Listini europei in generale ribasso in scia ai deludenti dati sui Pmi europei che rinvigoriscono i timori sulla tenuta dell’economia: a febbraio si registra infatti un’inattesa decelerazione del Pmi manifatturiero tedesco (50,1 punti da 51 precedente) ed un lieve miglioramento di quello dell’Area euro (a 49 punti) ma inferiore al consensus; nello stesso periodo il Pmi manifatturiero francese ritorna per la prima volta da luglio sopra la soglia dei 50 punti che separa contrazione da espansione; ancora negativi, anche se meno del temuto, gli ordini industriali dell’Eurozona a dicembre (-1,7% a/a da -2,5%). Sul fronte della crisi del debito il nuovo salvataggio di Atene non smorza i timori, con Fitch che declassa la Grecia a CCC (da C); dovrebbe inoltre realizzarsi entro il 12 marzo lo swap con i privati e si discute sulla possibilità che il Parlamento ellenico introduca nell’accordo clausole per rendere obbligatorio per tutti i creditori l’haircut del 53,5%, escludendo la partecipazione volontaria. Il governo greco ha inoltre rivisto al rialzo la stima sul rapporto deficit/Pil 2012 dal 5,4% al 6,7%. Secondo El Paìs, il Premier spagnolo Reloy starebbe valutando la possibilità di chiedere all’UE che venga rivisto al rialzo (al 5% dall’attuale 4,4%) l’obiettivo di Deficit/Pil richiesto per l’anno in corso, mentre anche il Portogallo potrebbe apprestarsi a rinegoziare i termini del suo salvataggio. Intanto i leader UE tornano a discutere di un eventuale potenziamento dell’ESM. In Italia, a gennaio si conferma la decelerazione dell’inflazione (+3,2% a/a da +3,3% precedente) e rallenta anche quella francese (+2,6% a/a da +2,7%). Apertura in flessione per Wall Street in scia agli insoddisfacenti dati relativi alla ripresa economica europea e alla tenuta della Cina. Ad incidere negativamente sul sentiment degli investitori il tracollo di Dell Inc, dopo che le proprie previsioni di vendita hanno deluso gli analisti. Sul fronte macro, le vendite di case esistenti avanzano a gennaio (+4,3% m/m da -0,5% precedente) ma meno del previsto, mentre si mantengono negative le richieste settimanali di mutui ipotecari. Migliora la scorsa settimana l’indice Redbook che misure le vendite delle grandi catene retail. Attesa in serata la proposta di Obama per il nuovo sistema di tassazione per le imprese.
Listini asiatici in progresso; occhi puntati sul Pmi manifatturiero cinese di febbraio ancora sotto i 50 punti secondo la stima flash di HCBC. Bene Tokyo (+0,96%), Shanghai (+0,93%) ed Hong Kong (+0,33%), mentre chiude poco mossa Sidney (+0,04%), con il Super indicatore anticipatore australiano tornato positivo a dicembre.
Lo yen ai minimi da 7 mesi nei confronti del dollaro
Sul monetario, l’Euribor scende su tutte le scadenze, con il tasso a 1 mese che fissa lo 0,595%; in rialzo i tassi Libor ad eccezione della scadenza a 1 e 3 mesi. In lieve calo i depositi overnight delle banche europee presso la Bce (ieri a €449,1Mld €). L’Eurotower rende noto che nella consueta asta settimanale di rifinanziamento a 7 giorni in dollari sono stati collocati $3,61Mld. Dalle minute della BoE è emersa l’unanimità nel mantenere invariato il costo del denaro, mentre 2 membri hanno proposto un incremento maggiore di quello realizzato, del proprio piano di QE.
In Area Euro, rendimenti tedeschi in lieve flessione ad eccezione della scadenza a 2 anni della curva; tutti in ribasso gli omologhi statunitensi. In rialzo gli yield italiani ad eccezione del 2 anni; lo spread Btp-Bund 10Y torna così ad allargarsi superando i 359 pb. Nell’asta odierna il Tesoro tedesco ha collocato €4,282 Mld di titoli a 2 anni con rendimento medio dello 0,25% (in rialzo dallo 0,17% della precedente asta per analoga scadenza) e bid-to-cover ratio a 1,8 (inferiore al 2,2 precedente). In rialzo gli spread e i CDS 5Y di tutti i Paesi periferici.
In lieve progresso l’euro sul biglietto verde con il cross €/$ che scambia a 1,325. Lo yen scende ai minimi da 7 mesi nei confronti del $.
Tra le commodities poco mosso il petrolio WTI, mentre il brent avvicina i 123 $ al barile. In calo il rame (-0,3%) in scia ai deludenti dati sui Pmi che segnalano la difficile ripresa dell’economia mondiale; stabile il frumento e scende il gas naturale (-2,3%). L’oro quota a 1757 $ l’oncia.
FTSE Mib: -0,92% Dax: -0,93% I migliori del FTSE Mib: GENERALI ASS 4,12% MEDIOBANCA 2,72% BMPS 1,60%
I peggiori del FTSE Mib: B P MILANO -4,03% FINMECCANICA -5,26% B P EMILIA -5,37%
I titoli bancari: BMPS 1,60% BANCOPopolare -1,68% INTESA -3,08% BPM -4,03% UNICREDIT -3,84% B P EMILIA -5,37% UBI BANCA -3,09%





