Sabato, 24 ottobre 2020
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SALUTE E BENESSERE

Regionali 2020 - Sisi (Toscana Civica): ''Svegliamoci! Basta lobby farmaceutiche''

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"Basta interessi di pochi per limitare libertà di molti"

vaccino siringa2019“No alle speculazioni politico-farmaceutiche sul Covid, Sì per una sanità pubblica, efficiente e rispettosa dei diritti fondamentali del malato. La recente e non conclusa epidemia da Covid-19 ha reso chiaramente protagonista il problema della tenuta e del comportamento del sistema sanitario anche a livello regionale.
La Regione Toscana, come altre, è stata in prima fila nell’impiego delle tecniche di gestione dell’epidemia varate dall’OMS adottando dei provvedimenti, di concerto con il Governo nazionale, che di fatto sono risultati essere altamente restrittivi delle libertà fondamentali dei cittadini." Così interviene con una nota Nicola Sisi, candidato a consigliere regionale per la lista Toscana Civica nella circoscrizione di Siena.

"Chi ha fatto le spese di questa massimizzazione del pericolo Covid e di questa presunta super-efficienza sanitaria sono state le fasce più deboli della popolazione: se si volevano tutelare costoro in realtà si è avuto l’effetto opposto in ordine alla diminuzione della assistenza sanitaria di base (visite e interventi rinviati con conseguenti aggravamenti e decessi di migliaia di pazienti già affetti da altre malattie, imposizione della mascherina senza valutazione della sua reale utilità e dei rischi connessi all’uso prolungato della stessa).

In molti casi, come quello di Sarteano in provincia di Siena, le RSA (Residenze Sanitarie Assistite) sono state usate dalla Regione come veri e propri ospedali Covid-19 senza che queste strutture, che già ospitano gli anziani pazienti, fossero in grado di sostenere la richiesta e il carico di lavoro loro imposto dalla Regione.

Ancora, voglio sottolineare che nel settore sanitario la Toscana è da sempre un centro di potere decisionale in quanto garante politica per molte aziende farmaceutiche di produzione di test diagnostici che, presenti anche nel senese e operando sul territorio toscano possono godere di rapporti privilegiati ed esclusivi con quelle lobbies politiche legate al Governo e ai centri decisionali extra-nazionali, quali appunto l’OMS.

In altri termini abbiamo assistito ad una gestione dell’emergenza spesso non rispondente ai più elementari principi di etica civile e circondata da ancora non ben chiari giochi speculativi da parte di certe società farmaceutiche, la politica toscana e nazionale.

Noi riaffermiamo il diritto del cittadino di ricevere cure dalla struttura pubblica e anche gratuitamente nel caso di persone prive di mezzi sufficienti. La sanità pubblica, gestita dalle Regioni, occupa più del 50% dei rispettivi bilanci ma questo non significa che il sistema sanitario debba essere gestito secondo logiche aziendali. Nondimeno occorre evidenziare la fonte degli sprechi e indirizzare le risorse finanziarie in maniera ottimale senza cadere nella aziendalizzazione che oggi costituisce il criterio della gestione ospedaliera pubblica. Ugualmente va eliminato il sostanziale allineamento di gran parte del mondo clinico ed accademico alle logiche speculative delle grandi multinazionali farmaceutiche attraverso l’affermazione costituzionale del diritto del paziente all’accesso alle metodologie di cure alternative (si veda il celebre caso del c.d. metodo Di Bella).

Pertanto Noi vogliamo:
- L’abolizione della figura del manager sanitario di nomina politica, spesso ignaro dei reali problemi della sanità perché legato alla logica del raggiungimento del progetto di spesa e dei premi che grazie a ciò consegue, ma totalmente distaccato dalla realtà medico-scientifica. La conseguente abolizione del criterio del “budget” di spesa con le conseguenti aberranti logiche del risparmio sugli altri servizi essenziali al paziente (assistenza secondaria, pulizia e igiene dei locali di ricovero, supporto psicologico etc.).
- L’istituzione o il potenziamento, ove già esistente, della figura regionale del Garante dei diritti fondamentali del malato coadiuvato da un ufficio di rappresentanza in ogni Provincia della Regione.
- Una razionale redistribuzione degli ospedali e dei presidi sanitari. La riforma Saccardi, caratterizzata dalla introduzione delle c.d. “aree vaste” su questo aspetto è stata deleteria avendo creato un sistema livellato verso il basso, verso le logiche di risparmio e lontano dalle specificità dei territori e quindi dalle esigenze dei cittadini toscani.
- Fermo il principio della gratuità delle prestazioni sanitarie pubbliche Noi affermiamo che chi si rivolge al Pronto Soccorso senza valido motivo o per prestazioni sanitarie differibili, non urgenti o risolvibili dal medico di base debba pagare un ticket come se la prestazione fosse di natura privata, con una maggiorazione per chi occupa un posto letto in pronto soccorso a seguito di ubriachezza volontaria o colposa.
- Più medici di famiglia: la figura del medico di famiglia, storico punto di riferimento della sanità pubblica italiana, deve tornare a rivestire un ruolo di primo piano. E’impossibile che un solo medico possa seguire migliaia di pazienti senza che ci sia un ricambio in caso di pensionamento di un medico nello stesso distretto sanitario: in questo modo il sistema collassa e il medico di famiglia si vede oberato da un carico di pazienti che non può seguire con tutte le conseguenze che ne derivano, dalla medicina difensiva fonte di sprechi ai casi di malasanità per carenza di assistenza. Vogliamo pertanto redistribuire in modo razionale ed efficiente i medici di famiglia presenti nella nostra Regione.
- Potenziare l’assistenza infermieristica: molte prestazioni sanitarie possono essere effettuate a domicilio anziché presso gli ambulatori o le strutture ospedaliere (cambio di una flebo, di un catetere, di un drenaggio etc.). Per questo l’assistenza infermieristica professionale diventa fondamentale per evitare l’intasamento degli ospedali. Vogliamo pertanto creare una struttura di assistenza infermieristica professionale distribuita capillarmente sul territorio regionale con mezzi per lo spostamento al domicilio dei richiedenti i servizi sanitari. Si dovranno individuare i criteri in base ai quali prevedere un eventuale ticket per la prestazione al fine di meglio finanziare il sistema."
 
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