Sabato, 24 agosto 2019
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PALIO E CONTRADE - VALDIMONTONE

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Valdimontone - FOTOGALLERY

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Il Priore della Contrada di Valdimontone, Gianfranco Indrizzi, svela la Contrada dei Servi

GianfrancoIndrizzi-prioreValdimontoneDSC_0029Undicesima puntata del nostro speciale sulle contrade. Questa settimana andiamo a scoprire insieme al priore dei Servi Gianfranco Indrizzi, la Contrada di Valdimontone, vittoriosa nel Palio dell’agosto scorso.

LA STRUTTURA - Il priore ci attende di fronte alla Basilica dei Servi, percorriamo insieme Via Valdimontone e arrivati in cima alle scale che portano in Via delle Cantine, entriamo nella sala delle vittorie della Contrada, sede dei seggi e delle assemblee. Da qui comincia il nostro percorso: “ Il seggio del Valdimontone – esordisce Indrizzi – è composto da 46 persone, la dirigenza, con priore, vicario e 3 provicari che hanno incarichi particolari e tutti gli uffizi così composti: 5 economi, 2 cancellieri, 5 addetti ai piccoli e ai ragazzi, 2 bilancieri, 2 cassieri, 2 addetti alle fabbriche, 2 archivisti, 4 addetti al protettorato, 4 maestri delle cerimonie, 2 addetti al culto, il correttore e 10 consiglieri. Fanno parte di diritto il capitano e il presidente della Società Castelmontorio. Il seggio si riunisce e propone all’assemblea che deve dare il parere finale. Il priore non ha una grande autonomia perché il suo operato viene comunque ratificato dall’assemblea. Le riunioni del seggio normalmente avvengono una volta al mese. Prima si riunisce il seggio e a distanza di 3-4 giorni viene indetta l’assemblea. Il seggio rimane in carica per 2 anni e viene rinnovato insieme al consiglio di società. Per quanto riguarda il capitano, invece, la durata del mandato è sempre di 2 anni, la votazione avviene in anni alterni rispetto al seggio e siamo l’unica contrada in cui è il priore a proporre il nome all’assemblea. Personalmente, sono al secondo mandato da priore. Sono entrato nel seggio per la prima volta nel 1982 con il priore Farnetani, nel ruolo di archivista. Sono stato poi addetto alle finanze e successivamente consigliere. Nel 1990 ho dovuto rinunciare a qualsiasi incarico per motivi di lavoro e sono rientrato nella commissione confini sotto il priore Lucia Cresti. E’ stata un’esperienza molto interessante perché dovevamo discutere dell’annosa questione dei confini con la Torre (Via del Sole), che va avanti dal 1952. Nel 2000 sono stato eletto per la prima volta priore, sono rimasto in carica per 2 anni e la mia successione è stata problematica perché dovemmo eleggere 3 volte la commissione elettorale. Dopo 10 anni, nel 2010, sono stato rieletto, dopo un periodo passato nel Collegio dei Maggiorenti insieme a Franco Morandi. E’ stato un intervallo di tempo che ci ha permesso di trovare delle idee comuni ed abbiamo lavorato insieme per cercare di capire le problematiche della contrada per provare a riunirla. E’stata una collaborazione utilissima, che ha gettato le basi per il progetto che poi si è rivelato vincente, grazie ad un lavoro meticoloso e di coinvolgimento di tutte le componenti della contrada”.

