L'operazione è stata compiuta all'alba di oggi, lunedì 8 febbraio
Dalle prime luci dell'alba di oggi, lunedì 8 febbraio, circa 90 carabinieri delle province di Siena, Grosseto, Lucca, Pistoia e Roma, con il supporto del 4° Nucleo Elicotteri di Pisa e del Nucleo Cinofili di San Rossore (PI), hanno dato il via all'operazione denominata "Alì Babà" eseguendo 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 2 misure di arresti domiciliare, 2 di obbligo di dimora e 25 perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di persone residenti nel Grossetano e in provincia di Pistoia, Lucca e Roma.
Le indagini, coordinate del Procuratore della Repubblica di Siena, dott. Tito Salerno e dal Sostituto dott. Nicola Marino, sono state condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Montalcino ed hanno avuto inizio alla fine del 2008 a seguito di furti perpetrati in provincia di Siena.
L'attività investigativa di osservazione e pedinamento, supportata da attività di natura tecnica, ha consentito di individuare i componenti della banda che agiva anche in altre province della Toscana e del Lazio.I malviventi, che utilizzavano auto a noleggio e sofisticate ricetrasmittenti, depositavano il denaro proveniente dai furti negli istituti bancari dello stesso luogo dove venivono commessi i reati, accendendo un conto corrente e facendosi rilasciare il relativo bancomat. Monili in oro ed altri oggetti preziosi venivano invece venduti a orefici e persone compiacenti.

Gli arrestati sono Angela Alafleur di 30 anni, Gabriele Hudorovich di 46, Orlando Alasia di 35 anni, il 36enne Pietro Alafleur e Stellante Zerbini di 37 anni, tutti destinati della misura cautelare in carcere; Susca Alasia di 27 anni e Veronica Alasia di 23 posti agli arresti domiciliari; Vaiana Alasia di 36 anni e il 21enne Marcello Cavazza sottoposti alla misura dell'obbligo di dimora. Tutti pluripregiudicati con precedenti specifici e residenti nel grossetano ad eccezione di Cavazza residente in provincia di Roma.L'identificazione è stata permessa grazie all'individuazione fotografica da parte delle vittime dei furti ed è stata supportata dalle numerose intercettazioni telefoniche compiute dai militari dell'Arma.








































