L'occasione è quella dell'assemblea annuale di Confindustria Siena e il tema centrale della giornata è decisamente allettante, oltre che dal punto di vista istituzionale, anche per un confronto con Luigi Borri.
Già presidente degli Industriali senesi e membro di giunta nazionale con Emma Marcegaglia tra le altre cose, il giovane imprenditore è da tempo considerato vicino a Luca Cordero di Montezemolo e proiettato comunque in un'ottica di economia nazionale che lui, da sempre, riporta sul territorio con i risultati. Un punto di riferimento, dunque - nonostante lui risponda “Sono un imprenditore, quello è il mio lavoro e non mi occupo di politica” - per diverse realtà della nostra provincia, l'uomo che rispecchia il fil rouge economico tra Siena e tutto il resto.Così, quando si parla di economia e impresa e dei nuovi percorsi della competitività, Borri sostiene con forza l'argomento: “Possiamo essere competitivi soltanto uscendo da una dinamica di pensiero ormai vecchia e cercando di valorizzare il talento, puntando sulle buone idee sia che esse vengano dai giovani ma anche da chi già c'è perché parlare di altro è solo un modo per fare della banale demagogia. E' l'ora di puntare sull'innovazione, la nostra forza sta nel saper coniugare ciò che di buono c'è del passato con mezzi tencologici e idee nuove ma non si più starne a parlare. Si deve agire e basta. Se da tempo dico che sarebbe stato tardi, ormai il tempo è scaduto e mi rifiuto di pensare che un territorio come il nostro, così come un Paese come il nostro possano accettare di morire lentamente. E' finito il tempo delle strumentalizzazioni, in particolare quelle politiche. Abbiamo bisogno di risposte certe e di concretezza, senza mezzi termini”.
Politica, appunto. Che vorrebbe Luigi Borri da tempo tra i prescelti da Montezemolo per la sua Italia Futura... “Non sono un politico, credo che ognuno abbia il diritto ma prima di tutto il dovere di fare bene ciò che sa fare, messo in condizioni di poterlo fare ovviamente. Se abbiamo dei talenti ma privilegiamo favoritismi, non possiamo aspettarci grandi risultati. La vicinanza con il presidente della Ferrari ma soprattutto con il coordinatore nazionale di IF Federico Vecchioni è reale in primis da un punto di vista umano e non nego di essere tra i fondatori di quel ricettacolo di idee e proposte che è Italia Futura. Apprezzo, nel mio modo di essere democratico e fermamente convinto nel perseguire il concetto di meritocrazia, molto di ciò che l'Associazione sta facendo. Di qui a parlare di politica ce ne corre. Non escludo comunque nessun tipo di soluzione in quanto il nostro senso civico rispetto a quella che è la situazione economica nazionale deve sempre tenerci pronti a rispondere, a non tirarci indietro”.






