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ECONOMIA E FINANZA
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Weekly Focus dei mercati finanziari del 10 aprile 2017

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A cura del Settore Ricerca e Informativa Finanziaria di Banca Monte dei Paschi di Siena

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IL QUADRO
La settimana (più corta sui mercati date le festività pasquali, e senza particolari eventi di rilievo in calendario) si apre con una performance mista nei mercati asiatici e aperture virtualmente invariate degli indici europei. L’incontro tra Trump ed il presidente cinese Xi Jingping non ha fornito particolari spunti (accordo per studiare un piano di ribilanciamento del commercio bilaterale). Il mercato ha superato una settimana difficile sotto il profilo geopolitico e dei dati macro senza particolari conseguenze. Come anticipato, i dati sul mercato del lavoro USA (non-farm payrolls) sono stati influenzati in maniera significativa dalle condizioni climatiche, comprimendo la creazione di nuovi posti. Tuttavia, gli altri dettagli del rapporto (disoccupazione ad un nuovo minimo ciclico del 4,5%, crescita dei salari in linea con le attese, rapporto tra numero di occupati e popolazione al livello più alto dal 2009) hanno dipinto un mercato del lavoro solido. Da qui la reazione limitata dei mercati.

ANATOMIA DI UN BULL MARKET
I bull market sul mercato azionario non muoiono di vecchiaia e quello attuale, in corso da oramai otto anni, non fa differenza. I killer di un bull market sono solitamente identificati in un deterioramento delle condizioni macroeconomiche (rallentamenti o recessioni che determinano un declino degli utili), in eccessivamente brusche restrizioni della politica monetaria (che conducono a rialzi dei tassi d’interesse che risultano insostenibili per alcuni settori del mercato azionario) o a eventi geopolitici. Questi agenti sono particolarmente dannosi se si combinano con un elevato livello di valutazione dei mercati.
Dal minimo dello S&P500 (9 marzo 2009) i maggiori indici azionari hanno messo a segno performance totali comprese tra il 140% ed il 250%. Prendendo a riferimento lo S&P500, in termini di performance totale quello attuale è il secondo bull market sia per entità che per durata ed è stato osservato1 che il rally è frutto principalmente di un’espansione dei multipli mentre la crescita degli utili ha avuto un ruolo secondario. Varie metriche utilizzate per determinare il livello di valutazione del mercato azionario sono ora su livelli storicamente elevati, in particolar modo per il mercato USA.
Cambiando il punto di osservazione e considerando la performance annualizzata (la performance totale corretta per la durata del rally) il bull market attuale presenta una performance simile a quella del 1990-2000 (tech bubble) e inferiore ai due bull market degli anni ’80.
In breve: in una prospettiva storica l’apprezzamento dei mercati azionari degli ultimi otto anni è stato importante, ma non senza precedenti, sia in termini di intensità che di durata, e lascia il mercato in un territorio che può essere definito di sopravalutazione rispetto al suo passato. Tutto questo in un ambiente in cui l’ottimismo degli investitori appare come molto elevato (vedi Weekly Focus, 27 marzo 2017). In questo contesto, gli investitori monitoreranno attentamente nei prossimi mesi l’eventualità che qualche fattore fondamentale (rallentamento ciclico, rialzo eccessivo dei tassi d’interesse, possibili eventi geopolitici) possa far deragliare il bull market.

LA SETTIMANA
Nessun evento di particolare interesse è in calendario per la settimana che precede la Pasqua:
- La seconda settimana del mese è come sempre leggera in termini di dati macro USA (dopo ISM e NFP che sono rilasciati nella prima settimana). In settimana sono attesi i dati sulla fiducia dei consumatori e sulle vendite al dettaglio. Questi ultimi sono di particolare interesse data la divergenza tra i dati che si riferiscono alla fiducia (buoni) e quelli sull’attività reale (decenti ma visibilmente più deboli dei primi), che hanno aperto un divario tra le stime del Pil del primo trimestre della Fed di Atlanta (1%) e della Fed di NY (3%). Attenzione concentrata anche sul fronte politico, ed in particolare sul rinnovato attivismo dell’amministrazione USA sulla Siria e sui rapporti commerciali con la Cina.
- Nell’area euro i dati macro sono di secondo ordine (dati finali su inflazione di marzo, ZEW survey in Germania, produzione industriale in Italia e area euro). Qualche interesse riveste sul fronte domestico il DEF (Documento di Economia e Finanza) dove il flusso di notizie del fine settimana sembrerebbe indicare che le autorità europee hanno trovato i dettagli che si aspettavano sulle misure correttive richieste.
 

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