mentre gli ordini di fabbrica decelerano a dicembre (+1,1% m/m). Sul fronte politico si ripropone il tema dell’estensione oltre febbraio dei “payroll tax cuts”, ma non vi è accordo in seno al Congresso. Tra i societari Facebook ha presentato alla Sec il documento di Ipo per l’ammissione alla quotazione: si tratterà di un’offerta pubblica iniziale di $5Mld, record di sempre per una internet company.
Listini asiatici misti. In calo Tokyo (Nikkei -0,51%); il FMI ha dichiarato che la BoJ deve tenersi pronta ad intervenire sul mercato valutario qualora lo yen continuasse ad apprezzarsi contro il $. Bene Shanghai (+0,77%) nonostante la delusione per il Pmi non manifatturiero di gennaio sceso a 52,9 punti dai 56 di dicembre. In ribasso Sidney (-0,39%); poco mossa Hong Kong (+0,08%).
L’Euribor ad un mese scende allo 0,682%
Sul monetario, l’Euribor scende su tutte le scadenze, con il tasso a 1 mese che fissa lo 0,682%; flettono tutti i tassi Libor. I depositi overnight delle banche europee presso la Bce ieri si sono saliti a €488,689Mld dai €486,365Mld di mercoledì, segnalando ancora tensioni sul mercato interbancario. Secondo gli analisti, la prossima settimana, la BoE dovrebbe lasciare invariato allo 0,5% il costo del denaro, ma ampliare il suo programma di acquisto di titoli di £50 Mld, portandolo così a £325Mld.
In Area Euro, rendimenti tedeschi in rialzo su tutta la curva in particolare sul medio-lungo periodo; andamento analogo per i rendimenti USA. Rialzo generalizzato per gli yield italiani ad eccezione del rendimento sulla scadenza a 30 anni in lieve calo. Il rendimento sul Btp 10Y è sceso intraday vicino al 5,5% prima di risalire su indiscrezioni di nuovi ritardi nella definizione di un accordo di ristrutturazione del debito ellenico. Il differenziale di rendimento tra decennale italiano e Bund è rimasto stabile a 375 pb. In ribasso lo spread portoghese con la BC di Lisbona che ha comunicato che le banche portoghesi hanno tutte portato il loro Core Tier1 al 9% già dalla fine del 2011 anticipando le richieste dell’Eba. Scendono gli spread degli altri periferici. Lo spread francese si riporta sotto i 100 punti base. In calo i Cds 5Y di tutti i periferici ad eccezione di quello del Portogallo.
L’euro perde leggermente terreno nei confronti del dollaro (cross €/$ a 1,312) e della sterlina; moneta unica in lieve apprezzamento nei confronti dello yen.
Tra le commodities scende il frumento (-0,7%); in progresso il petrolio WTI (+0,7%) ed il brent (+1%) dopo le indiscrezioni pubblicate dal Washington Post di una possibile escalation delle tensioni tra Israele ed Iran in primavera. In flessione il gas naturale (-2,8%) e l’oro (-0,9%) che risente dell’apprezzamento del $. In rialzo il rame (+2,5%).
FTSE Mib: +1% Dax: +1,67%I migliori del FTSE Mib: B P MILANO 9,48% ATLANTIA 5,56% BANCOPopolare 5,20%
I peggiori del FTSE Mib: ANSALDO STS -1,28% BMPS -3,53% FIAT -3,68%
I titoli bancari: BMPS -3,53% BANCOPopolare 5,20% INTESA 1,10% BPM 9,48% UNICREDIT 3,62% B P EMILIA -0,40% UBI BANCA 1,05%





