Sabato, 25 maggio 2019
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La Guardia di Finanza scopre evasore totale in Val d'Orcia

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guardiadifinanza-comando2019Porta i suoi frutti la costante azione di contrasto all’evasione fiscale condotta dai Reparti della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Siena, che continuano ad individuare soggetti completamente sconosciuti al fisco.

In particolare, le Fiamme Gialle senesi, nell’ambito dell’attività d’istituto volta al contrasto del sommerso d’azienda nel settore della lavorazione del legno, grazie all’efficace attività d’intelligence eseguita, hanno scoperto nella Val d’Orcia un soggetto “evasore totale” che, oltre a non aver adempiuto agli obblighi di dichiarazione per tutti i settori d’imposta e ad aver omesso la presentazione dei bilanci d’esercizio, ha tenuto in maniera irregolare le scritture contabili obbligatorie. Il conseguente risultato di servizio è stato reso possibile dall’efficace dispositivo di controllo economico del territorio approntato e dall’indispensabile analisi di rischio condotta dai militari con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo.

Le Fiamme Gialle hanno dapprima proceduto a riscontrare le risultanze contabili dell’impresa verificata con i documenti acquisiti dai soggetti economici che hanno posto in essere rapporti commerciali con la stessa, quindi i dati così desunti sono stati incrociati con quelli estrapolati dagli applicativi informatici in uso. L’attività così posta in essere ha consentito di ricostruire il reale volume d’affari della verificata che è risultato ammontare ad oltre 450.000 euro di ricavi non dichiarati per gli anni d’imposta dal 2015 al 2016. Obbligatorie quindi le contestazioni sia amministrative che penali.

E’ stata, altresì, avanzata nei confronti del rappresentante legale dell’impresa, sia la proposta di applicazione di misure cautelari amministrative che penali mediante il ricorso al sequestro preventivo, anche per equivalente, così da garantire l’effettivo ristoro della pretesa erariale.

L’attività ispettiva ha permesso, inoltre, di accertare anche l’utilizzo di un lavoratore impiegato “in nero”, con conseguente applicazione della maxi-sanzione prevista per il lavoro sommerso.

Il contrasto all’economia sommersa, e più in generale, all’evasione e alle frodi fiscali costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo, non solo per i profili strettamente connessi al recupero delle somme illecitamente sottratte alle casse dello Stato, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo che alterano le regole del mercato e danneggiano, in maniera particolare, i cittadini e gli imprenditori onesti.
 
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