Venerdì, 14 agosto 2020
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LAVORO-FORMAZIONE

Consiglio comunale di Siena sul lavoro: il contributo delle minoranze

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consigliocomunale30gennaio2018"Il senso di una discussione sul lavoro in Consiglio comunale significa rappresentare la voglia di futuro di questa città, soprattutto in nome dei giovani. Ecco che i Gruppi di minoranza PD, Per Siena ed In Campo hanno messo insieme le forze e hanno richiesto un Consiglio monotematico sul lavoro, dopo che le statistiche periodiche dei vari enti di rilevazione hanno confermato ancora una sostanziale stagnazione nella lunga crisi economica anche per la nostra città ed il nostro territorio senese. Da ultimo, la direzione provinciale di INPS di Siena ha presentato alla cittadinanza un prospetto per la provincia di Siena, dove aumentano le indennità di disoccupazione, calano le posizioni attive di commercianti e artigiani; aumentano quelle delle aziende." Così un intervento congiunto dei Gruppi consiliari del Partito Democratico, Per Siena e In Campo.

"A questo - continua l'intervento - si aggiungono le crisi aziendali che preoccupano i lavoratori e il tessuto produttivo (per tutte Whirlpool); ma anche le dinamiche interne sui precari di GSK e il futuro della partecipazione dello Stato in MPS, per il quale questo Consiglio comunale ha approvato una mozione unanime perché il sindaco rappresenti l’attenzione della città per la salvaguardia dei dipendenti e delle funzioni di direzione e controllo della banca a Siena. Senza contare le difficoltà dei giovani e delle donne nell’accesso e nei propri ruoli nel mondo del lavoro. Così Siena, nonostante, la svolta politica, semmai perde posizioni sul livello nazionale per la qualità della vita.

La lunga crisi di questi anni ha travolto le relazioni sociali e il valore della rappresentanza e la possibilità di un confronto utile per trovare delle soluzioni ai bisogni dei cittadini.

Ecco che l’invito accettato dalla maggior parte dei sindacati e delle categorie economiche a prendere parte alla Conferenza dei capigruppo di giovedì scorso, estesa a tutti i colleghi consiglieri, insieme alle nostre due università e al Prefetto, e la loro presenza qui stamani vuole prima di tutto riaffermare il valore della categoria del coordinamento, per governare le asimmetrie informative, che rappresentano oggi limiti significativi alla ripresa. Già in questo primo incontro è emerso che questo coordinamento dovrà coinvolgere nelle prossime occasioni di riflessione anche la Provincia e la filiera dell’istruzione media secondaria e superiore della nostra città, che a Siena vede tutti i gradi e le esperienze d’avanguardia tra la scuola, i territori, le università e le imprese leader di settore della Toscana.

Si registra con soddisfazione che unanime è stata la richiesta da parte degli intervenuti di far diventare questo incontro sul lavoro un momento periodico, come richiesto nella nostra mozione: è stata affermato, insomma, il bisogno di un confronto corale con il Comune ed il sindaco, perché e il senso più profondo della prima istituzione di ogni città. Un tema, quello di un tavolo per l’economia e le crisi, che come minoranze (a partire da Per Siena), abbiamo più volte provato ad affermare in questo Consiglio, ma - almeno per ora - senza successo.

La città non cresce. Siamo sempre attestati intorno a 53.000 residenti (censimento 1861: 32.108-censimento 2011: 52.839); aumenta la popolazione anziana (all’incirca, 1 giovane ogni 3 anziani; circa il 9,5% della popolazione residente è straniero, con più di 100 nazionalità rappresentate).
Nella nostra città non crescono le nascite e aumentano gli anziani al limite dell'autosufficienza; la generazione attiva e non disoccupata è una percentuale ridotta (anche se dobbiamo ricordare che la disoccupazione totale a Siena è più bassa del livello regionale e nazionale). Ciò conferma che non bastano i nidi per fare figli, ma occorrono il lavoro, salari adeguati e servizi ancora più flessibili, a misura della precarietà del lavoro e di tempi lavorativi che si stanno modificando e concentrando. Si richiama anche ad una maggiore sensibilità ad azioni concertate della cosiddetta Area senese sia dal punto di vista demografico che per la distribuzione delle funzioni, ad incominciare da quelle economiche.

