Sabato, 21 settembre 2019
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SALUTE E BENESSERE

Ospedale di Poggibonsi: crescono gli interventi di chirurgia mininvasiva alla spalla

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Risultati incoraggianti per l’Alta Valdelsa

campostaggia2017L'utilizzo di tecniche di ultima generazione e l'aggiornamento continuo sui nuovi trattamenti spiegano perché sempre più pazienti, anche da altre regioni, si rivolgano all'ortopedia dell’ospedale di Poggibonsi dell’Azienda USL Toscana sud est, in località Campostaggia, per interventi alla spalla. E’ senz’altro un segnale positivo, testimoniato dall'incremento di oltre il 50% degli interventi eseguiti nel primo trimestre 2019 (n.12) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (n. 6).

"Sono  risultati incoraggianti, le cui proiezioni annuali lasciano ben sperare – afferma il dottor Michele Palmieri, in organico all'ortopedia dell'ospedale di Campostaggia  -. Questi risultati  testimoniano che la strada intrapresa è quella giusta e che il servizio offerto più è conosciuto più è richiesto. Il valore aggiunto è rappresentato dal trattamento vicino casa, evitando viaggi fuori Asl o addirittura fuori regione”. Le problematiche che affliggono la spalla sono studiate da anni, il dolore frequentemente rappresenta il primo sintomo di una lesione, traumatica o degenerativa.

Spesso si assume un antinfiammatorio, un po’ di riposo, pensando  che "passerà". Magari ci si affida alla sola fisioterapia, che migliora il movimento e riduce il dolore, ma la lesione tendinea aumenta di dimensioni e la spalla peggiora nel tempo, fino a rendersi necessario il consulto dell'ortopedico.
Il dottor Palmieri tratta da anni con tecniche innovative le patologie della spalla, dalle lesioni di uno o più tendini della cuffia, al dolore artrosico di tipo degenerativo, ai traumi.

"La ricostruzione tendinea viene eseguita in maniera mininvasiva, con 3 forellini attraverso l'utilizzo di una mini telecamera e di strumenti artroscopici dedicati all'intervento", spiega Palmieri. “Il ricovero dura una sola notte e la mattina successiva all'intervento il paziente inizia la mobilizzazione con i fisioterapisti. Se la ricostruzione non è più possibile si procede invece con l'impianto di una protesi, che sostituisce l'articolazione con una sintetica", con rapido sollievo dal dolore e ripristino del movimento.
L'incidenza delle lesioni della cuffia dei rotatori oscilla dal 5% al 40% della popolazione attiva, con il servizio offerto dall'ospedale potrà quindi essere soddisfatto un bacino di utenza molto ampio della Valdelsa e non solo.
 
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