Le borse europee, orfane del faro di Wall Strett oggi chiusa per festività, chiudono in progresso una seduta che si concentra su quanto potrebbe scaturire dal vertice dei ministri finanziari dell’Unione di quest’oggi: c’è ottimismo sullo sblocco del secondo piano di aiuti ad Atene, anche in considerazione delle nuove misure di austerità recentemente varate dalla Grecia; l’importo complessivo del nuovo finanziamento dovrebbe aggirarsi intorno i 130Mld di euro, tuttavia si attende di apprendere quali forme tecniche verranno attuate per consentire ad Atene di ridurre ulteriormente il proprio debito di lungo termine, previsto intorno al 130% nel 2020 (nonostante gli interventi già programmati) e non al 120% come fissato, quali saranno i ruoli di Bce e Fmi nel salvataggio e se nell’ambito dello swap sul debito, verrà richiesto alla Grecia di istituire un conto di garanzia che assicuri il pagamento degli investitori privati. Intanto 11 leader Ue presentano una lettera in cui figurano priorità per sostenere la crescita economica da discutere all’Eurogruppo, ma tra i firmatari non figurerebbero né Francia né Germania. Sul fronte macro brusca frenata della crescita nel IV trimestre 2011 per i paesi dell’Area OCSE (+0,1% trim/trim da +0,6% precedente); contrazione congiunturale, secondo l’Organizzazione, sia per l’Area Euro, che per l’Italia (rispettivamente -0,3% t/t e -0,7% t/t). A dicembre sorprende l’inatteso recupero del fatturato italiano (+5,6% a/a da +0,2%) accompagnato da una flessione degli ordini inferiore al temuto (- 4,3% a/a vs -5,6% di consensus). In decisa crescita il rapporto debito/Pil portoghese che a fine 2011 risulta pari al 107,2% rispetto al 93,4% di fine 2010. L’Ungheria ha rivisto le previsioni sulla crescita domestica per l’anno in corso, ribassandole all’interno del range 0-0,5%. Wall Street rimane oggi chiusa per celebrare il President's Day.
Listini asiatici in sostanziale rialzo, in scia alla mossa con cui la PBoC, per sostenere l’economia domestica, ha deciso di ridurre dello 0,5% il coefficiente di riserva per le banche cinesi; Shanghai guadagna lo 0,27%. Bene Sidney (+1,44%) e Tokyo (Nikkei +1,08%). In Giappone il deficit della bilancia commerciale tocca un nuovo record storico a gennaio (a ¥1.475Mld), mentre S&P’s conferma il rating sovrano del Sol Levante ad AA-, con outlook negativo. In controtendenza Hong Kong (-0,31%). Brusca frenata della crescita tailandese nel IV trimestre (-9% a/a).
Il petrolio WTI torna sopra i 105 $ al barile
Sul monetario, l’Euribor scende su tutte le scadenze, con il tasso a 1 mese che fissa lo 0,603%; invariati i tassi Libor. I depositi overnight delle banche europee presso la Bce ammontavano venerdì scorso a 454,4Mld di euro, in salita rispetto ai 416,7Mld di giovedì. Per la prima volta da agosto, la BCE non ha effettuato alcun acquisto di bond dei paesi dell’Area Euro la scorsa settimana.
In Area Euro, rendimenti in leggero rialzo; invariata la curva americana; in flessione gli yield italiani con il differenziale BTP-Bund 10Y, tornato a scendere intraday sotto i 350 punti base. Il Tesoro francese ha collocato oggi titoli a 13, 24, 34 e 50 settimane per un ammontare complessivo di €8,028Mld; quello olandese ha emesso 2,24 mld di euro di DTc a tre e sei mesi. Giornata di emissioni domani per la Spagna che allocherà titoli a 3 e 6 mesi per un ammontare complessivo compreso nel range 1,5Mld-2,5Mld di euro. In calo gli spread di tutti i periferici; movimento analogo per i Cds 5Y degli stessi paesi.
L’Euro avanza nei confronti delle principali controparti, con il cross eur/usd sopra quota 1,325. Debole lo yen che tocca i minimi da sei mesi contro il dollaro dopo l’aggiornamento relativo alla bilancia commerciale nipponica.
Tra le commodities il petrolio WTI balza ai massimi da 9 mesi sopra i 105 $ al barile dopo la decisione dell'Iran di bloccare le vendite di greggio a Francia e Regno Unito; in rialzo anche il brent che scambia a 120 $ al barile. In rialzo il frumento (+2,4%) in scia a possibili limiti all’export di tale bene dall’Ucraina. Positive le altre materie prime ad eccezione del gas naturale (-2,3%).
FTSE Mib: +1,07% Dax: +1,46% I migliori del FTSE Mib: STMICROELEC.N.V 8,25% B P MILANO 8,24% BANCOPopolare 5,05%
I peggiori del FTSE Mib: CAMPARI -0,64% ENEL -0,92% FINMECCANICA -3,17%
I titoli bancari: BMPS 3,06% BANCOPopolare 5,05% INTESA 1,56% BPM 8,24% UNICREDIT 1,42% B P EMILIA 2,59% UBI BANCA 2,14%





