Giovedì, 22 agosto 2019
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ENOGASTRONOMIA

Buon compleanno Consorzio! I primi 40 anni del Consorzio della Denominazione San Gimignano

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vernaccia-logoEra il 3 luglio del 1972. In Piazza della Cisterna, nel cuore di San Gimignano, davanti al Notaio Vannisanti si sono seduti nove produttori di Vernaccia di San Gimignano: il Principe Girolamo Guicciardini Strozzi, Ernesto Lorini, Libanio Luccii, Jaures Baroncini, Luigi Vagnoni, Concino Concini, Giorgio Marolli Furga Gornini, Alfredo Salini. E’ nato così il Consorzio della Vernaccia di San Gimignano, divenuto negli anni novanta Consorzio della Denominazione San Gimignano con la nascita del San Gimignano Rosso, alla presenza testimoniale dei produttori Franco Bagnai, Teresio Gassino, Pietro Lorini, Ascanio Biagini, Angelo Cecchini, Ferriero Cecconi, Carlo Pertici, Franco Razzi, Luciano Bartolini e Romano Borselli.

Gli stessi uomini che nel 1966 avevano chiesto ed ottenuto la doc Vernaccia di San Gimignano, primo vino in Italia a potersi fregiare della Denominazione, divenuta docg nel 1993, segnando il punto della rinascita della Vernaccia di San Gimignano. 

vernacciasangimignano-consorzioIeri come oggi, l’obiettivo principale del Consorzio è quello della tutela dell’identità e della valorizzazione della Vernaccia di San Gimignano e dell’intero territorio di produzione, valorizzazione che da sempre va di pari passo col miglioramento qualitativo della produzione sia delle uve che del vino, con l’introduzione delle più moderne tecniche di vinificazione e delle strategie di marketing volte ad incrementare la forza di penetrazione sui mercati.

Un impegno quindi a tutto tondo quello di cui il Consorzio si è fatto carico in questi 40 anni, che a partire dalla selezione dei nuovi cloni del vitigno Vernaccia, è passato attraverso l’indagine dell’identità sensoriale del vino Vernaccia per giungere all’identificazione del suo DNA e alla tracciabilità molecolare del vitigno nel vino imbottigliato.

Con una convinzione: che la qualità si può raggiungere solo tramite la difesa e la tutela dell'identità di questo antico vitigno autoctono, delle sue caratteristiche intrinseche, in quanto espressione di un territorio non riproducile. Così ricerca e sperimentazione sono state messe al servizio della Vernaccia, non per rincorrere facili mode, ma per riuscire ad esprimere fino in fondo le sue potenzialità.
 
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