Martedì, 16 luglio 2019
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PALIO E CONTRADE - TARTUCA

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Tartuca - FOTOGALLERY

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Il Priore della Contrada della Tartuca, Simone Ciotti, svela la Contrada di Castelvecchio

tartuca-priore-SimoneCiotti450 Siamo arrivati al termine del nostro speciale sulle contrade e questa settimana, nella puntata conclusiva, andiamo a scoprire la Contrada della Tartuca, insieme al Priore di Castelvecchio Simone Ciotti.

LA STRUTTURA - Il Priore ci aspetta davanti alla sede della Contrada. Entriamo in segreteria e da li comincia il nostro viaggio: “Il Seggio Direttivo – racconta Simone Ciotti - è composto dal Collegio dei Maggiorenti, attualmente formato da 19 persone, dalla Deputazione di Seggio, che è a sua volta composta da Priore, 4 vicari di cui uno è Presidente di Società, il Camarlengo, il Bilanciere, il Cancelliere e il Capitano. Del Seggio Direttivo fanno poi parte i Tenenti del Capitano, il Correttore, i Delegati, Vice e Commissari, attualmente per un totale di circa 70 persone, ma il numero può variare. Infine troviamo i Consiglieri del Popolo, attualmente circa 180. Il Seggio Direttivo è l’organo consultivo della Deputazione di Seggio, per l’elaborazione dei programmi e dei relativi progetti attuativi, e del Capitano. Spetta in particolare al Seggio Direttivo emanare proclami, predisporre comunicati stampa od ordini del giorno in occasione di particolari circostanze, proporre all’ Assemblea Generale uno o più nomi per la carica di Capitano. La Deputazione di Seggio è presieduta dal Priore e costituisce l’organo esecutivo di tutte le deliberazioni del Seggio Direttivo e dell’Assemblea Generale. Il Collegio dei Maggiorenti è composto di diritto da coloro che hanno ricoperto la carica di Priore, Capitano e Vicario Generale (quest’ultimo fino al 1995) ed ha l’ altissima funzione di tutela e patronato sulla Contrada e sulle sue attività. I Consiglieri del Priore, nominati dal Priore stesso, attualmente sono 7. Le Commissioni Straordinarie vengono invece nominate dall’Assemblea Generale a seconda delle necessità organizzative della Contrada ed essa ne determina il numero, i compiti, i poteri e la durata. Tutte le cariche restano in vigore per 2 anni, per le elezioni di capitano e seggio, che avvengono in anni alternati, vengono elette apposite commissioni, che propongono i nomi all’Assemblea. Personalmente sono al mio secondo mandato ed in precedenza, tra gli altri incarichi, sono stato Vicario di tre Priori diversi, Presidente di Società, Camarlengo di contrada, delegato al protettorato e consigliere di società”.

IL POPOLO - Un popolo unito e molto attaccato al rione: “Il popolo della Tartuca – prosegue il Priore Ciotti - che definirei fiero, attivo e generoso, sta attraversando un momento di grande unità interna e di straordinaria compattezza e guarda con fiducia al futuro senza però dimenticare il passato e il lavoro svolto da chi ci ha preceduto. Contiamo molto sugli aspetti comunicativi per aggregare e rendere partecipi tutti i contradaioli, e facciamo ampio uso di tutti i mezzi disponibili. E' per questa ragione che dal 2010 abbiamo realizzato un sito internet che viene aggiornato con vari articoli e notizie quasi quotidianamente, senza perdere però la funzione di sito ufficiale. Inoltre cerchiamo di raggiungere tutti i contradaioli attraverso l’ invio di inviti e lettere tramite la posta elettronica. Molti, come ho appena detto, sono i contradaioli che ricoprono un ruolo attivo in Contrada e in Società, la commissione economato è sicuramente da sempre tra quelle più impegnate, ma in questo particolare momento storico insieme alla commissione museo, a quella dell’ archivio ed al culto, lo è ancora di più per l’attività che stanno svolgendo per la nuova sede museale. I delegati ai piccoli tartuchini e i delegati della Compagnia di Porta all’Arco, che si occupa dei ragazzi dai 12 ai 18 anni, sono le due commissioni che hanno invece il compito tra i più difficili, ovvero quello della formazione contradaiola dei giovani. Sono entrambe molto attive e propongono varie iniziative durante tutto il corso dell’anno. La Compagnia di S’Agata, che ha visto recentemente modificato il proprio ruolo e la propria attività all’interno della contrada, propone iniziative che rappresentino un momento di incontro e di conoscenza reciproca, svolge una attività di relazione con gli enti che sono sul territorio e persegue anche scopi solidaristici. La Commissione segreteria cura le pubblicazioni, il nostro giornalino “Murella Cronache”, la collana editoriale “Tra Storia e Memoria” e l’aggiornamento del sito. A breve usciremo con una pubblicazione dedicata ad un grande tartuchino, Giulio Pepi, pubblicando tutti i suoi articoli scritti nel corso degli anni su Murella Cronache.I Delegati ai Tufi e i delegati alle feste ordinarie sono altre due commissioni molto attive e impegnate. La prima non solo si occupa dei tartuchini abitanti fuori Porta Tufi, ma cura l’area degli Orti del Tolomei e i relativi spazi interni, recentemente ristrutturati e rinnovati. La seconda è invece sempre presente e si occupa dell’organizzazione di qualsiasi attività della Contrada (Festa Titolare, Banchetto Annuale, Cena della Prova Generale, rinfreschi consorelle ecc) in alcuni casi con la collaborazione del Consiglio della Società Castelsenio. I delegati al protettorato e i delegati alle fabbriche svolgono invece un compito meno appariscente e meno visibile, ma di indubbia importanza”.

