Martedì, 20 Novembre 2018
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Eco-endoscopia, procedura consolidata all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese

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Siena tra i principali centri nazionali dove viene eseguito il drenaggio ecoendoguidato delle raccolte fluide pancreatiche e delle vie biliari ostruite

raffaelemacchiarelliUn esame innovativo per l’apparato gastro-intestinale, di alta specializzazione e in continuo sviluppo. È l’eco-endoscopia, attiva all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese all’interno della UOC Gastroenterologia ed Endoscopia operativa, diretta dal dottor Mario Marini, ed effettuata dall’UOS Endoscopia bilio-pancreatica ed ecoendoscopia, il cui responsabile è il dottor Raffaele Macchiarelli. Ad un anno dall’inaugurazione della nuova sala di endoscopia bilio-pancreatica, si registrano risultati più che positivi al policlinico Santa Maria alle Scotte, uno dei principali centri nazionali dove viene eseguito il drenaggio ecoendoguidato delle raccolte fluide pancreatiche e delle vie biliari ostruite.

«Si tratta di patologie complesse e di pazienti molto delicati che afferiscono al nostro ospedale – spiega il dottor Macchiarelli -. Negli ultimi 12 mesi abbiamo effettuato 15 tra procedure di drenaggio in pazienti colpiti da pancreatite acuta o cronica con formazione di cisti di tipo infiammatorio (pseudocisti) ed altri interventi su pazienti con neoplasie che determinano ostruzione delle vie biliari. L’eco-endoscopia - aggiunge Macchiarelli - nasce dall’esigenza di studiare un organo, il pancreas, che si trova in una posizione difficilmente raggiungibile. La procedura si avvale di un’innovativa sonda, progettata per consentire l’accesso al dotto biliare, alla colecisti o alle raccolte fluide pancreatiche dal tratto gastrointestinale, in modo sicuro e preciso, aprendo ai pazienti l’opportunità di accedere a nuove possibilità terapeutiche decisamente meno invasive rispetto al passato».

L’eco-endoscopia consente inoltre lo studio dello stomaco, dell’esofago, del duodeno e del retto, così come anche i linfonodi, il fegato e la via biliare, permettendo infine di fare biopsie alle piccole lesioni eventualmente presenti in questi organi.

«La procedura ha raggiunto un elevato grado di sicurezza per i pazienti, riducendone le complicanze e i tempi di degenza – conclude il dottor Macchiarelli -. Il mio ringraziamento, pertanto, va a tutti i professionisti della Gastroenterologia per la dedizione e la professionalità dimostrate».
 
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