Sabato, 24 agosto 2019
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PALIO E CONTRADE - NICCHIO

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Nicchio - FOTOGALLERY

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Il Priore della Nobile Contrada del Nicchio, Paolo Neri, svela la Contrada dei Pispini

priore-nicchio-paoloneriDSC_086Il quindicesimo appuntamento con il nostro speciale sulle contrade ci porta alla scoperta della Nobile Contrada del Nicchio, insieme al Priore dei Pispini Paolo Neri.

LA STRUTTURA - Il Priore ci attende in Via dei Pispini, davanti all’oratorio della contrada. Entriamo e da qui inizia il nostro viaggio: “La struttura della nostra contrada – esordisce Paolo Neri – è abbastanza particolare e si articola in 3 blocchi. Il primo è quello che possiamo chiamare del Priorato ed è composto da Priore, Vicario generale, due Vicari, cancelliere, camerlengo e bilanciere. Il secondo è quello delle commissioni permanenti che possono essere viste come una sorta di 8 assessorati, ovvero beni immobili, beni storici e artistici, economato, novizi, piccoli nicchiaioli, protettorato e solidarietà. Insieme al Priore e ai Vicari, costituiscono la Delegazione, ramo operativo del Seggio. Infine abbiamo la Deputazione, altro ramo del Seggio, costituita da Priore, Vicari, Capitano, Presidente della Società e da 5 Deputati di Seggio.  Alla Deputazione spetta il potere politico, di programmazione e di controllo della Contrada. In totale le persone sono 25. Tutte le cariche, Priore e Seggio, Capitano e Consiglio di Società, vengono elette da una commissione formata da 7 membri, presieduta dal Rettore del Collegio dei Maggiorenti. Dopo il cambio di statuto avvenuto nel 2009 le cariche sono divenute triennali perché precedentemente la durata era di 2 anni. Personalmente sono al quinto anno da Priore, mentre in precedenza ho ricoperto diversi ruoli. Ho fatto parte del Seggio a vario titolo dal 1957, cioè da circa 55 anni. Sono stato poi Tenente dal 1966 al 1972 e dopo la morte del capitano di allora Mario Cioni, l’ho sostituito come Capitano dal 1973 al ‘76 e successivamente ho ricoperto nuovamente questo ruolo dal 1992 al ‘95”.

IL POPOLO - Una contrada numerosa e molto attiva: “Il Nicchio conta circa 3500 protettori – prosegue il Priore – dei quali circa 1000 minorenni. Si tratta di una contrada molto numerosa e questo aspetto ha i suoi pro e contro. Gestire molte persone, infatti, non è semplice soprattutto perché si creano problemi di comunicazione e in questo senso stiamo cercando di agevolare i canali innovativi come internet, con un sito molto attrezzato con pagine interattive, twitter e facebook. Tutti questi strumenti servono per comunicare e controllare, anche se spesso possono essere utilizzati in modo sbagliato e bisogna stare molto attenti. Il popolo del Nicchio è anche molto operoso, basti pensare che l’oratorio è stato costruito e decorato tutto dai nicchiaioli. Devo dire che nessuno ci ha mai regalato niente e tutto quello che abbiamo è opera dei nicchiaioli, come la Pania e la valle, che sono frutto del lavoro e delle donazioni dei contradaioli. Siamo una contrada appassionata, aperta ad imprese e novità, come dimostra l’”Arte dei Vasai Onlus”, creata di recente e visti i tempi che corrono, direi molto utile e opportuna. Contribuirà, per quanto riguarda la contrada, al mantenimento del patrimonio storico e culturale, in un momento particolare in cui i finanziamenti che arrivavano in precedenza non ci saranno più o comunque saranno limitati. Credo che un aspetto fondamentale sia occuparsi delle cose che abbiamo nel territorio. E’ questo un diritto-dovere morale di tutti, per curarle e vigilare al meglio. Nel rione non abitano molti nicchiaioli, anche se nell’immediato fuori porta ce ne sono tanti. Negli ultimi anni abbiamo comunque rilevato una certa tendenza al rientro nel territorio e questa è una cosa positiva. Come contrada cerchiamo di organizzare tante cose, anche se ovviamente la vita della società e del rione non può certamente soddisfare tutte le richieste. In questo senso, abbiamo un gruppo di bandieraie molto attivo, esiste un laboratorio di restauro e vengono spesso organizzate attività varie per cercare di stimolare la frequenza dei contradaioli. Credo che la Contrada dovrebbe farsi carico anche di promuovere opportunità professionali per i giovani contradaioli, soprattutto in un momento come questo. Credo che questo proposito sia molto importante se non altro per sfruttare al meglio le potenzialità che le contrade offrono”.  Molto sentita dal popolo è anche la rivalità, anche se piuttosto recente, con il Valdimontone: “Personalmente non sono troppo favorevole alle rivalità nel Palio – commenta il priore Paolo Neri – anche se il Nicchio è una contrada storicamente rissosa. Se guardiamo al passato, infatti, prima eravamo rivali con la Torre, poi il Bruco, l’Oca e infine il Montone, nostra storica alleata, visto che eravamo accumunati dal culto della Madonna dei Servi. La rivalità con il Valdimontone è datata primi anni 50 del secolo scorso ed è molto sentita, soprattutto dalle generazioni più giovani”.

