Mercoledì, 17 luglio 2019
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Lavoratori ex Mercatone Uno di Colle di Val d’Elsa: ''Notizie infondate''

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FILCAMS CGIL: “Cosmo sta già effettuando i lavori di ristrutturazione”

mercatoneuno-lavori2019“Leggiamo oggi sulla stampa locale – esordisce Mariano Di Gioia, funzionario della FILCAMS CGIL Valdelsa - notizie prive di ogni fondamento in merito alla vicenda dell’ex Mercatone Uno e non possiamo accettare che in tal modo si semini panico tra le persone. Dal 14 gennaio i lavoratori che hanno accettato l’offerta lavorativa, così come da accordi sindacali sottoscritti il 6 luglio 2018, sono dipendenti dell’azienda Cosmo, holding che detiene il marchio Globo. La nuova società, che abbiamo incontrato il 22 febbraio scorso, ci ha comunicato ufficialmente che all’interno della struttura sono iniziate le opere di rifacimento per inserire il loro layout, tra l’altro basta passare davanti al sito in località Belvedere per constatare che ad oggi vi è una fase di ristrutturazione in atto”.

“Cosmo ci ha anche comunicato la calendarizzazione di apertura dei 13 punti vendita, alcuni di essi sono già stati riaperti, - prosegue Di Gioia – e per quanto riguarda quello di Colle l’apertura prevista per il 1° aprile è stata rinviata di qualche mese a seguito di uno stop burocratico legato all’autorizzazione degli spazi per i parcheggi esterni alla struttura che è in via di risoluzione. Ed infatti non registriamo alcuna ansia tra i lavoratori che con la FILCAMS CGIL sono costantemente in contatto e con i quali abbiamo svolto già diverse assemblee per informarli di quanto scaturito dagli incontri con i vertici aziendali”.

“A Colle nessun lavoratore è stato escluso dalla proposta di assunzione, - sottolinea il rappresentante sindacale – ma, volontariamente, dopo averla valutata, 20 persone hanno deciso di non accettarla. Purtroppo, anche durante il presidio dei lavoratori Mercatone Uno che si era protratto per 40 giorni, - dice con amarezza il sindacalista - si erano verificati episodi di cattiva informazione che avevano creato tensione, smarrimento e confusione tra chi presidiava il punto vendita. Richiamiamo tutti ad una maggiore responsabilità, anche perché delle notizie false possono provocare tensioni sociali che non servono a nessuno. Sperando che sia sufficiente questo chiarimento, siamo a disposizione dei giornalisti per aiutarli a verificare le proprie fonti e a non scrivere bufale”.
 
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