Sabato, 27 Maggio 2017
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Claudio Guggiari (CGIL Siena) interviene sui voucher

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ClaudioGuggiari2017"Parla chi la vendemmia durante il periodo degli studi universitari l’ha fatta più volte ed è sempre stato assunto e ha ricevuto regolari buste paga. Per dire che in agricoltura, soprattutto quando c’è un alto valore aggiunto delle produzioni come il vitivinicolo ed imprenditori onesti, non c’è mai stato bisogno di ricorre ad una riduzione degli obblighi derivanti dalla legge e dai contratti collettivi nazionale e provinciali di lavoro". Così l'inizio dell'intervento di Claudio Guggiari, segretario generale CGIL Siena.

"Continuare a sostenere che ridurre i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici - prosegue Guggiari -, soprattutto giovani, com’era nel caso dei voucher, sia necessario addirittura per regolarizzare la posizione di tanti lavoratori stagionali è un’affermazione priva di fondamento sul piano economico, normativo e sociale.

Lo stesso riferimento ai recenti fatti di cronaca di qualche mese fa che hanno portato alla ribalta la massiccia presenza di lavoro irregolare sta proprio a dimostrare come semmai i voucher abbiano dato sponda alla “legittimazione” del lavoro irregolare più che riuscire a combatterlo. Del resto lo stesso jobs act più in generale, ci dice oggi l’Inps, si è rilevato uno strumento del tutto forviante rispetto al fine di incentivare assunzioni stabili a cui avevano detto era indirizzato.

La CGIL ha presentato da tempo una proposta di legge di iniziativa popolare sul lavoro subordinato occasionale che prevede in sintesi alcune cose:

- natura contrattuale;
- utilizzabile per piccoli lavori di tipo domestico familiare, per l’assistenza domiciliare occasionale, per la realizzazione da parte di privati di manifestazioni sportive, sociali, caritatevoli, culturali di piccola entità.
- i soggetti che possono svolgere questo tipo di lavoro: studenti, inoccupati, pensionati, disoccupati non percettori di forme di previdenza obbligatoria di integrazione al reddito o di trattamenti di disoccupazione;
- periodi limitati di tempo alle dipendenze dello stesso datore di lavoro e compensi non superiori ad una certa cifra.

Quindi in questi ambiti siamo disposti a discutere.

Se tuttavia il Parlamento pensasse di reintrodurre surrettiziamente i voucher dopo aver recepito il contenuto del nostro quesito referendario, a quel punto solo per evitare il referendum abrogativo da noi proposto, non staremo fermi: si tratterebbe di una gravissima presa in giro per milioni di persone e la continuazione di una politica della precarizzazione del lavoro sbagliata sul piano sociale e dello sviluppo economico e produttivo".
 

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