Mercoledì, 20 Giugno 2018
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ECONOMIA E FINANZA

Circolo Sena Civitas: ''Cominciano i preparativi per la vendita di MPS?''

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senacivitas-sportellisindaco"Il Fondo Strategico Italiano – FSI- (partecipato di Cassa Depositi e Prestiti) annuncia la sottoscrizione di un contratto vincolante per l’acquisto di una partecipazione di minoranza di CEDACRI S.p.A. - azienda leader nei servizi informatici per le banche - pari al 27% del capitale, da tutte le banche azioniste. La parte restante del Capitale di Cedacri (intorno al 73 %) resterà nelle mani di altre 14 banche." Così un intervento di Sena Civitas.

"Il 28 dicembre scorso, il sito finanzareport.it, ha pubblicato un articolo dal Titolo “MPS mette in vendita i Servizi Informatici”; nell’articolo si ipotizza che “La banca senese intende cedere i servizi IT, e Cedacri, partecipata da FSI (e quindi da Cassa Depositi e Prestiti), avrebbe già messo nel mirino la relativa piattaforma”.

Segnaliamo che i servizi IT  -Information Technology - rappresentano in Banca Monte Paschi, una organizzazione di circa 1000 dipendenti che curano la gestione del software e dell’hardware aziendali con la relativa logistica.

L’indiscrezione di cui sopra, impone una seria riflessione circa la progettualità per la “fu” Banca cittadina, in previsione dell’uscita dello Stato dal suo capitale che dovrebbe avvenire nel 2022.
Occorre trasparenza iniziando dal processo di risanamento del Monte dei Paschi che deve essere a medio/lungo termine e creare valore per tutti i portatori di interesse, comunità senese in primis.
Occorre un chiaro progetto che ricerchi il mantenimento della centralità di Siena pur in una condizione di obbligo di uscita dello Stato dalla “proprietà”.

La comunità deve sapere e le Istituzioni devono vigilare, per evitare il ripetersi di guasti irreparabili.
A nostro avviso, sarebbe deleterio se le intenzioni fossero quelle di effettuare operazioni del tipo di quella paventata di cessione del comparto IT.

Questa cessione potrebbe aprire all’ipotesi di dismissione di più rami di azienda del MPS: forse un “maquillage” per rendere più appetibile la banca sul mercato?
Con quali garanzie per i dipendenti e per Siena? Quale destino per la Direzione Generale in una ipotesi di vendita in più parti della “fu” banca senese?

Ci rivolgiamo pertanto alle Istituzioni cittadine e regionali ma soprattutto alla nuova proprietà maggioritaria nel Consiglio di Amministrazione per sollecitare un intervento teso alla tutela non solo dei livelli occupazionali garantiti dalla Banca MPS a livello territoriale, ma anche per far rimanere Siena, “localizzazione centrale” dell’Istituto.

In proposito ci permettiamo di ricordare l’operazione Fruendo sulla quale, a suo tempo, le Istituzioni non intervennero e che vede a tutt’oggi la Banca coinvolta in azioni legali intentate da centinaia di ex-dipendenti esternalizzati e l’evidenza conclamata che questo non era la soluzione al “problema del bilancio”.

Siena la deve smettere di stare a guardare. Sono in ballo migliaia di posti di lavoro. E’ in ballo il futuro della città e del territorio. Chiediamo a chi di competenza, che pretenda chiarimenti sul destino di una Banca che, per cause avulse dai senesi, che nei secoli l’avevano resa grande, di Siena non è più.

Noi rappresentiamo un circolo, ma come per la collezione artistica del MPS, siamo la voce che solleva l’attenzione dei cittadini e da supporto, in questo caso, anche ai sindacati aziendali".
 
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