Mercoledì, 26 giugno 2019
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Sanità: la robotica in Toscana, audizioni in commissione regionale

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Il punto su un sistema in crescita: gli interventi sono passati dai 2.480 del 2015 ai 3.800 del 2018

robotdavinci-dettaglioPanoramica sulla robotica in Toscana, grazie alle audizioni di Fabrizio Gemmi, coordinatore dell’Osservatorio qualità ed equità dell’Agenzia regionale di Sanità; Monica Piovi, direttore Estar; Franca Melfi, coordinatrice del Comitato tecnico scientifico per la chirurgia robotica e direttrice del Centro multidisciplinare di Chirurgia robotica dell’Aou pisana. Come ha commentato il presidente della commissione Sanità e politiche sociali, Stefano Scaramelli, oggi siamo tutti cresciuti, abbiamo a disposizione un resoconto approfondito, per un capitolo importante per la nostra regione, tra numeri, linee di indirizzo, governance e non solo.

I sistemi di robotica presenti nella nostra regione sono 9: 3 a Pisa, 3 a Careggi, 1 a Siena, 1 ad Arezzo e 1 a Grosseto. E l’attività, come ricordato da Gemmi, è in crescita: nel complesso delle tre Aree vaste, siamo passati dai 2mila 480 interventi del 2015 ai 3mila 800 del 2018. In tema di specialità, al primo posto abbiamo l’urologia, per passare alla chirurgia generale, all’ostetricia e ginecologia e quindi alla chirurgia toracica.

Accanto ai numeri, non possiamo dimenticare tutto l’excursus sugli interventi deliberativi per arrivare a un polo della robotica in Toscana, lasciandosi guidare da sicurezza, equità e casistica, come sottolineato da Piovi. Da qui l’importanza del gruppo di coordinamento regionale, del comitato scientifico, delle trattative di contrattazione e delle indagini di mercato, per rispondere alle esigenze del territorio nel migliore dei modi, arrivando quindi a definire linee di indirizzo e tecnologie nelle mani del chirurgo, chiamato a svolgere interventi complessi che garantiscano radicalità nei pazienti oncologici.

In tema di chirurgia toracica, come illustrato da Melfi, facendo una comparazione tra la robotica e la chirurgia mini-invasiva, la sopravvivenza a 5 anni, per gli stadi 1 e 2, è del 92 per cento per la robotica, contro il 72 per cento per la chirurgia tradizionale. L’asportazione dei linfonodi, infatti, è punto focale e dato caratteristico di questo sistema.

Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Paolo Bambagioni, Serena Spinelli e Andrea Quartini per chiedere approfondimenti, riflettere su come si stia affrontando il tema della robotica, e su quanto sia variegata la letteratura, relativa a questo particolare metodo di intervento.

A chiudere, l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, che si è soffermata su quanto sia stato utile per la commissione acquisire dati ed elementi di un sistema, che rendono la nostra sanità all’avanguardia. Competenza della politica, come sottolineato da Saccardi, è garantire la governance, la correttezza nelle procedure di acquisto, non decidere – sulle patologie – quando si debba scegliere una tecnica rispetto ad un'altra.
 
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