tartuca-priore-SimoneCiotti2_450MUSEO E ORATORIO - Terminata la prima parte della chiacchierata, usciamo in Via Tommaso Pendola per recarci nel museo della Tartuca, ancora in fase di ristrutturazione: “Queste saranno gli ambienti che ospiteranno il museo – dice Ciotti - che speriamo di inaugurare entro la Festa Titolare 2013. Sposteremo in questi locali tutti i palii e i vari oggetti che renderanno il museo molto bello e innovativo, ma di questo ne parleremo dopo”. Usciamo nuovamente in strada e arriviamo al Museo Sacro della contrada, proprio di fianco all’ oratorio: “Nel 2008 – prosegue il Priore – è stata inaugurata una prima parte del complesso museale tartuchino, quella dedicata al patrimonio degli arredi sacri. Il lavoro è stato progettato dallo studio di architettura diretto dal nostro contradaiolo Andrea Milani, con il costante confronto con i Delegati al Museo, ed ha trasformato la vecchia sacrestia e un appartamento in un contemporaneo contenitore di antiche opere d'arte dal notevole valore artistico e affettivo. La dedizione dei tartuchini verso il loro patrimonio sacro è testimoniata dalle donazioni fatte nel tempo e che hanno arricchito l'arredo religioso con oggetti di straordinaria eleganza stilistica come nel calice d'argento di forma seicentesca donato da Giacomo Gottarelli nel 1828, come si legge nell'iscrizione alla base su cui compare anche una piccola tartuca coronata. Vi sono poi altri calici databili intorno al 600 in argento e ottone argentato ed anch'essi probabili oggetti di donazioni come quello recanti le figure di Santa Caterina, di un Santo Papa, e del Cristo in pietà. Diciannove sono le pianete che formano il ricco arredo liturgico della Contrada ed a non tutte è stato possibile trovare collocazione. L'oggetto con la datazione più antica è appunto una Croce reliquiario in rame dorato e argentato contenente reliquie della passione di Cristo risalente al 1624.Anche l'Urna reliquaria di Santa Concordia, posta nel settore del piano sottostrada del Museo sacro, è una delle testimonianze più antiche dell'arte dell'intaglio appartenenti alla Contrada. L'Urna fu realizzata da Agostino Fondi nel 1711 grazie ad una colletta interna a seguito della donazione delle reliquie della Santa da parte delle monache di Castelvecchio. Un'insolita testimonianza figurativa del sentimento religioso è rappresentato dai Festoni Lignei restaurati dalla Contrada nel 1993 e realizzati da Antonio Vignali tra il 1699 ed il 1706. Questa rara forma d'arte sacra contradaiola, utilizzata per abbellire l'ingresso dell'oratorio in occasione delle Quarantore, è composta da tre parti raffiguranti una ricca scenografia di gusto naturalistico tipico dell'epoca. Merita citare anche la parte riservata alla venerabile Caterina Vannini, posta sul piano sottostrada del Museo. Nel 1984 la Tartuca, grazie all'autorizzazione di Monsignor Ismaele Castellano arcivescovo di Siena, traslò i resti mortali di Caterina Vannini dalla Chiesa della Maddalena all'Oratorio delle Murella. Nel Museo trova ospitalità anche il cartone bozzetto realizzato nel 1891 dal tartuchino Arturo Viligiardi utile per l'incisione del graffito su marmo sul pavimento dell'Oratorio ad opera di Leopoldo Maccari, raffigurante il miracolo di S.Antonio da Padova della gamba risanata. Tra i beni di proprietà della Contrada troviamo il maestoso ammaio delle Quarantore. La struttura fu completata nel 1831 grazie anche ad una elargizione del Governatore di Siena Angelo Chigi e si tratta di una manifattura in legno intagliato argentato o dorato, che veniva collocata sopra l’altare. Di fianco al Museo Sacro troviamo l’Oratorio della Tartuca, dedicato a Sant'Antonio da Padova alle Murella, dove viene effettuata la benedizione del cavallo. I contradaioli della Tartuca acquistarono una vecchia casa dai frati di Sant’Agostino e iniziarono sulle fondamenta di quella la costruzione di un oratorio dedicato a Sant’Antonio da Padova, santo patrono della contrada. Quasi tutti coloro che parteciparono ai lavori, sia di costruzione che di decorazione, furono abitanti del rione, a cominciare da Niccolò Franchini, il progettista che della Tartuca fu anche Priore, a suo figlio Jacomo, architetto, allo scultore Giovan Antonio Mazzuoli, al quale si deve l’imponente altare maggiore. Abitanti del rione furono anche i muratori, stuccatori, intagliatori, i quali spesso prestarono gratuitamente la loro opera e lavorarono anche nei giorni di festa. Già nel 1682 i tartuchini celebrarono nel nuovo oratorio la festa del loro santo titolare. La volta della chiesa fu affrescata da Annibale Mazzuoli e poi rifatta, dopo lavori di restauro nel 1818, da Vincenzo Dei, che vi dipinse al centro l’Apoteosi di Sant’ Antonio. Nella controfacciata sopra la porta, si trova l’orchestra costruita nel 1818 su disegno del Governatore di Siena Giulio Ranuccio Bianchi e lavorata a stucco da Pietro Rossi. Vicino alle porte laterali si trovano due acquasantiere in marmo realizzate da Giovan Antonio Mazzuoli nel 1685, lo stesso artista che ideò e realizzò anche l’Altare Maggiore. Per quanto riguarda i dipinti, troviamo Sant’Ansano che battezza i senesi di Annibale Mazzuoli, Martirio di San Bartolomeo, San Sebastiano curato da Sant’Irene, San Girolamo, tutti di Antonio Nasini. Anche nel pavimento della chiesa è rappresentata la Guarigione della gamba tagliata per opera di Sant’Antonio. Il Viligiardi, tartuchino, fu il più importante dei pittori senesi a cavallo tra XIX e XX secolo, e nel 1908 curò il recupero degli stucchi policromi delle pareti che erano coperti da un intonaco bianco”.

