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ECONOMIA E FINANZA

Weekly Focus dei mercati finanziari del 27 novembre 2017

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A cura del Settore Ricerca e Informativa Finanziaria di Banca Monte dei Paschi di Siena

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IL QUADRO
- In una settimana caratterizzata da bassi volumi dovuti alle festività USA un fatto sembra emergere: l’interruzione della fase correttiva che ha avuto inizio i primi giorni di novembre.
- Nei prossimi giorni attenzione puntata su un nuovo giro di indicatori di fiducia nell’area euro (forti), sulle negoziazioni in Germania per una riedizione della grande coalizione tra CDU/CSU e Social-Democratici (notevole sinora l’assenza di un impatto di mercato, con l’euro-dollaro vicino ai massimi dell’anno) e sull’audizione di conferma del nuovo governatore della Fed (prima occasione per valutare il grado di innovazione che Powell introdurrà).

CORREZIONE DEI MERCATI INTERROTTA
I primi giorni di novembre hanno dato avvio ad una fase di aumento della volatilità e calo delle quotazioni su diverse asset class rischiose che si è protratta per la prima metà del mese. I mercati azionari europei hanno visto correzioni nell’ordine del 3,5%. Le obbligazioni societarie hanno visto i loro spread allargarsi e gli indici cedere circa l’1,5% (obbligazioni high yield); le obbligazioni e le valute dei paesi emergenti sono state anch’esse coinvolte (-2% per gli indici sul debito governativo). Tutto questo ha fatto emergere l’interrogativo se i mercati finanziari si trovassero nella fase iniziale di una correzione significativa. L’evoluzione dell’ultima settimana deve avere alleviato i timori, dal momento che tutte le asset class hanno recuperato gran parte del declino della prima metà del mese e alcuni indici azionari hanno toccato nuovi massimi storici (S&P500) o ciclici (Paesi Emergenti).
Per adesso sembra quindi che il mix (perfetto per i mercati azionari) di crescita robusta, bassa inflazione e bassi tassi stia avendo la meglio su alte valutazioni e indicatori di fiducia di mercato che confinano con l’euforia.

CICLO ECONOMICO EUFORICO IN AREA EURO
L’euforia che caratterizza i mercati finanziari è comune al lato reale dell’economia. Due diverse banche internazionali hanno usato le stesse parole per descrivere gli indici PMI di novembre per l’area euro: On Fire! (altre espressioni utilizzate: Europhoric, Booming). L’indice composito è salito a 57,5, il livello più elevato dall’aprile 2011 e punta ad una variazione del Pil dell’area attorno allo 0,7% nel trimestre in corso, che si tradurrebbe in un 2,5% annuale, significativamente superiore al potenziale. I dettagli sono egualmente positivi, con produzione che non riesce a stare al passo con nuovi ordinativi ai massimi, allungamento dei tempi di consegna dei prodotti, occupazione in aumento, pressioni al rialzo dei prezzi degli input nel processo produttivo. Se, a fronte di questo quadro, non si manifesteranno pressioni inflazionistiche nei prossimi trimestri, un buon numero di libri di testo dovrebbe essere riscritto e la totalità dei modelli sull’inflazione dovrebbe essere riposto sullo scaffale. Il quadro positivo rafforza la convinzione della BCE, che emerge da diversi articoli di stampa, secondo cui il QE avrà termine a settembre 2018.

LA SETTIMANA
- Negli USA il Pil del terzo trimestre verrà probabilmente rivisto al rialzo (al 3,2% dal 3% della prima stima). In programma un passaggio virtuale del testimone alla guida della Fed, con il nuovo governatore della Fed Powell che apparirà martedì di fronte al Comitato sulle banche del Senato per la sua audizione di conferma. Il giorno dopo la Yellen darà in Congresso la sua ultima testimonianza. Sul fronte politico, è atteso un voto al Senato sulla riforma fiscale, su cui i Repubblicani non sembrano avere la maggioranza.
- Nell’area euro un altro giro di indicatori di fiducia riferiti a novembre dovrebbe confermare il quadro positivo emerso sinora dagli indici PMI e dagli indici Ifo (Germania) e Insee (Francia). In calendario anche i numeri preliminari dell’inflazione di novembre, con attese per l’area euro di un 1,6% (da 1,4% in ottobre) e 1% per l’indice core (da 0,9%). In Germania, attenzione sul possibile inizio delle negoziazioni per la formazione di un governo di larghe intese tra CDU/CSU e Social-Democratici. Da notare sinora la totale assenza di un impatto di mercato (euro-dollaro verso i massimi dell’anno).


 
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