Martedì, 18 Settembre 2018
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Vaccini: Toscana approva legge e conferma obbligo

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Scaramelli (Pd): “La Toscana ha fatto la Toscana. La salute dei più piccoli al primo posto”

vaccinazione-bambino-siringaLa Toscana conferma l’obbligo vaccinale, lo fa attraverso una proposta di legge che riconosce come prioritaria la protezione dello stato di salute dei minori, e in generale della collettività, che sarà efficace già da questo anno scolastico. A maggioranza passa il testo già licenziato dalla commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd). Hanno votato a favore Pd, Art.1/Mdp, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Si sono espressi contro Lega, Movimento 5 stelle e Sì – Toscana a sinistra.

“La commissione  - ha spiegato il presidente Stefano Scaramelli illustrando oggi (ieri, ndr) in aula la legge – ha lavorato a lungo e in modo approfondito licenziando  un testo accurato che pone la Toscana sulla scena nazionale e  la salute dei più piccoli al primo posto. In questi giorni altre regioni sul modello toscano stanno legiferando partendo dal nostro testo che sta divenendo riferimento a livello nazionale La proposta di legge varata oggi che trova il voto positivo bipartisan di più forze politiche – prosegue il presidente Scaramelli - riconosce come prioritaria la protezione dello stato di salute dei minori e identificando la vaccinazione quale strumento indispensabile di prevenzione primaria. Ringrazio e tutti i colleghi per la collaborazione, la condivisione e per lo sforzo di ascolto anche di coloro che non condividono l'impianto normativo ai quali comunque ci rivolgiamo per farsi carico anche delle loro insicurezze  cercando di sedarle con un testo ragionevole. Vorrei che si ricordasse non come ‘legge Scaramelli’ ma come legge dei bambini toscani che grazie a questo testo avranno un beneficio per la salute” La norma sancisce che in Toscana per iscriversi ai nidi e alle scuole materne bisognerà essere in regola con le dieci vaccinazioni e sarà efficace già da questo anno scolastico. Nel testo della proposta ampio spazio viene dato anche all’ informazione e alla sensibilizzazione e  all’ascolto dei genitori sia da parte delle aziende sanitarie sia dei pediatri di libera scelta. La legge prevede anche  iniziative correlate alla farmacovigilanza al fine di consentire controlli trasparenti e istituzionalizzare il meccanismo di controllo. Inoltre viene precisato che “ai fini dell’iscrizione, ammissione e permanenza ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia, alle scuole dell’infanzia e alle strutture per minori, la vaccinazione è omessa o differita in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche”. Scaramelli in aula ha sottolineato come l’obbligo vaccinale stia già dando i suoi frutti. L’obiettivo è di arrivare alla copertura del 97 per cento. E tutto questo senza aggravare di adempimenti né la scuola né le famiglie grazie al registro vaccinale” .
Una legge organica – ha aggiunto il capogruppo Leonardo Marras intervenendo in aula - che sistematizza un’attività e che prende atto del sistema di verifica della banca dati delle vaccinazioni. L’impianto di questo testo è ‘sano’. Se c’è un insuccesso o una lacuna culturale bisogna che le istituzioni intervengano cercando di risolverlo.  Prima di tutto è una questione di civiltà e anche di civiltà giuridica. La scienza si rivolge alle istituzioni perché prendano delle iniziative. E un obbligo privato della sanzione che obbligo è?”

Il testo, frutto di un lungo e approfondito lavoro iniziato a gennaio del 2017, non sposa teorie o asseconda fronti. Non ci sono simpatizzanti Vax o sostenitori NoVax. C’è invece l’identificazione del vaccino come strumento indispensabile di prevenzione primaria in linea con la normativa statale che li considera requisiti obbligatori per l’iscrizione a nidi, asili e ai servizi integrativi per la prima infanzia (decreto legge 73 del 7 giugno 2017, come convertito dalla legge 119 del 31 luglio 2017).

In conformità a quanto previsto dalla normativa nazionale, la proposta di legge precisa che la vaccinazione è omessa o differita in caso di “accertati pericoli concreti per la salute del minore e in relazione a specifiche condizioni cliniche”.

È compito del servizio sanitario regionale assicurare l’informazione e la sensibilizzazione in materia anche attraverso l’ascolto dei genitori. Le iniziative di sensibilizzazione saranno monitorate con cadenza annuale dalle aziende sanitarie.

È compito della Regione monitorare gli eventi avversi a seguito di vaccinazione nell’ambito del sistema di sorveglianza regionale su farmaci, vaccini e dispositivi medici, anche ai fini dell’anagrafe nazionale vaccini.

Per renderla efficace sin da quest’anno scolastico, è previsto che la proposta di legge entri in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale.
 
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