Domenica, 16 giugno 2019
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PROVINCIA - RAPOLANO TERME

Fusione Asciano-Rapolano: il sindaco di Rapolano, Emiliano Spanu, ribadisce il suo No per il bene di comunità e territorio

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“Siamo di fronte a un’operazione di potere meschina e contro l’interesse dei cittadini”

emilianospanu2018"Siamo alle ultime battute della campagna elettorale per il referendum sulla fusione fra Asciano e Rapolano Terme e voglio intervenire ancora una volta per ribadire la mia contrarietà a quella che ritengo una mera e meschina operazione di potere in vista delle prossime elezioni amministrative. Un’operazione politica che non tiene conto, in alcun modo, del bene e del futuro della nostra comunità e del nostro territorio, al contrario di quanto si voglia far intendere ai cittadini nascondendosi dietro bugie e false informazioni". Inizia così un intervento del sindaco di Rapolano Terme, Emiliano Spanu.

"A confermare tutto questo sono state, nei giorni scorsi, le parole della consigliera del Movimento 5 Stelle Simona Vecchi, già pronta ad autocandidarsi per guidare il Comune che potrebbe nascere dopo il referendum, ma anche la vigliaccheria dei tre consiglieri del Pd che hanno promosso questa iniziativa per poi scomparire da quasi tutte le iniziative pubbliche organizzate per informare i cittadini. Hanno gettato il sasso e poi ritirato la mano, alimentando, senza metterci la faccia, falsità, notizie fuorvianti sulle ricadute del referendum a livello locale e sull’arrivo facile e scontato di risorse e benefici. Questo non è assolutamente vero. Tengo, infatti, a ribadire il fatto che la fusione porterebbe tutti i servizi ad Asciano, dichiarato in maniera unilaterale come capoluogo dell’eventuale nuovo Comune delle Crete Senesi, e che i finanziamenti stanziati da Governo e Regione Toscana hanno bisogno, ogni anno, di nuove leggi per poter essere assegnate. La certezza assoluta, quindi, non c’è mai e questo deve essere ben chiaro ai cittadini. 

Il mio ruolo istituzionale ha l’onere, e l’onore, di fare il bene dei miei cittadini e del mio territorio e questo mi spinge a dire No, in maniera convinta e decisa, alla fusione con Asciano e a un futuro dove manca un progetto serio di crescita e di sviluppo delle nostre eccellenze e delle nostre potenzialità. La parola adesso passa ai cittadini, chiamati alle urne domenica e lunedì. Ne rispetterò la decisione come sindaco di Rapolano Terme, con l’auspicio, però, che i giochi della politica vengano sconfitti dall’interesse collettivo e dall’attenzione per il nostro territorio e il suo futuro."
 
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