Martedì, 12 Dicembre 2017
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Anomalie vascolari, alle Scotte team di professionisti per aspetti diagnostici e terapeutici

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Particolare attenzione verso gli emangiomi infantili

emangiomi-gruppoOperativo presso l’AOU Senese un team multidisciplinare per la cura degli emangiomi infantili. L’AOUS Senese è infatti stata accreditata dalla SISAV, Società Italiana per lo Studio delle Anomalie Vascolari, come centro di riferimento per la diagnosi ed il trattamento degli emangiomi infantili grazie al lavoro svolto, in sede nazionale, dal professor Mario Messina, direttore Dipartimento Materno-Infantile e dal professor Francesco Molinaro, dell’UOC Chirurgia Pediatrica.  Grazie a esperienza e competenza di dermatologi, pediatri, chirurghi pediatri, radiologi, neonatologi e cardiologi pediatri i piccoli pazienti hanno un punto di riferimento di alta specializzazione per questa particolare patologia che comprende un gruppo eterogeneo di anomalie congenite dell’apparato circolatorio, compresi i tumori vascolari e le malformazioni artero-venose.

“Gli emangiomi infantili – affermano la dottoressa Elisa Pianigiani, referente per la dermatologia pediatrica e il professor Michele Fimiani, direttore UOC Dermatologia - sono neoformazioni benigne, talora presenti alla nascita, ma più spesso ad insorgenza tardiva, caratterizzate inizialmente da una fase di sviluppo che interessa in genere il primo anno di vita, cui segue una stabilizzazione ed una successiva lenta regressione”. Rappresentano quindi la neoformazione più frequente dell'età pediatrica. “Hanno un’incidenza del 4-10% – prosegue il professor Salvatore Grosso, direttore UOC Pediatria - ed una prevalenza maggiore nelle bambine e nei neonati di basso peso. Sono più frequenti a livello della testa/collo, rispetto al tronco e agli arti. In alcuni casi gli emangiomi possono presentare complicazioni di variabile gravità quali necrosi, ulcerazioni superficiali, emorragie o infezioni”.

Il team presente all’AOU Senese si occupa di coordinare il percorso dalla diagnosi alla eventuale scelta terapeutica. “Il bambino può essere inviato a visita dermatologica pediatrica – conclude il professor Mario Messina -  dal pediatra di base o dai professionisti del team per la diagnosi. Sulla base del quadro clinico il piccolo paziente può essere visitato poi dai radiologi per gli approfondimenti strumentali e, se necessario, dal pediatra e dal chirurgo pediatra. Una volta effettuati gli approfondimenti utili ad iniziare la terapia, grazie anche al lavoro dai colleghi della Cardiologia Pediatrica – conclude Messina - viene somministrata la prima dose del farmaco di scelta, il propanololo, fino alla posologia definitiva che verrà proseguita per sei mesi. E’ stato, infatti, recentemente autorizzato in Italia il primo farmaco a base di propanololo in soluzione orale per il trattamento di tale patologia. Durante il periodo il bambino viene sottoposto a visite di controllo mensili. Al termine della terapia viene intrapreso un follow-up clinico se la lesione non mostrerà evidenze di ripresa, oppure un nuovo ciclo terapeutico qualora necessario”.
 
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