Giovedì, 22 agosto 2019
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PALIO E CONTRADE - OCA

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Oca - FOTOGALLERY

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Il Governatore della Nobile Contrada dell'Oca, Fulvio Bruni, svela la Contrada di Fontebranda

governatore-contrada-oca450Siamo arrivati alla dodicesima puntata del nostro speciale sulle contrade. Questa settimana scopriremo la Nobile Contrada dell’Oca, grazie alle parole del Governatore di Fontebranda Fulvio Bruni.

LA STRUTTURA - Il viaggio comincia in Via S. Caterina. Dall’ingresso principale del museo, saliamo una rampa di scale che ci porta nella sala “Fontani” e nella stanza sede dell’archivio storico della Contrada, dove si trovano preziosi documenti, tra i quali le carte del famoso prete Bani. Da qui inizia la nostra chiacchierata: “La Sedia Direttiva è il massimo organismo della contrada – racconta Fulvio Bruni – composta da 13 persone, il governatore, il vicario generale, 4 provicari di cui 1 addetto alle pubbliche relazioni, 1 al museo ed ai beni culturali, 1 all’organizzazione e 1 alle finanze. Troviamo poi 1 archivista, 2 cancellieri, 1 provveditore ai beni mobili, 1 provveditore ai beni immobili, 1 cassiere e 1 bilanciere. La Sedia Direttiva porta avanti la struttura organizzativa della contrada e prende le decisioni politiche. Poi abbiamo la Deputazione, che è la parte esecutiva, comprendente protettorato, finanze ecc, il Consiglio di Sedia, composto da circa 150 persone che comprende i consiglieri del governatore, nominati dal governatore stesso ed i consiglieri del popolo, eletti dall’assemblea. Questo organismo ha potere consultivo, ma non deliberativo, quest’ultimo spettante solamente all’assemblea del popolo. C’è poi la Signoria, anch’esso un organismo con potere consultivo, che comprende gli ex capitani, ex priori ed ex vicari generali. Troviamo poi tutti gli organismi collaterali con statuti propri e con cariche elettive, la Società Trieste, la Società delle donne, attualmente in fase di revisione,  la Polisportiva Trieste ed il gruppo donatori di sangue, oltre alla Società Anatroccoli e giovani di Fontebranda, i cui membri sono nominati dalla Sedia. Il mandato della Sedia dura 4 anni e le maggiori cariche, ovvero governatore, vicario generale e provicari, non possono rimanere in carica più di 2 mandati consecutivi. Per il rinnovo viene eletta una commissione e le elezioni si svolgono ogni 2 anni perché le cariche non scadono contemporaneamente (governatore+6 membri e dopo 2 anni gli altri 6 membri della Sedia). Per quanto riguarda il capitano, che viene proposto dalla Sedia, il rinnovo è annuale e solitamente le elezioni si svolgono intorno al 1° dicembre. Per quanto mi riguarda sono al primo mandato da governatore, iniziato nella primavera del 2012. In passato ho ricoperto per 10 anni incarichi in Società, 4 anni vice presidente e 6 presidente, sono stato 8 anni vicario generale e 11 capitano, dal 1994 al 2005, con 3 vittorie (1996, 1998, 1999) all’attivo”.

