Sabato, 24 ottobre 2020
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SALUTE E BENESSERE

''A casa in buona compagnia'', al via il progetto sull'assistenza alle persone con cronicità

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Presentate tutte le fasi di attuazione, da 10 milioni di euro, ai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Toscana

televisita2Il progetto di telemedicina innovativa, "A casa in buona compagnia", è al suo giro di boa. Tutte le fasi di attuazione di questo progetto sperimentale, che mira a combattere le malattie croniche, sono state illustrate dai vertici della Giunta - e dagli esperti della Regione, che vi hanno lavorato - ai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Toscana, alla presenza delle direzioni generali delle Aziende sanitarie, direttamente coinvolte, e di Anci Toscana.

Il progetto, frutto di un accordo siglato a dicembre 2019 tra la Regione e le stesse organizzazioni sindacali e messo in piedi in questi mesi, punta ad assistere gli anziani nella propria abitazione, quando possibile o, comunque, all'interno di residenze assistenziali, attraverso l'uso di strumenti e tecnologie innovative, integrate con il telemonitoraggio di parametri vitali, la valutazione di eventuali complicanze terapeutiche, i controlli infermieristici e le visite mediche programmate.

Come hanno ricordato il governatore della Toscana e l’assessore regionale ai sistemi informativi e alle strutture tecnologiche, il progetto fa tesoro dell’esperienza maturata durante l’emergenza sanitaria determinata dal Covid, che ha dato un’accelerazione all’uso delle innovazioni tecnologiche nella gestione dei pazienti anagraficamente più fragili e alle prese con le malattie croniche, spesso causa di mortalità prematura e di disabilità evitabile. Il progetto risponde, dunque, alla necessità di monitorare l’efficienza e la continuità della cura tramite l’uso delle nuove tecnologie in modo interattivo e integrato, garantendo la tracciabilità di tutte le informazioni che riguardano la storia del paziente.

L’obiettivo è quello di rafforzare il territorio con investimenti mirati nell’ambito dell’innovazione e della digitalizzazione del sistema sanitario regionale con il coinvolgimento diretto e integrato di più attori (medico di famiglia, medico specialista, personale infermieristico, operatore socio sanitario, assistente domiciliare, assistente tecnico).

I dieci milioni di euro assegnati all’attuazione del progetto (provenienti dai 70 milioni di euro destinati alla sanità, grazie agli accordi con lo Stato e l’Unione Europea) rappresentano un investimento di non poco conto da ripetersi per tre anni, ai quali potranno aggiungersi, a breve, altri 300 milioni di euro (tramite Recovery Fund e Mes) per la telemedicina e la sanità digitale.

I beneficiari del progetto sperimentale iniziale saranno i pazienti sopra a 75 anni affetti da scompenso cardiaco. Come ha sottolineato l’assessora regionale al diritto alla salute, quasi 1 toscano su 3 soffre di ipertensione, la patologia più diffusa con circa 1 milione di malati. La seconda malattia più frequente nella popolazione è la dislipidemia (818mila malati, 251 per 1.000 abitanti d’età 16+ anni), seguita dal diabete (247mila malati, 75,7 per 1.000 abitanti). Le prime tre patologie in entrambi i generi sono l’ipertensione, la dislipidemia e il diabete. Seguono la cardiopatia ischemica per gli uomini e la BPCO tra le donne.

“Una delle novità - spiega Andrea Belardinelli, responsabile regionale per la sanità digitale e l’innovazione - è che il medico specialista e il medico di famiglia opereranno direttamente sul Fascicolo Sanitario Elettronico del singolo paziente, dove oltre ad avere la possibilità di consultare tutti i referti e i piani terapeutici, avranno una scheda riassuntiva per il controllo dello stato di salute del paziente a domicilio. L’équipe infermieristica avrà a disposizione una App dedicata alle cure domiciliari, dove potrà registrare in tempo reale, presso l’abitazione del paziente, tutti gli accessi e tutte le attività svolte. In una seconda fase della sperimentazione sarà possibile valutare l’eventuale interfacciamento di tale App con una serie di dispositivi medicali più sofisticati per applicazioni specialistiche”.

Dal canto loro, i sindacati hanno richiamato l’attenzione sull’importanza della diffusione della banda larga, della formazione degli operatori sanitari e dei pensionati, per familiarizzare con le nuove tecnologie e utilizzarle correttamente, esprimendo il proprio apprezzamento per il progetto, che riduce le disuguaglianze nei territori e le differenze generazionali.
 
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