Giovedì, 20 Settembre 2018
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Il ministro Valeria Fedeli (Pd) fra Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa: ''Più sapere, più lavoro, più diritti uguale più futuro''

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Il ministro in visita tra Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa tra cittadini, insegnanti, imprenditori e lavoratori: "La qualità del lavoro sfida determinante per imprese e istituzioni"

valeriafedeli2018_2“Solo investendo sulla qualità della formazione e del sapere, sulla ricerca e sull’innovazione, sui diritti e sui salari saremo in grado di costruire un futuro ai nostri figli” così il ministro all’istruzione, Valeria Fedeli, nel suo tour fra le imprese e i cittadini di Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa.

Accompagnata dal sindaco di Poggibonsi, David Bussagli, il ministro Fedeli, candidato del centrosinistra nel collegio senatoriale 6 della Toscana che oltre alla provincia di Pisa comprende anche questi comuni della provincia di Siena, dopo un giro al mercato parlando con cittadine e cittadini ha incontrato prima gli artigiani presso l’auditorium della Cna, poi ha visitato l'azienda metalmeccanica FMV, poi è stata presente a un dibattito con i commercianti presso la sede di Confcommercio e infine ha avuto un faccia a faccia con le famiglie e il mondo della scuola alla sala polivalente “La Ginestra”.

“E’ così che faccio la mia campagna elettorale – spiega Fedeli – fra le persone vere, in carne e ossa, perché la politica deve avere la forza e la voglia di confrontarsi coi problemi di tutti i giorni, ascoltare e impegnarsi a risolverli. Forse sono della vecchia scuola ma i miei 34 anni di sindacato nella Cgil mi hanno insegnato che l’unico modo per risolvere i problemi è conoscerli e l’unico modo di conoscerli e confrontarsi con le persone che li vivono”.

“E i nodi da sciogliere – aggiunge Fedeli – esistono anche in queste realtà che pure sono aree in cui la coscienza civica, la solidarietà e lo spirito imprenditoriale hanno fatto tanto e bene. Sia le persone al mercato, sia gli artigiani e i commercianti, sia le insegnanti che gli operai della FMV ad esempio hanno riconosciuto che il Governo in questi anni ha fatto molto. Del resto i numeri sono numeri: avevamo un Pil a meno 1,7% e oggi è a più 1,5%, avevamo 22 milioni di occupati e adesso siamo a 23 milioni, la disoccupazione era al 13% e oggi siamo all’11%, quella giovanile era al 44% e oggi è al 32%. E sulla scuola possiamo citare gli oltre 100mila insegnanti precari che finalmente sono stati assunti o i 10 miliardi per l’edilizia scolastica, o i 3,5 miliardi in più per l’istruzione mentre prima sulla scuola si interveniva solo tagliando. Lo stesso discorso vale per i diritti: non solo le unioni civili ma ad esempio prima la maternità per le partite Iva e le ricercatrici non c’era, oggi c’è; prima c’erano le dimissioni in bianco oggi non ci sono più; prima non c’erano norme contro il caporalato oggi ci sono. Il passo in avanti insomma c’è stato, ora però si tratta di non fermarsi e di non tornare indietro e di questo mi pare che in tanti siano consapevoli”

valeriafedeli2018_1Quanto alla direzione di marcia Fedeli ha le idee chiare: “più sapere, più diritti e più lavoro”.

“Gli imprenditori seri – racconta Fedeli – sanno cha a loro una concorrenza basata sulla riduzione dei diritti e del salario dei lavoratori porta solo danni. Perché così riduco il potere d’acquisto delle famiglie e quindi i primi a pagarne le conseguenze saranno proprio artigiani e commercianti, cioè quelle piccole e medie imprese che sono da sempre la spina dorsale del sistema produttivo italiano”

“Posso andare a fare frigoriferi in Slovacchia perché là mi consentono di pagare meno i lavoratori, non rispettare le norme ambientali e i diritti ma poi quei frigoriferi a chi li vendo se in Italia i lavoratori li ho mandati a casa?- è l’esempio che fa la ministra - . E come possiamo pensare che un ragazzo che guadagna 2-3 euro l’ora per consegnare pizze o rispondere in un call-center possa pensare di costruirsi un futuro, mettere su casa e famiglia”

“La strada è solo quella della qualità – aggiunge Fedeli -: qualità del lavoro, con un salario minimo orario, per chi non è coperto dal contrtto nazionale, di 9-10 euro e incentivi strutturali a chi assume a tempo indeterminato perché il lavoro stabile vale di più e quindi deve costare di meno. Qualità del prodotto e della produzione innovando il made in Italy e rilanciando gli investimenti come fatto con Impresa 4.0. Qualità della formazione con un legame sempre più virtuoso fra mondo della scuola e mondo del lavoro.”.

In serata poi il ministro s’è spostata a Colle di Val d’Elsa per un incontro sulla scuola alla Vecchia Cartiera Hotel.
 
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