IL POPOLO - Un popolo molto numeroso, cha ha ritrovato unità dopo anni piuttosto difficili: “Siamo una delle contrade più numerose – prosegue Indrizzi – con circa 2900 protettori. I nostri contradaioli sono disseminati dentro e fuori le mura, ma nel rione ci vivono pochissimi e per questo negli anni scorsi abbiamo avuto problemi di partecipazione alla vita di contrada e poca affluenza in società, alcuni giorni addirittura nulla. La ZTL, per esempio, ha aggravato questo problema. Il nostro territorio è occupato da conventi, chiese e università ed esiste un problema demografico. Lo scorso anno grazie a Boschi, presidente del Comitato Amici del Palio, abbiamo fatto un censimento con tecniche elaborate, del quale ancora non possediamo i dati, ripetendo l’ultimo fatto nel 2000. Tredici anni fa c’erano solo 100 contradaioli nel territorio del Montone e credo proprio che la situazioni non sia migliorata. Un altro dato molto preoccupante è quello relativo alla nascita dei bambini. Nel 2012 non è nato neanche un maschio nel nostro territorio ed il numero delle nascite in generale è in forte calo come possiamo vedere dai battesimi. Come dirigenza abbiamo fatto dei tentativi per coinvolgere i giovani e per seguirli fino ai 16 anni, quando acquisiscono il diritto di voto. C’era una fascia di età isolata e che non veniva seguita ed abbiamo tappato questa falla con iniziative ad hoc. La vittoria di palio ha sostituito i programmi di quest’anno, ma continueremo sicuramente su questa strada per cercare sempre di più un rapporto tra generazioni in un momento come questo di totale perdita dei valori, che rimangono utopia se non accompagnati dalla cultura contradaiola. La relazione tra generazioni deve essere reciproca e non in un senso soltanto. E’ necessario lo scambio di esperienze e di aneddoti. Lo scorso anno, per esempio, insieme ai barbareschi di ieri e di oggi, abbiamo portato i nostri ragazzi nel Cortile del Podestà. In questo senso il Palio ci ha aiutati molto perché abbiamo avuto una partecipazione eccezionale. In alcune occasioni post vittoria, abbiamo messo a cena 600-700 persone. Le commissioni per corteo, festeggiamenti e cena della vittoria sono state numerosissime, basti pensare a quella del numero unico dove erano presenti ben 35 persone. La cena della vittoria l’abbiamo realizzata tutta in proprio, con i nostri contradaioli in cucina, riscontrando dei notevoli benefici economici. Inoltre abbiamo tenuto un comportamento ineccepibile nelle uscite con il palio e nei vari cortei, tanto che molte consorelle e autorità ci hanno fatto i complimenti per il rispetto per la Festa e lo stile, che è ormai diventato “stile Montone”. Non abbiamo mai trasceso, mentre qualche volta è successo il contrario da parte della nostra avversaria, come nel caso del danneggiamento della bacheca o dello striscione al Ponte di Romana. Dopo questi avvenimenti si è aperta una fase un po’ conflittuale con la nostra rivale, in un momento in cui vigevano ottimi rapporti, come dimostrano gli anni appena passati in cui quasi mai ci sono stati attimi di tensione o fronteggiamenti”.

GianfrancoIndrizzi-prioreValdimontoneDSC_0030IL MUSEO E L’ORATORIO - Terminata la prima parte della nostra chiacchierata, iniziamo la visita alla sala delle vittorie, all’oratorio ed al museo: “Qui nella sala delle vittorie – continua Gianfranco Indrizzi – effettuiamo i seggi e le assemblee. I locali, progettati dall’architetto Michelucci e completati da Sacchi, sono stati inaugurati nel 1997 e all’interno troviamo tutti i palii, molti giubetti e zucchini e le attuali monture di piazza”. Saliamo le scale ed usciamo nuovamente nella piazzetta davanti all’oratorio della contrada. Da una porta laterale entriamo nei locali della sacrestia, dove troviamo un’opera di Sano di Pietro e molti arredi sacri appartenenti alla compagnia laicale della Santissima Trinità, che proprio pochi mesi fa ha realizzato una pubblicazione dal titolo “Una Gemma preziosa”. Entriamo quindi nella bellissima chiesa del Valdimontone, dove tutte le domeniche viene effettuata la celebrazione della Santa Messa e dove, a fianco all’altare, è presente il recente drappellone conquistato dalla contrada dei Servi: “La chiesa è completamente affrescata – racconta il priore – con pitture di Nasini e Vanni. Possiamo ammirare il crocifisso di Antichi e la Madonna del Buonconsiglio, protettrice della contrada. La benedizione del cavallo viene effettuata qui dentro, anche se ad agosto scorso abbiamo variato un po’ le modalità e devo dire che ha portato bene”. Usciamo dalla chiesa e scendiamo le scale che ci portano in Via delle Cantine, davanti al San Leonardo, il museo vero e proprio della contrada, per 570 anni sede dell’ordine dei cavalieri di Malta: “Questo è un posto molto caro ai montanaioli, soprattutto delle vecchie generazioni – dice Indrizzi – perché fino al 1978 c’era l’oratorio e successivamente ci venivano effettuate le assemblee del popolo ed i seggi. Negli anni è stato poi modificato, abbiamo traslato la Madonna del Buon Consiglio (1978) nell’attuale oratorio ed allargato questi locali che nel 2005 sono diventati a tutti gli effetti la sede del museo storico della contrada. La comparsa di piazza si cambia proprio qui. Possiamo vedere le monture del 1879, del 1928 e l’intera comparsa del 1981. All’interno ci sono dei bellissimi affreschi, arredi sacri appartenenti alla contrada e dei documenti antichissimi risalenti al 1685, i verbali della contrada”.

