Martedì, 7 luglio 2020
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''Platonov'', al Poliziano uno spettacolo innovativo per interpretare Čechov

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Al Teatro Poliziano le innovazioni della compagnia Il Mulino di Amleto che mette in scena i manoscritti ritrovati dell’autore russo

PlatonovIl teatro contemporaneo della compagnia Il mulino di Amleto è protagonista a Montepulciano sabato 25 gennaio 2020 (ore 21.15) con Platonov - un modo come un altro per dire che la felicità è altrove. Il palcoscenico del Teatro Poliziano ospita un’interpretazione innovativa e sorprendente dell’opera di Anton Čechov. L’autore aveva 21 anni quando scrisse questo testo rimasto incompleto, ma affollato di personaggi e tematiche. Con un’azione particolarmente intensa, Čechov voleva raccontare la profondità della vita, attraverso scene, dialoghi e personaggi che cercano il senso più autentico della società, degli amori e delle esistenze.

I manoscritti originali, nascosti dalla sorella del drammaturgo russo durante i tumulti della Rivoluzione, furono ritrovati da studenti sovietici nel 1920. È incentrata su quelle pagine la messinscena guidata dalla regia di Marco Lorenzi che, con il suo linguaggio sempre ispirato, adegua “quest’opera non finita per esseri umani non finiti, incerti”, come ha dichiarato. Nell’intento del regista, la scena teatrale rappresenta la tenuta di campagna dove si svolge la trama. Gli attori devono muoversi vicino agli spettatori perché ognuno possa sentirsi in sintonia con Platonov, il ventisettenne maestro elementare, sposato, ma affascinante seduttore. Sono infatti innamorate di lui la proprietaria terriera Anna Petrovna, la giovane Sofja che è moglie del figliastro di Anna e una delle colleghe insegnanti. Platonov è un personaggio cinico che vuole dimostrarsi sempre brillante; sa che il mondo in cui vive è spesso mediocre, ma sa anche di essere parte integrante di quel mondo. Proprio per questo si sente inadeguato per le sue quattro donne e cede all'alcolismo, per poi giungere a un finale drammatico.

“Per raccontare la tenuta di Anna e Vojinicev - spiega il regista Lorenzi - abbiamo bisogno di una vetrata trasparente come lo sguardo degli attori e di un lungo tavolo, o meglio delle tavole stesse con cui Vojnicev cercherà di costruire il suo teatrino per allestire il suo spettacolo sgangherato durante una festa. Mi piace il suo amore per il teatro e mi piace pensare come il Platonov possa essere lo spettacolo che Vojinicev metterà in scena quando un colpo di pistola avrà cancellato tutto quel che esiste.”

Confrontandosi con questa pièce, Lorenzi sottolinea che raramente in teatro è stata trasmessa tanta conoscenza del genere umano come ha fatto Čechov: “Il nostro compito tutta quella consapevolezza con la leggerezza che ci permette di entrare nel dolore del mondo per conoscerlo senza restarne impigliati.”

Insieme al protagonista Michele Sinisi, portano sulla ribalta tutta la loro energia comunicativa Stefano Braschi, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Rebecca Rossetti, Angelo Maria Tronca.

INFO
Fondazione Cantiere Internazionale d'Arte: tel. 0578 757007 | prevendita@fondazionecantiere.it
 
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