Sabato, 21 settembre 2019
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PROVINCIA - PROVINCIALI

Chiude l'impresa non pagando le tasse: scoperto dalla Guardia di Finanza

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guardiadifinanza-ufficio4Continua a portare i suoi frutti l’azione di contrasto all’evasione fiscale condotta dai reparti della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Siena, che seguitano a stanare soggetti non trasparenti con il Fisco.

E’ stata la minuziosa attività d’intelligence condotta dalle Fiamme Gialle senesi, con l’ausilio delle risultanze emerse dal ricorso alle banche dati in uso al Corpo, che ha consentito di individuare, nella Valdelsa, un soggetto che ha esposto dati non veritieri sulla dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi ed omesso completamente la presentazione di quella ai fini dell’IVA, provando a farla franca chiudendo poco dopo la propria partita IVA.

L’imprenditore “infedele”, operante nel settore dell’edilizia, ha cessato la propria attività d’impresa ma, per l’anno d’imposta 2014, ha “dimenticato” di dichiarare la quasi totalità dei ricavi conseguiti.
Oltre alle prestazioni di servizio effettuate l’imprenditore ha conseguito profitti proprio grazie alla plusvalenza scaturita dalla vendita dei beni aziendali.

L’azione ispettiva eseguita dalla Guardia di Finanza, volta alla puntuale ricostruzione dei ricavi e del volume d’affari del soggetto ispezionato, è stata effettuata attraverso l’esame della documentazione contabile conservata dal soggetto e da numerosi controlli incrociati eseguiti presso i clienti di quest’ultimo. L’attività svolta dai finanzieri ha permesso il recupero a tassazione di elementi positivi di reddito non dichiarati, nell’anno 2014, per diverse decine di migliaia di euro.

"Il contrasto all’economia sommersa e, più in generale, all’evasione e alle frodi fiscali - spiegano le Fiamme Gialle senesei - costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, non solo per i profili strettamente connessi al recupero delle somme illecitamente sottratte alle casse dello Stato, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo che alterano le regole del mercato e danneggiano, in maniera particolare, i cittadini e gli imprenditori onesti.
A di là dei risultati conseguiti, la percezione da parte dei contribuenti della presenza del Corpo, a presidio del rispetto della legalità fiscale, aiuta a prevenire comportamenti imprenditoriali disonesti in favore di una concorrenza più leale e libera nel mercato dei beni e servizi."
 
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