priore-nicchio-paoloneriDSC_0555MUSEO E ORATORIO - Terminata la prima parte di chiacchierata ci alziamo per iniziare la visita all’oratorio ed all’adiacente museo, collegato con la chiesa stessa: “L’oratorio della contrada risale al 1685, eretto per opera dei nicchiaioli con il contributo dell’alleata contrada dell’Onda. E’ tutto decorato, con affreschi importanti e con un’opera del Nasini dedicata a San Gaetano, patrono della contrada. In origine i protettori del Nicchio erano San Giacomo e Filippo, santi dell’Abbadia Nuova, chiesa andata distrutta. Quando facemmo il passaggio da quella sede all’attuale, l’Arcivescovo non accettò che i patroni fossero gli stessi e così la chiesa venne dedicata a San Gaetano di Thiene, un santo importante prima della controriforma, nobile vicentino che divenne prete a 35 anni e che assisteva gli ammalati. Si tratta di un Oratoriano, vissuto intorno al 1670. Qui in chiesa vengono effettuate diverse funzioni, dai matrimoni ai funerali ecc. Anche la benedizione del cavallo viene effettuata all’interno dell’oratorio, così come il ricevimento delle comparse delle consorelle, per la precisione davanti ad un altare laterale dove c’è un’opera raffigurante la Madonna della Battaglia di Lepanto (in passato molto venerata da Nicchio e Oca), risalente al 700 e festeggiata l’ultima domenica di settembre. Abbiamo un organo funzionante e da poco tempo anche un maestro di cappella. Si tratta di un giovane studente di conservatorio, non un contradaiolo del Nicchio, che ha usufruito di una borsa di studio e si occupa del nostro organo durante le celebrazioni importanti. Siamo molto contenti di questo aspetto perché la musica è aggregazione, come conferma la volontà di allestire un coro di contrada. Da una porta subito dietro all’altare passiamo poi nel museo del Nicchio, piccolo ma organizzato e diviso su 2 piani. Al primo piano troviamo la sala delle vittorie in cui trovano posto alcune monture particolari come quelle alla piemontese del 1850, alcune uniformi militari e le monture alla spagnola. C’è una lapide in onore del conte Bernardo Tolomei ed altri oggetti importanti. Al secondo piano, invece, troviamo l’opera originale (la copia si trova in alto davanti alla chiesa) raffigurante la Madonna del Forcone, vari oggetti di culto, arredi sacri, le monture del 1928, verbali delle vecchie votazioni, molti stemmi dei protettori e una statua quattrocentesca di terracotta raffigurante San Sebastiano, oltre a 1600 oggetti notificati alla Sovrintendenza. C’è poi la ceramica che è un po’ il nostro cavallo di battaglia, in quanto un tempo il rione ospitava numerose botteghe di vasaio. Da alcuni anni promoviamo la Festa all’Abbadia Nuova, cui partecipano artisti di ogni parte d’Italia. Recentemente, abbiamo ricevuto una donazione da parte della famiglia di un contradaiolo scomparso poco tempo fa’. E’ composta da 18 pezzi di ceramica antica collocabili tra il ‘300 e il ‘600”. Concluso il percorso all’interno del museo, da una scala interna saliamo un piano e arriviamo nella stanza delle bandieraie e successivamente entriamo nell’”arsenale”, la stanza economale. Salendo ancora arriviamo invece nell’archivio della contrada (attuale sede della commissione beni culturali e delle monture del giro), che a breve verrà trasferito nella “stanza del focolare”, proprio sopra alla Pania.