IL POPOLO - Una contrada che guarda al futuro, ma molto attaccata al passato: “L’Oca – prosegue Bruni – è una contrada di medie dimensioni, con circa 2000 protettori e con caratteristiche molto particolari. Un passaggio importante c’è stato poco tempo fa con l’ingresso delle donne nella struttura contradaiola, con pari diritti rispetto agli uomini. Si tratta di un passaggio epocale che porterà ad equilibri diversi. L’Oca si appresta ad affrontare le sfide del presente e del futuro con grande entusiasmo, senza però dimenticare il passato, al quale siamo legati con un filo conduttore. Nel nostro DNA c’è il riconoscimento del lavoro fatto da chi ci ha preceduti. Siamo una contrada che guarda molto alle sue tradizioni, che tende a tenere dentro quelle che sono le proprie dinamiche interne senza troppa voglia di apparire, ma con molta voglia di fare. Negli ultimi anni si è verificato un cambio generazionale molto marcato. Tanti giovani hanno iniziato a vivere la contrada ed a ricoprire incarichi, integrandosi con le generazioni più esperte. Anche nella Sedia troviamo molti giovani, con tanta volontà e voglia di partecipazione. Come dicevo in precedenza, siamo una contrada molto attaccata alle nostre dinamiche e alle strutture, dove il rispetto per la dirigenza è ancora un valore e dove conta essere autorevoli, ma non autoritari. Le dinamiche attuali richiedono un approccio diverso rispetto al passato e proprio in questo senso si inserisce la commissione per la revisione dello statuto, attualmente a lavoro. Siamo un popolo passionale, dove i dirigenti sono costantemente stimolati a trovare migliorie per la contrada. Nell’Oca è molto presente il concetto di mutualismo, anche perché la Società Trieste, come altre società di contrada, è nata come società di mutuo soccorso. Credo che nell’attualità sia un concetto di fondamentale importanza, vista la situazione che stiamo vivendo e per supplire alle problematiche di tutti i giorni”. Un popolo fiero che vive un’accesa rivalità con la Torre: “E’ l’unica rivalità che non è legata a motivi territoriali – commenta Fulvio Bruni – visto che nacque nel 1900 per motivi economici, perché i 2 rioni svolgevano attività simili. Si tratta di una rivalità molto sentita, ma che deve rimanere entro i limiti. La rivalità è il sale e il pepe del Palio, ma deve essere vissuta solamente nei 4 giorni senza che sconfini in qualcosa di diverso . E’ bello avere una rivale importante come la Torre, ma una volta conclusi i 4 giorni di palio, ci deve essere una collaborazione per risolvere le vicende della città. I rapporti che ho avuto con i dirigenti della Torre quando ero capitano e quelli che ho attualmente con il priore di Salicotto sono ottimi e insieme cercheremo soluzioni condivise per risolvere le problematiche cittadine. La contrada è consapevole che la rivalità con la Torre deve rimanere su questi canoni”.

governatore-contrada-oca450vIL MUSEO E L’ORATORIO - Terminata la prima parte di chiacchierata, torniamo nella sala “Fontani” o “saletta della memoria”, la stanza con il soffitto realizzato dal Pollai che racconta la storia della contrada, nella quale vengono effettuate le riunioni della Sedia. Saliamo le scale per andare a visitare l’economato, attualmente in ristrutturazione, ed altri locali adibiti alle attività della contrada. Scendiamo di nuovo al piano d’ingresso e iniziamo la visita al museo e all’oratorio: “Il nostro oratorio è uno dei più antichi di Siena – racconta il governatore – dove si trovava il primo nucleo del rione. Era una parte della casa di Santa Caterina. Nel 1464 venne acquisito dalla contrada e al suo interno troviamo degli affreschi molto importanti che raccontano la vita della santa. Troviamo opere del Sodoma, Tamagni, Del Pacchia, Pacchiarotti, Folli e Salimbeni.E’ stato recentemente ristrutturato grazie ai contributi della Banca Monte dei Paschi ed è il nostro fiore all’occhiello. La vera perla è la statua lignea di Neroccio di Bartolomeo raffigurante Santa Caterina, che si trova al centro dell’altare. Per 6 mesi è stata esposta a Londra ed al suo posto ne mettemmo un’altra simile. Devo dire che durante la sua assenza sentivamo che ci mancava qualcosa di molto caro. Nell’oratorio, molto richiesto dagli stranieri visto che si trova nel circuito cateriniano, non facciamo più la benedizione del cavallo, che si svolge invece nel piazzale antistante la chiesa di Santa Caterina”. Ci spostiamo poi nel museo, nella cui stanza principale si svolgono le assemblee del popolo: “Altro fiore all’occhiello è il nostro museo – prosegue Bruni - acquisito nel 1900 dopo il progetto di Bettino Marchetti, governatore dell’Oca e architetto.  Troviamo tutti i nostri palii, dai più vecchi a quelli più recenti, le vecchie bandiere con tutti i bozzetti e le monture. Nel museo, ristrutturato a metà anni ’80 e collegato con l’oratorio, trova spazio il numeroso patrimonio artistico e religioso della contrada, esposto anche in maniera ciclica ed alternata. Troviamo un busto di Santa Caterina commissionato dai contradaioli, un cavallo ligneo di Barcella ed il plastico di Marchetti, interamente ristrutturato dagli ocaioli, che partecipò al concorso mondiale per l’Altare della Patria. All’interno del museo ci sono degli angoli altamente suggestivi come la grotta di Santa Caterina, interamente scavata nel tufo, così come altri spazi tutti realizzati grazie a scavi, in cui volutamente non abbiamo posizionato niente per farli ammirare così come erano in origine. Troviamo poi le teche con tutti i palii  e proseguendo nella sacrestia scendiamo nella cosiddetta “cantina di santa Caterina”, dove è posizionata la famosa botte nella quale venivano inserite le offerte. Al momento siamo in fase di ristrutturazione per quanto riguarda l’economato e contiamo di terminare i lavori entro la nostra Festa Titolare”.