IL TERRITORIO - Ci spostiamo poi all’esterno, per visitare i vicoli del rione, il tabernacolo, che si trova nel castellare di Castelvecchio, la stalla, nel vicolo della Tartuca e tutti i luoghi cari ai tartuchini: “Il rione è vivo e molto frequentato- conclude il Priore Simone Ciotti - sia perché molti sono i tartuchini che vivono nel territorio della Contrada sia perché le attività commerciali esistenti sono tutte di contradaioli. Abbiamo anche 9 appartamenti di proprietà affittati a tartuchini tramite un bando. Il senso di appartenenza è quindi molto forte e la vita di contrada ne è protagonista principale. La Tartuca, quindi, è come una città, un po’. Come tutte le altre Contrade, anche la Tartuca può essere considerata una piccola città e ricopre un ruolo importante e molto ben radicato nel tessuto sociale. D'altro canto, a testimonianza della sua dimensione di città, anche i nomi delle vie, le Murella, le Cerchia, ricordano la presenza di mura antiche, del circuito anzi più antico delle mura, che difendeva Castelvecchio, attorno a cui si costituiva il popolo della Contrada o si adunavano gli uomini delle Compagnie Militari. Porta Aurea e Porta all'Arco dettero in seguito sbocco verso la campagna, dopo di ché l'abitato si ampliò e più tardi il perimetro si allargò ancora fino a Porta Tufi. La via principale, il Corso, è via Tommaso Pendola, subito sotto a Castelvecchio. In parallelo corrono via delle Cerchia e via de' Maestri, e il vicolo della Tartuca, il Chiasso. La piazza della Tartuca è il Prato di Sant’ Agostino (sede della cena della prova generale e di tutti i cenini durante il Palio), uno dei luoghi più amati da tutte le generazioni di tartuchini e che insieme alla piazzetta Silvio Gigli, da alcuni anni accoglie la Società Mutuo Soccorso Castelsenio che ha festeggiato il 125° anno di vita lo scorso 21 ottobre e poi via Pierandrea Mattioli che come un “trampolino di lancio” si affaccia da Porta Tufi su quella zona, detta appunto dei Tufi. La Contrada ha da anni intrapreso un ambizioso progetto di recupero dei propri spazi immobiliari in via Tommaso Pendola, per riconvertirli a museo espositivo e ad altri locali di contrada. Dopo aver completato nel 2008 il Museo Sacro in adiacenza alla chiesa di S.Antonio, i lavori sono proseguiti, sempre sotto la stessa direzione tecnica, negli ex locali della Società Castelsenio che il progetto museale generale prevede di adibire a Sala delle Vittorie, Museo del Costume ed Economato. Si tratta di una superficie di oltre 600 mq, disposta su due livelli, con accessi diretti da via Pendola e dal sottostante vicolo della Tartuca. Un sistema-museo, frutto dell’aggregazione organica di singoli ambienti che vivono autonomamente con una propria identità ben definita garantita da una medesima linea stilistica, ma che al contempo, messi a sistema, formano un unico grande museo. La volontà della contrada, in linea con la propria tradizione di custode della memoria, è quella di evitare di realizzare un mero contenitore di opere d’arte, ma un contemporaneo museo d’ architettura, che interagisca con il contradaiolo e con il visitatore attraverso una forte espressività comunicativa e didattica e un approfondimento multimediale delle tematiche più generali connesse alla contrada e delle singole opere esposte. Questa architettura si mostra nel prospetto principale di via Tommaso Pendola, dove l’alta facciata che segnalava l’ingresso alla società Castelsenio, realizzata in mattoni faccia a vista, piuttosto crudi, che intendeva all’epoca, metà anni settanta, riprendere l’immagine di un castello, è stata completamente demolita e ricostruita, dando continuità al fronte strada con materiali e tecnologie contemporanee là dove fino a cinquant’anni fa c’era un vuoto e, attraverso parti vetrate, immette nella scena urbana una grande sala. Analogamente, anche la facciata sul vicolo della Tartuca è stata interamente demolita e ricostruita, creando così un nuovo legame percettivo tra l’asse di via Pendola che sfonda come un vicolo urbano ingrottato sul caratteristico vicolo della Tartuca. La parte economale è caratterizzata dalla semplicità delle linee e dalla funzionalità, integrandola nel percorso museale, volendo elevare la propria funzione di custodia, manutenzione e rivitalizzazione del patrimonio materiale della contrada”.

