Era il 1309 quando il Comune di Siena decise di tradurre in volgare l’insieme di norme e leggi che regolavano la vita pubblica così da renderle comprensibili anche a chi non conosceva il latino. Ne è testimonianza, la rubrica che ordina “di fare scrivere, a l’expese del Comune di Siena, uno statuto del Comune, di nuovo in volgare di lettera grossa, bene leggibile et bene formata, in buone carte pecorine […] el quale statuto sia et stare debia legato ne la Biccherna, acciocché le povare persone et altre persone che non sanno grammatica, et li altri, e’ quali vorranno, possano esso vedere et copia inde trarre et avere a loro volontà.” (D. I, rub. 134)
La copia sarebbe stata esposta al pubblico e doveva quindi essere scritta in chiare e leggibili lettere, e doveva essere “legata”, cioè fissato ad una catena di ferro che ne impedisse il furto e la manomissione.
Nasceva così una sorta di “Costituzione” ante litteram che per la prima volta veniva scritta in una lingua accessibile ad un pubblico ampio, nell'intento che ogni cittadino sentisse ancor più sua la “cosa pubblica”.
Il Costituto nasce dalla volgarizzazione del precedente Statuto senese che venne redatto in latino nel 1296, con aggiunte ed emendamenti intervenuti nel frattempo. Tra questi, ad esempio, la delibera di una corsa del Palio da effettuare per Santa Maria d’agosto (D.I, rub. 586), a testimonianza delle antichissime origini della Festa che ancora oggi racconta Siena nel mondo.
Il documento si compone di 6 Distinzioni, ed ognuna è divisa in rubriche. Sebbene la divisione per argomento non sia assoluta le Distinzioni trattano materie diverse: Costituzione, Diritto pubblico, Diritto penale e civile, norme di amministrazione urbana, norme transitorie.
Interessanti e numerose le norme di alto senso civico, le rubriche sulla viabilità, sulla gestione degli spazi pubblici, su aspetti di igiene e decoro urbano. Si tratta spesso di aspetti transitori che riguardano la gestione della città. Una parte del Costituto ci appare così come un programma politico, che potrà essere letto da tutti e che da tutti verrà giudicato, senza fuggire al confronto e alla verifica.
Chi governa, si legge nel Costituto del 1309, deve avere a cuore "massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini" .
E che il bene della collettività dovesse necessariamente passare dalla condivisione e dalla trasparenza e fosse al centro degli obiettivi del governo senese di quel periodo, lo dimostra anche il fatto che pochi anni dopo venne dato incarico ad Ambrogio Lorenzetti di dipingere in una sala di Palazzo Pubblico le ormai celeberrime allegorie con “Gli effetti del buono e del cattivo governo”, una sorta di ulteriore traduzione - questa volta “visiva” - dei principi che il Costituto Senese faceva propri e che così potevano essere alla portata anche di chi non sapeva leggere, nel segno di una classe dirigente matura, che non temeva di aprirsi e dichiarare i suoi intenti di conduzione della res publica, rendendo consultabile il proprio progetto politico.
Un atto di democrazia senza precedenti che sottolinea come il bene comune passa da un insieme di norme che regolano diritti e doveri di ogni individuo e che racconta la modernità di una città che visse il suo massimo splendore proprio nel medioevo quando per dimensioni e popolazione era una delle 10 metropoli più grandi d'Europa, ed era all’avanguardia in molti campi, come in quello artistico (basti pensare che fu la città che vide nascere le scuole pittoriche di Duccio di Buoninsegna, di Simone Martini, dei fratelli Lorenzetti), in quello culturale (è senese una delle più antiche università italiane), in quello economico (il medioevo a Siena fu segnato da una classe di moderni mercanti-banchieri).
Accanto ai monumentali edifici gotici che ancora oggi raccontano il volto medioevale di Siena, il Costituto Senese diventa esso stesso monumento e modello. Un modello che di lì a poco verrà preso ad esempio da altre municipalità e che ancora oggi offre agli studiosi numerose tematiche di approfondimento e ricerca.