IL TERRITORIO - Un territorio vasto, ma vissuto prevalentemente in Via dei Servi: “Il territorio del Valdimontone – conclude il priore Indrizzi – è piuttosto grande e va da Cane e Gatto a San Girolamo, Via dei Servi, fino Via Roma e Porta Romana. La zona contesa con la Torre, di cui parlavo in precedenza, è Via del Sole, dove abbiamo anche una proprietà immobiliare. In quella zona, dopo un accordo con la Torre, non mettiamo bandiere o insegne e dopo attenti studi effettuati insieme alla contrada di Salicotto, non siamo riusciti comunque a trovare un documento che attesti con certezza la proprietà e andrà trovata sicuramente una soluzione politica. Il cuore pulsante della contrada è comunque Via dei Servi e la società Castelmontorio, che in precedenza si trovava al civico 14 di Via dei Servi e adesso in Piazza Manzoni. E’ li che si svolge la vita durante l’inverno e anche nei giorni di palio quando non corriamo, altrimenti tutte le cene le facciamo lungo la via, compresa quella della prova generale. La società ha preso l’attuale fisionomia dopo la conclusione dei lavori progettati dall’architetto Sacchi e grazie all’acquisto dei locali dell’università. Recentemente abbiamo acquistato anche il pratino, una spesa che è ricaduta totalmente a carico dei componenti di seggio. Negli anni abbiamo acquistato il magazzino di Via dei Servi numero 1, attuale “polmone economale”. I locali in Vicolo di Pulcetino, invece, ristrutturati quando priore era Anna Carli, vengono utilizzati dalle sarte e bandieraie, mentre la società vecchia è luogo di ritrovo per cancellieri, cassieri, archivisti e addetti al protettorato. L’oratorio che abbiamo visitato in precedenza, invece, è di proprietà della compagnia della Santissima Trinità e utilizzato dalla contrada. Recentemente, grazie al contributo del Monte dei Paschi, sono stati realizzati dei lavori di recupero del tetto. Nel nostro territorio abbiamo anche diversi tabernacoli, quello ufficiale in fondo ai Servi, uno in Via Roma e un esemplare di terracotta unico a Siena, situato in fondo a Via delle Cantine. Per quanto riguarda la stalla, attualmente si trova davanti al vecchio alberone, ma negli anni ha cambiato più volte locazione”.
 
Lunedì prossimo il nostro viaggio alla scoperta delle 17 contrade farà tappa nell’Oca, dove il priore Fulvio Bruni ci guiderà nei luoghi cari al rione di Fontebranda.  

LINK a tutte le Contrade pubblicate

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Immagini © Giuseppe Pirastru

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CONTRADA DI VALDIMONTONE

valdimontone300Stemma d'oro, un montone rampante al naturale coronato all'antica. Nell'angolo superiore sinistro la lettera U (Umberto I) d'oro coronata alla reale su campo azzurro

Colori: Rosso e giallo con liste bianche

Motto: Sotto il mio colpo la muraglia crolla

Simboleggia: Perseveranza

Antiche Compagnie Militari: Borgo S. Maria, Sant'Angelo a Montone, Samoreci (San Maurizio)

Arte o mestiere
: Ligrittieri (Mercanti di seta)

Terzo:
Terzo di San Martino

Sede: Via di Valdimontone

Società di Contrada:
"Castelmontorio"

Santo Patrono: Madonna del Buon Consiglio

Festa Titolare:
26 aprile

Oratorio:
Chiesa della SS: Trinità, in uso perpetuo alla Contrada che la fa offiziare tutte le domeniche

Fontanina Battesimale:
Il battesimo contradaiolo ha luogo nell'Oratorio il giorno della festa titolare

Contrade Alleate: Onda

Contrada avversaria:
Nicchio

Vittorie ufficiali:
per la Contrada 48 - per il Comune 44

Ultima vittoria: 16 Agosto 2012 - Jonathan Bartoletti detto Scompiglio su Lo Specialista

Sito internet: www.valdimontone.it

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