Con la Contrada della Tartuca, abbiamo concluso il nostro speciale sulle contrade, iniziato nel mese di ottobre 2012. Speriamo che la rubrica sia stata di vostro gradimento e che abbia permesso a tutti voi lettori di conoscere ed ammirare il grande patrimonio delle 17 contrade.

Un ringraziamento particolare va a tutti i 17 Priori, che ci hanno aperto le porte delle loro contrade, al Magistrato delle Contrade e a tutti voi che ci avete seguito numerosi nelle 17 puntate.
 
LINK a tutte le Contrade pubblicate

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Immagini © Giuseppe Pirastru

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CONTRADA DELLA TARTUCA
tartuca300Stemma d'oro, una tartaruga in un campo d'oro seminato di nodi di Savoia azzurri alternati con margherite

Colori: Giallo e turchino

Motto: Forza e costanza albergo

Simboleggia: Saldezza

Antiche Compagnie Militari: Porta all'Arco, Sant'Agata

Arte o mestiere
: Maestri di pietra

Terzo:
Terzo di Città

Sede: Via Tommaso Pendola, 21

Società di Contrada:
"Castelsenio"

Santo Patrono: Sant'Antonio da Padova

Festa Titolare:
13 giugno

Oratorio:
in Via Tommaso Pendola. Fu edificato dalla Contrada nel XVII sec. e dedicato al patrono Sant'Antonio da Padova

Fontanina Battesimale:
Opera dello scultore Bruno Buracchini (1951), è situata in via Tommaso Pendola

Contrade Alleate: Leocorno, Onda, Nicchio, Selva

Contrada avversaria:
Chiocciola

Vittorie ufficiali:
per la Contrada 54 1/2 - per il Comune 48 1/2

Ultima vittoria: 20 ottobre 2018 - Andrea Coghe detto Tempesta su Remorex (scosso)

Sito internet: www.tartuca.it

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IL PALIO E LE CONTRADE DI SIENA

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Giraffa GIRAFFA
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Lupa LUPA
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Oca OCA
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Palio del 2 luglio 2019 - Massimo Stecchi - Giraffa
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