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La CGIL interviene sulla situazione di Floramiata

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floramiata450"E’ evidente ormai a tutti che l’azienda Floramiata presenta una crisi economica, finanziaria e gestionale, tant’è che se non verranno assunte dalla Società le opportune iniziative la più grande azienda del territorio potrebbe rischiare la chiusura.

Questo l'inizio di un comunicato congiunto di CGIL Siena, CGIL zona Amiata, FLAI CGIL Siena e RSA aziendale sulla situazione dell'azienda di Piancastagnaio.

"A fronte delle potenzialità dell'Azienda, che può disporre di un bassissimo costo dell'energia geotermica e con un sostanzioso credito d'imposta che di fatto abbatte in modo significativo i costi generali, e considerato che il florovivaistico non è esposto, a differenza di tanti altri settori, ai processi di globalizzazione, è incomprensibile ed inaccettabile che Floramiata presenti serissime difficoltà finanziarie tanto da essere in ritardo nel pagamento degli stipendi alle maestranze e, ancora più grave, da interrompere il regolare andamento del ciclo produttivo.

La CGIL tutta invita l'attuale Proprietà a
d assumere tutti i provvedimenti necessari affinchè l'Azienda superi le gravissime difficoltà attuali.

Inoltre riteniamo che Floramiata debba definire un Piano Industriale dettagliato che fin da subito dia il senso e la sostanza del rilancio produttivo che tutti pretendono, ritenendo che la gestione tenuta fino ad oggi è risultata fallimentare.

La Proprietà, con grande senso di responsabilità nei confronti dei dipendenti e del territorio, deve mettere in campo tutte le energie, le risorse e le capacità per uscire da questa situazione, fin se necessario attuando riorganizzazioni societarie atte a scongiurare la propria dissolvenza.

Allo stesso tempo invitiamo le Istituzioni, nelle varie articolazioni territoriali, a seguire con attenzione l’evoluzione della crisi di Floramiata e a riaprire un dialogo anche con l’imprenditore chiedendogli impegni precisi per il futuro dell’Azienda.

La CGIL tutta auspica che i tempi per l’ammissione definitiva al concordato siano brevi, anche perchè questo atto toglie qualsiasi alibi all’Azienda per una discussione di merito sul piano industriale e sulle strategie future.

La CGIL esprime grande preoccupazione per il rischio, in assenza di novità, di arrivare ad una situazione non più gestibile. Di fronte alla mancanza di risposte metterà in campo tutte le iniziative necessarie, anche perchè le intuibili conseguenze non devono essere pagate dai dipendenti e dal territorio".
 
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