Positive le borse europee, in recupero in scia a Wall Street, nonostante il declassamento del debito sovrano italiano da A3 a Baa2 da parte di Moody’s. E’ il secondo downgrading in cinque mesi, e l'agenzia americana non esclude un ulteriore declassamento. Secondo Moody’s è diminuita la disponibilità degli investitori stranieri a comprare bond italiani per cause che hanno origine all'estero, in primis il rischio di contagio da Grecia e Spagna, e per temi squisitamente nostrani, come il clima politico in vista delle scadenze elettorali e il deterioramento delle prospettive economiche, con disoccupazione in aumento e crescita debole. Peraltro, le misure adottate dall'esecutivo Monti hanno le potenzialità per migliorare notevolmente la crescita e le prospettive di bilancio e condurre ad un outlook stabile. Le principali associazioni imprenditoriali nazionali bollano come irresponsabile e iniquo il downgrade, mentre il portavoce UE Rehn ha detto che la decisione dell'agenzia di rating trascura “'gli impressionanti progressi fatti dall'Italia sui conti pubblici‘’. A giugno il totale dei prestiti chiesti all'Eurotower dalle banche spagnole è aumentato del 17% rispetto a maggio, attestandosi a €337 Mld. Sul fronte macro, l’inflazione armonizzata italiana a giugno si conferma al +3,6%, in linea con le attese, mentre quella spagnola resta all’1,8%. Apertura in salita a Wall Street su attese di stimoli dalla politica economica cinese e su trimestrali bancarie migliori del consensus. Jp Morgan ha chiuso il 2° trimestre con un utile netto di $4,96 Mld, contro i 5,43 Mld di un anno fa, un calo inferiore alle attese; il dato risente di una perdita di 4,4 Mld derivante dal trading. Wells Fargo registra un utile per azione di 82 centesimi (vs. gli 81 preventivati dagli analisti) e un risultato netto, pari a 4,6Mld, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sul fronte macro, i prezzi alla produzione a giugno salgono dello 0,1% m/m rispetto ad attese di calo dello 0,4%, confermando, su base annua, una crescita dello 0,7%; la versione “core” sale del 2,6% a/a, in linea con il dato di maggio e con il consensus di mercato. L’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan delude, risultando sotto le attese degli analisti, a 72 punti contro 73,5.
I listini asiatici chiudono sopra la parità. Poco mossa Tokyo (Nikkey +0,05%); pressoché ferma Shanghai (+0,02% ) mentre Hong Kong sale dello 0,35%. I dati cinesi sulla crescita del 2° trimestre (+7,6%, il livello più basso dal 2009) e sulla produzione industriale (+9,5%) hanno rispettato le attese; il positivo andamento delle vendite al dettaglio (+13,7 a/a vs +13,4% atteso) suggerisce una stabilizzazione della crescita attraverso stimoli mirati. Positiva anche Sydney (0,35%).
All’asta dei BTP 3Y venduto il target massimo, con rendimento in calo
Sul monetario, l’Euribor continua a scendere su tutte le scadenze con il tasso a 1M allo 0,194%, quello a 3M allo 0,486% e quello a 6M allo 0,767%. Il tasso overnight Eonia, ieri, fissava lo 0,128%. Scendono i tassi Libor a 1, 6 e 12 mesi mentre rimane invariato quello sulla scadenza a 3 mese. Dopo la forte riduzione di mercoledì, sono tornati a salire ieri i depositi BCE, da 342,9 mld a 366,2 mld.
Poco mossi i rendimenti europei e statunitensi, mentre quelli italiani calano sino al 5Y e sono in salita dal decennale in su; il BTP 10Y chiude al 6,06%. Lo spread con il Bund di pari scadenza supera i 480 pb; tra i Periferici sale anche lo spread della Spagna. Peraltro, l'asta di Btp a 3 anni ha un esito positivo; venduti titoli con scadenza luglio 2015 per complessivi 3,5 miliardi (oltre 6 mld la richiesta), massimo ammontare prefissato, con rendimento sceso al 4,65% dal 5,30% dell'analoga asta di giugno. Salgono i CDS 5Y di Portogallo e Irlanda, mentre flettono quelli di Italia e Spagna.
Il cross euro/dollaro, sceso intraday fino a 1,2163, ai minimi dal giugno 2010, chiude in recupero a 1,223 (+0,2 % sul giorno prima).
Le principali commodities sono tutte in rialzo, tranne il gas naturale (-0,1%), in linea con le aspettative di stimolo per la crescita in Cina. Il rame (+2,6%) si colloca al suo livello massimo da sei settimane. Avanzano anche il WTI (+0,9%), il Brent (+1,2%) e il frumento (+0,6%). L’oro scambia a 1589,3$ l’oncia.
FTSE Mib: +0,96% Dax: +2,15%
I migliori del FTSE Mib: FERRAGAMO 6,61% TELECOM ITALIA 4,56% PRYSMIAN 4,41%
I peggiori del FTSE Mib: PIRELLI & C -0,69% ENEL GREEN PW -0,95% FIAT -3,33%
I competitors sul listino: BMPS 2,76% BANCOPopolare 0,76% INTESA -0,20% BPM -0,25% UNICREDIT -0,59% B P EMILIA 1,47% UBI BANCA 0,43%






