Venerdì, 15 novembre 2019
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LAVORO-FORMAZIONE

SPI CGIL: ''Ai pensionati viene negato perfino il diritto di conoscere la propria pensione''

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"Ad oggi l’OBis M non è ancora disponibile"

spicgil-duomoAd oggi l’INPS non ha reso disponibile per i pensionati INPS il modello OBis M per l’anno 2019.

L’Obis M non è altro che la carta d’identità delle pensioni INPS, da questo documento è possibile rilevare l’importo della pensione in pagamento per l’anno in corso con le relative trattenute fiscali, è come se fosse la busta paga del pensionato.

Da qualche anno a questa parte il modello in questione non viene più inviato al domicilio dei pensionati, ma questi devono reperirlo in via informatica scaricandolo dal sito web dell’Istituto oppure recarsi presso gli sportelli dell’Istituto, in quanto l'Inps “nel rivedere” la spesa “ovviamente” ha tagliato servizi rivolti a pensionati e pensionate.

Il Sindacato Pensionati SPI CGIL, per ovviare a questa mancanza dell’Istituto, si è reso disponibile a fornire un servizio gratuito ai propri iscritti, ovviamente quando questa documentazione sarà resa fruibile dall’INPS.

“La decisione unilaterale di non inviare più a domicilio né la CU né il modello Obis M - spiega lo SPI CGIL di Siena - provoca gravi disagi e rappresenta un’ulteriore imposizione burocratica: l'INPS scarica sulle spalle di pensionati e pensionate compiti che sono propri dell’Istituto e dei quali deve farsi carico direttamente!”.

“E' inaccettabile che si assumano scelte con metodi unilaterali - conclude il sindacato - che penalizzano sempre i più deboli, chi ha più problemi o chi sta peggio: non basta che crolli il potere d'acquisto delle pensioni, non bastano i tagli alla sanità e ai servizi socio-sanitari, non basta che i pensionati siano diventati un ammortizzatore sociale a sostegno di chi perde o non trova lavoro e costituiscano un pezzo essenziale di un sistema di welfare falcidiato dai tagli, ora viene loro negato perfino il diritto ad una corretta ed accessibile informazione sulla propria pensione!”.
 
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MESSAGGIO AGLI UTENTI DEL SERVIZIO WHATSAPP

Da una 15ina di giorni non è più attivo il nostro servizio di invio notizie su whatsapp in quanto l'azienda ha bloccato il nostro numero. Dopo numerose richieste per capire il motivo ci hanno risposto, dopo 10 giorni, adducendo una presunta "violazione dei termini del servizio" specificando la vendita di prodotti non consentiti. Ora, inviando SOLAMENTE notizie, e avendo letto la corposa lista delle vendite vietate per cercare di capire un motivo per tale violazione, deduciamo che, per qualche geniale algoritmo di qualche geniale software, articoli tipo "arrestato spacciatore di cocaina" vengano considerati come vendita... ma ripetiamo, sono solo deduzioni che facciamo. Avendo spiegato nei dettagli il tutto al dis-servizio assistenza abbiamo ricevuto zero risposte e il numero è tuttora bloccato. Siamo dispiaciuti per la situazione e ci scusiamo con i 3.000 utenti del servizio soprattutto per non poter avvertire direttamente a causa del blocco del numero. Speriamo che quanto prima la situazione sia chiarita in modo da poter ripristinare il servizio. Grazie mille.

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