Lunedì, 24 Novembre 2014
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Policlinico di Siena, eccezionale traguardo nella neurochirurgia dell'epilessia

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Intervento innovativo al dipartimento di Neuroscienze grazie a un approccio multidisciplinare

policlinicolescotteGP300Eseguito al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, circa due mesi fa, un intervento innovativo nel suo genere, su un giovane paziente affetto da una grave forma di epilessia post-traumatica.

Al termine del processo di ripresa e normalizzazione del caso, è stata data notizia dell'operazione, la quale è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra i medici del policlinico Santa Maria alle Scotte e quelli dell'ospedale pediatrico Meyer. In particolare l'intervento è stato eseguito dal neurochirurgo Flavio Giordano, con l'ausilio del neurochirurgo Federico Mussa, coordinati dal neurochirurgo pediatrico Lorenzo Genitori, in collaborazione, per quanto concerne l'inquadramento diagnostico e l'approccio terapeutico medico, con i dottori Raffaele Rocchi e Gianpaolo Vatti dell'U.O.C Neurologia, con il professor Alessandro Rossi, direttore dell'U.O.C. Neurofisiologia Clinica e con la dottoressa Antonella Buscalferri dell'U.O.C. Anestesia e Terapia Intensiva Neurochirurgica.

Al paziente, un giovane di 23 anni di Parma, che soffriva di epilessia da molti anni, è stato impiantato un device simile a un pacemaker, un particolare stimolatore del nervo vago che, mandando impulsi al cervello, ne controlla l'attività elettrica, regolandola e normalizzandola. "Questa tecnica adottata - spiega Genitori - è già in uso presso il policlinico, ma per altre tipologie di epilessia e depressione, infatti l'aspetto innovativo di questo intervento deriva dall'avere applicato la stimolazione vagale a un caso di epilessia post-traumatica. Il paziente aveva appunto manifestato una totale resistenza alla terapia farmacologica convenzionale e non sarebbe stato possibile il solo intervento neurochirurgico di interruzione degli impulsi elettrici anomali."

Fondamentale, per il raggiungimento dell'eccellente risultato ottenuto, è stato l'inquadramento neurofisiologico, grazie al quale si sono potute identificare con elevata precisione le aree cerebrali interessate dal trauma causa dell'epilessia.

"Siamo molto soddisfatti - afferma il direttore generale Paolo Morello Marchese - del risultato raggiunto, frutto di un approccio multidisciplinare che l'Azienda si impegna a sostenere e a sviluppare ulteriormente con l'obiettivo di costruire un centro a valenza nazionale per la diagnosi e la cura dell'epilessia, con particolare attenzione per le forme farmacoresistenti. Si è trattato infatti di un'operazione rara, effettuata in pochi centri in Italia e nel mondo."

"Il risultato clinico - conclude il dottor Rocchi - è di grande soddisfazione in quanto siamo riusciti a ridurre drasticamente le crisi epilettiche del ragazzo, passate da una trentina al giorno a un paio ogni due settimane. Il giovane paziente  stato dimesso ed è tornato alla normalità quotidiana".
 
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