Le infrastrutture a servizio della città crescono lentamente. Siamo all’avvio della terza rivoluzione industriale, quella di internet 5 G e della digitalizzazione, e a Siena occorre il coraggio di terminare con l’aiuto della Regione e dello Stato quegli interventi di completamento dei collegamenti viari e ferroviari, che consentano una migliore accessibilità della città, insieme a garantire le forme più moderne e diffuse di connettività diffusa (speed divide).

Il capoluogo colloquia poco con la Provincia e non “trattiene” chi ci studia o chi la visita. 17.000 studenti ogni anno vengono a studiare nelle nostre due Università da fuori regione o da oltre cento paesi del mondo): un grande valore per la nostra Città. Di questi, troppi pochi rimangono a Siena e vi realizzano il propio progetto di vita. Parimenti, anche sul versante del turismo aumentano gli arrivi, ma diminuiscono le presenze. Insomma, dobbiamo migliorare la nostra capacità non solo di attrarre, ma anche di trattenere

Non c’è abbastanza coordinamento tra il sistema della formazione e le competenze e le specializzazioni richieste dalle imprese. Occorre maggiore dialogo tra formazione e mondo del lavoro, per non correre il rischio di non essere in grado di rispondere alla domanda locale delle imprese, prima di tutto con un’offerta interna.

Giovani e donne in difficoltà nell’accesso al lavoro e nei propri diritti. I giovani e le donne sono in difficoltà nell’accesso e nei propri ruoli nel mondo del lavoro, anche a Siena. Occorre più attenzione alla retribuzione e alla qualità dei diritti, sia nell’impresa che nella cooperazione

PER Il 2020. Anche a Siena prevale la dimensione precaria del lavoro ed una certa sofferenza demografica.

Occorre allora un progetto della formazione che tenga conto delle direttrici di sviluppo (digital economy, green economy e salute e benessere, visto che la società invecchia) ed un percorso che coniughi omogeneità di diritti tra lavoratori specializzati e c.d. “poveri”, ovvero con mansioni non specialistiche; bisogna pretendere in tutti più tutela e ruolo per i giovani e le donne ed una formazione permanente per le differenti stagioni e lavori nella vita (la c.d. “formazione permanente” nella dimensione precaria del lavoro, dove la regione Toscana si è impegnata molto in questi anni). Con più reddito ed un welfare evoluto - più costruito sulla flessibilità che richiedono i nuovi tempi e stili di lavoro che su sussidi o sul risparmio e la solidarietà familiare - avremo più forza ed incremento demografico.

Ecco, allora, che, in questa fase e con un quadro disponibile e più condiviso dei dati, c’è bisogno di un forte senso di responsabilità sociale e collettiva per una migliore accoglienza da parte di tutti noi, per non perdere chi viene a studiare e si specializza a Siena, o chi viene a visitarla, o chi vuole venirvi a fare impresa; per non rischiare di rimanere un centro culturale, scientifico e di rendita, e crescere, invece, come luogo di produzione sostenibile, anche culturale, e di reddito.

La nostra più grande ricchezza rimane il contesto ambientale, storico artistico, culturale, alimentare e sociale che siamo, un genius loci, uno spirito che è valore aggiunto e incubatore per idee, progetti ed azioni. Questo contesto sarà capace di produrre valore economico, se saremo in grado di curarlo, di comunicarlo, di rappresentarlo coerentemente in ogni azione quotidiana della nostra Città, di promuoverlo nell’azione integrata con i Comuni della nostra provincia (progetto di un Distretto culturale), e di difenderlo - senza omologarlo e consumarlo - nella sua unicità, oltre la globalizzazione, recuperando un processo quotidiano e autentico di confronto e partecipazione, che fa la differenza di un capitale sociale." 
 
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