Giovedì, 18 Ottobre 2018
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SALUTE E BENESSERE - SALUTE

Filippo Rinaldi (SPQS) interviene sul sistema sanitario

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spqs300-nuovo"Da alcuni giorni, da quando cioè il responsabile nazionale del 118 ha messo in evidenza il peggioramento del sistema, tutti si stanno rendendo conto (prima solo quelli che purtroppo ne avevano usufruito per necessità) del calo del livello prestazionale di quello che per anni è stato il fiore all’occhiello dei migliori sistemi sanitari regionali. Perché il 118 è come il salotto di casa, quando è ben fatto, tutti si sentono accolti e serviti, quando è fatto male tutti si sentono estranei e a disagio". Così l'inizio di un intervento di Filippo Rinaldi, candidato SPQS Massimo Sportelli Sindaco.

"Nei giorni scorsi - prosegue Rinaldi - si è ripreso a parlare di una organizzazione inadeguata che non risponde come prima ai bisogni dei cittadini. Quello che è stato puntualmente sottolineato non è altro che l’esito di uno smantellamento iniziato anni fa per ridurre i costi. Si cominciò diminuendo la presenza dei medici sui mezzi di soccorso e siamo arrivati all’assurdità di cercare, passo dopo passo, di togliere tutte le figure sanitarie per sostituirle con volontari in ambulanza BLSD (con uso defibrillatore).

E’ bene ora, che siano chiariti alcuni concetti. Le aziende sanitarie sono enti particolari, perché il loro risultato non è un utile economico, ma la produzione di una salute sempre migliore per cui la produzione di utili non può essere il paradigma della loro azione.

Se si scende nello specifico della medicina dell’emergenza ed urgenza, si entr in un ambito ancora più specifico. Nella medicina di emergenza esiste quella che viene chiamata la ‘golden hour’, che parte esattamente quando si manifestano i sintomi di un evento e deve il suo nome al momento in cui viene individuato il problema e si attiva tutto il percorso previsto dai protocolli. Gli errori, i ritardi o le omissioni di questa ora avranno ripercussioni sui risultati finali, che possono essere determinanti sia per la qualità della vita che per la vita stessa del paziente.

Ora qui nasce la questione: chi deve essere la figura che deve assumere decisioni importanti e repentine sulla vita del paziente? Un professionista che ha alle spalle anni di studio, formazione continua, ed esperienza specifica oppure una persona che pur avendo tantissima buona volontà ha un bagaglio di qualche decina d’ore di formazione? La scelta in atto carica le associazioni di volontariato che fanno un eccellente lavoro di una responsabilità che nessuno ha giuridicamente loro attribuito.

E’ questo, a mio parere, il problema centrale su cui dibattere. Il diritto alla salute è una cosa seria e come tale va affidata a persone che esprimano la massima competenza per dare risposte chiare ed efficaci. Nello specifico del 118, viene effettuata una sovrapposizione di figure professionali (medico/infermiere) come se fossero la stessa cosa. In realtà sono figure complementari che hanno funzioni ugualmente importanti, ma è la sommatoria delle loro abilità che conferisce alla prestazione sanitaria il risultato ottimale che in un emergenza può significare mantenere in vita una persona.

Inoltre si impone una riflessione finale. La maggior parte dei cambiamenti in atto hanno il solo scopo di produrre risparmi, come, ad esempio, la concentrazione in una sola centrale operativa delle sedi di Grosseto e Siena, che tanti disagi comporta per gli operatori e gli utenti, ma a distanza di un anno e mezzo dalla riorganizzazione nessuno riesce a quantificare o dimostrare che ci siano stati effettivi risparmi. Allo stato attuale l’unica vera riduzione della spesa appare quella dei contratti fermi economicamente a 10 anni fa e la carenza di personale per il blocco delle assunzioni.

Sarebbe il caso che, prima o poi, qualcuno si prendesse la responsabilità di scelte che erano state annunciate come quelle che avrebbero fatto migliorare il sistema producendo risparmi. Il sistema non è migliorato, i risparmi si sono manifestati solo con il taglio di servizi e nessuno paga per i propri errori. Perché, come diceva qualcuno, i meriti e le competenze riguardano sempre gli altri".
 
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