IL TERRITORIO - Terminato il viaggio all’interno dei locali della contrada, usciamo nuovamente in Via dei Pispini, davanti alla casa del custode del Nicchio e cominciamo a visitare il territorio: “Il punto cruciale e cuore pulsante del rione – conclude il Priore Paolo Neri - è il pezzo di strada che va dalla chiesa alla fontana davanti alla Pania. Qui troviamo sempre qualche nicchiaiolo, soprattutto in estate la sera dopo cena oppure nell’immediato dopo Palio, a discutere di quanto successo in corsa. La società per noi è un punto di aggregazione molto importante (nell’attuale ingresso, in origine si trovava la chiesa di Santo Stefano), all’interno effettuiamo molte cene e anche le assemblee del popolo perché non abbiamo altri spazi sufficienti che possano contenere tante persone. Speriamo, in futuro, di avere nuovamente la disponibilità della chiesa di Santo Spirito, per la quale attualmente non c’è il permesso da parte della Curia. Abbiamo ovviamente anche uno spazio verde importante, i giardini della Pania, per i quali abbiamo in mente un progetto condiviso con il Comune per la fruibilità di questi spazi verdi anche alla cittadinanza e non solo ai contradaioli del Nicchio, attraverso un ingresso appena dentro Porta Pispini. La valle è molto importante per la contrada. Oltre alla Fiera Gastronomica, infatti, viene utilizzata per molte attività come i corsi per alfieri e tamburini. Credo anche che vada potenziata l’attività sportiva perché è importante l’aspetto culinario, ma certamente anche quello fisico. Non abbiamo appartamenti di proprietà come altre contrade, solo quello del custode e un piccolo appartamento, temporaneamente utilizzato come sede della Onlus. L’unica possibilità per disporre di nuovi spazi è rappresentata da una futura dismissione della Caserma S. Chiara, vale a dire l’Abbadia Nuova, che fu la culla del Nicchio. In questo senso va inquadrata la convenzione recentemente stipulata tra l’Arte dei Vasai e il 186° Reggimento Paracadutisti ‘Folgore’, relativa all’uso temporaneo di spazi all’interno del Santa Chiara in cambio di opere di manutenzione ordinaria. Durante il Palio, la cena della prova generale viene effettuata in piazza Santo Spirito a numero chiuso perché visti i numeri attuali non riusciamo a mettere a tavola tutti. La stalla si trova di fianco alla chiesa, mentre nel territorio ci sono due tabernacoli, uno in Finimondo e un altro in cima a Via dei Pispini in alto a destra, in onore a Santiago. La fontana del Nicchio, invece, venne trasferita prima della guerra in piazza Santo Spirito, per permettere l’uscita dei carri armati dalla caserma, mentre nel 2001 è stata riportata nella posizione originale davanti all’ingresso della Pania. Due locali molto importanti all’interno del territorio sono la “Sala dei vasai” e la “Stanza del focolare”. La Sala dei vasai, inaugurata nel 2008 e attualmente anche sede per riunioni della Contrada, si trova vicino all’ingresso della Società e all’interno della stessa troviamo alcuni oggetti di scavo, che confermano la forte presenza dei vasai nel nostro territorio, con oltre 30 botteghe. La “Stanza del focolare”, attualmente in fase di ristrutturazione, si trova sopra alla Pania. Ha una volta affrescata ed è caratterizzata da un caminetto incastonato in una grande opera, un capolavoro di Carlo Pizzichini. C’è poi un grande armadio che ospiterà il materiale di archivio, le cui ante sono state dipinte, su bozzetto di Rita Petti, da Marco Cardia con un’allegoria raffigurante Anfitrite. Si tratta di una stanza in cui abbiamo in mente di trasferire le riunioni del Seggio e soprattutto vorremmo che fosse la sede di incontri tra i giovani e persone di altre generazioni perché è proprio davanti al focolare che si parla e si tramandano le storie e le abitudini della contrada. Da una porta laterale si accede a un’altra grande sala che ospita la necessaria attrezzatura per digitalizzare i documenti, una videoteca e la biblioteca, dove tutti i nicchiaioli avranno accesso e potranno effettuare le loro ricerche”.

Nella prossima puntata andremo a scoprire la Contrada Priora della Civetta, guidati dal priore del rione del Castellare Riccardo Cerpi. 

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Immagini © Giuseppe Pirastru

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NOBILE CONTRADA DEL NICCHIO

nicchio300Stemma azzurro, una conchiglia d'argento, coronata alla granducale tra due rami di corallo rosso, tre nodi di Savoia e due rosette di Cipro, l'una rossa e l'altra argento

Colori: Azzurro con liste gialle e rosse

Motto: E' il rosso del corallo che m'arde in cor

Titolo: La Contrada ha il titolo di "Nobile" per il valore delle sue milizie a Montaperti (1260) e a Porta Pispini (1527); per aver portato l'acqua nel rione nel 1469 e alla fonte dei Pispini nel 1534

Simboleggia: Riservatezza

Antiche Compagnie Militari: Abbadia nuova di sopra, Abbadia nuova di Sotto

Arte o mestiere
: Vasai

Terzo:
Terzo di San Martino

Sede: Via dei Pispini, 68/70

Società di Contrada:
"La Pania"

Santo Patrono: San Gaetano da Thiene

Festa Titolare:
7 agosto

Oratorio:
Tra Via dei Pispini e Via dell'Oliviera, costruito nel 1680 dai contradaioli e dedicato al loro Patrono

Fontanina Battesimale:
Fonte dei Pispini (XVI secolo)

Contrade Alleate: Bruco, Onda Tartuca

Contrada avversaria:
Valdimontone

Vittorie ufficiali:
per la Contrada 47 - per il Comune 42

Ultima vittoria: 16 Agosto 1998 - Dario Colagè detto Il Bufera su Re Artù

Sito internet:
www.nobilecontradadelnicchio.it

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