• Economia reale: negli Usa a gennaio prosegue il rialzo degli indici Ism manifatturiero (58,4) e non manifatturiero (50,5). Il tasso di disoccupazione di gennaio è sceso al 9,7% dal 10%. In Germania le vendite al dettaglio di dicembre hanno registrato un calo dell’2,5% a/a. Peggiora la produzione industriale di dicembre calata del 2,6% m/m da +0,7%. In Italia la stima preliminare della variazione del Cpi (Nic inc. tabacco) di gennaio sale all’1,3% a/a dall’1% di dicembre.• Tassi di interesse: negli Usa, tassi di mercato governativi in ribasso. Lo spread 2-10 anni è salito a 280 pb da 277. In area Euro tassi in sensibile calo su tutta la curva, in particolare sulla parte a breve, con lo spread 2-10 anni salito a 213 bp da 207. Sui mercati obbligazionari ha pesato la speculazione che la Grecia ed altri Paesi periferici dell’Area Euro, tra cui Spagna, Irlanda e Portogallo, possano avere problemi nel ripagare gli interessi in scadenza sul debito. Lo spread greco 10Y rispetto al benchmark tedesco si è posizionato in prossimità dei livelli pre-euro. Sul monetario invariato l’Euribor a 0,66%. La Bce ha lasciato il tasso di riferimento invariato all’1% e ha comunicato che l’asta a 6 mesi di marzo sarà l’ultima.
• Valute: settimana di apprezzamento del dollaro vs euro con il cross calato sotto 1,37. Forte apprezzamento dello yen sia nei confronti della valuta europea che americana. Verso euro, la valuta nipponica è salita ai massimi da circa un anno.
• Materie prime: settimana negativa per la maggior parte delle commodities penalizzate dall’andamento del dollaro. Marcati ribassi per zucchero, argento e rame. In rialzo il gas naturale.
• Borse: quarta settimana consecutiva in calo per le principali piazze mondiali. Forti ribassi per i settori legati ai bancari, alimentari e beni per uso domestico.