IL TERRITORIO - Finito il viaggio all’interno dei locali, usciamo nuovamente in strada per visitare il territorio dell’Oca: “Il nostro – conclude Bruni – è un rione molto popolato dai contradaioli, tra i quali molti anziani. Abbiamo 13 appartamenti di proprietà affittati ai contradaioli attraverso un regolamento, nel quale cerchiamo di stimolare le coppie giovani. Siamo una delle poche contrade che mantiene ancora la figura del custode, che abita in un appartamento adiacente ai locali e che si occupa della pulizia, del controllo e della manutenzione. L’Oca è vissuta maggiormente tra l’Incrociata, Santa Caterina e le fonti, dove vengono effettuate tutte le cene durante i giorni di palio, mentre il cuore pulsante e centro di aggregazione durante l’inverno sono i locali della Società Trieste. Non abbiamo grandi spazi verdi, a parte un piccolo pezzettino alle fonti e per questo direi che siamo una contrada un po’ in sofferenza per gli spazi, anche se molto abitata e popolata. La stalla dell’Oca si trova a pochi passi dal museo, mentre in precedenza era nel Vicolo del Tiratoio. Abbiamo 4 tabernacoli nel nostro territorio e per la Festa della Madonna ci piace alternarli. Si trovano uno alle fonti, uno all’Incrociata, uno nel Vicolo del Tiratoio e uno nella Galluzza. Riguardo al territorio spesso si è parlato del problema dei confini. Credo che questo sia dovuto al cambiamento avvenuto nella nostra città dopo il bando di Violante di Baviera, già di per se incompleto. Penso che queste problematiche vadano valutate per ciò che sono, senza farne questioni di principio ed anche a secondo di chi utilizza gli spazi contesi. Ideale sarebbe un organismo super-partes in grado di risolvere tutte le diatribe in corso tra le contrade”.    
Lunedì prossimo il nostro viaggio alla scoperta delle 17 contrade farà tappa nella Contrada del Leocorno, dove il priore Paolo Leoncini ci guiderà nei luoghi del rione di Pantaneto.
 
LINK a tutte le Contrade pubblicate

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Immagini © Giuseppe Pirastru

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NOBILE CONTRADA DELL'OCA

oca300Stemma d'oro, un'oca coronata alla reale su di una zolla erbosa, con al collo un nastro azzurro da cui pende la croce di Savoia

Colori: Bianco e verde con liste rosse

Motto: Clangit ad arma

Titolo: La Contrada ha il titolo di "Nobile" per il valore dei suoi soldati nella battaglia di Montemaggio (1145), in quella di Montaperti (1260), dopo la quale ebbe il titolo di "governatora", e nella guerra di Siena (1552-1555), inoltre, per aver costruito a proprie spese l'acquedotto dei "bottini"

Simboleggia: Avvedutezza

Antiche Compagnie Militari: Sant'Antonio, San Pellegrino

Arte o mestiere
: Tintori

Terzo:
Terzo di Camollia

Sede: Vicolo del Tiratoio, 13

Società di Contrada:
"Trieste"

Santo Patrono: Santa Caterina da Siena

Festa Titolare:
29 aprile - la Contrada la festeggia in maggio

Oratorio:
Costruito fra il 1464 e il 1474 dagli abitanti di Fontebranda, al piano terreno della casa ove nel 1347 nacque Santa Caterina

Fontanina Battesimale:
il battesimo contradaiolo ha luogo alle fonti di Fontebranda (XII-XIII sec.) nella via omonima

Contrada avversaria: Torre

Vittorie ufficiali:
per la Contrada 66 - per il Comune 65

Ultima vittoria: 2 Luglio 2013 - Giovanni Atzeni detto Tittia su Guess

Sito internet: www.contradadelloca.it

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Palio del 16 agosto 2019 - Milo Manara - Selva
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Gli stemmi, i colori delle Contrade e le immagini del Palio sono utilizzati con l'approvazione del

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