Venerdì, 22 novembre 2019
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PROVINCIA - POGGIBONSI

17enni tentano di spendere una banconota falsa presso un esercizio di Poggibonsi: denunciati dalla Polizia

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polizia-banconotafalsa2019Hanno cercato di comprare due bibite con una banconota falsa da 50 euro, ma il negoziante si è insospettito e ha chiamato la Polizia di Stato. E’ accaduto nel centro storico di Poggibonsi, dove due 17enni residenti a Colle di Val D’Elsa, hanno provato a raggirare un commerciante.

L’uomo, ricevuto il denaro, si è però accorto sia al tatto che visivamente, che qualcosa non andava nella banconota, e che c’erano elementi tali da farne presumere la contraffazione. Contestato che la valuta poteva essere falsa, i due ragazzi hanno cercato di convincerlo ad accettarla sostenendo che, a loro volta, l’avevano ricevuta come resto di un precedente acquisto in altro esercizio. Insospettito dal loro atteggiamento, l’esercente ha richiesto l’intervento della Volante del Commissariato.

All’occhio esperto dei poliziotti non sono sfuggiti alcuni particolari, come la consistenza della filigrana, la mancanza del filo di sicurezza rilevabile in controluce, i colori di stampa e l’alterazione dell’ologramma, dai quali emergevano indubbi indizi di contraffazione. La banconota è stata, quindi, sequestrata e successivamente inviata alla Banca d’Italia per il definitivo giudizio di falsità.

I due minori intanto sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze e successivamente riaffidati alle famiglie data la loro giovane età.

"Il fatto commesso dai due giovani - spiega la Polizia di Stato - non è da sottovalutare in quanto la spendita di valuta falsa è un reato che fa leva sulla buona fede di chi riceve il denaro, recando pregiudizio alle attività economiche.
Una volta che il contante alterato entra nei circuiti di pagamento, è infatti difficile evidenziarlo anche perché le sofisticate tecniche di contraffazione ne rendono sempre più complessa l’individuazione, in special modo quando la spendita avviene attraverso persone “insospettabili” quali i minorenni."
 
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