Lunedì, 22 aprile 2019
Banner
Banner
SALUTE E BENESSERE - FITOTERAPIA

La rugiada del mare...

Bookmark and Share
rosmarino350La rugiada del mare... Con questo nome i latini chiamavano un robusto e grazioso arbusto cespuglioso dalle foglie sottili e coriacee, verdi scuro sulla faccia superiore e quasi bianche in quella inferiore, che cresce spontaneo nella macchia mediterranea. In Grecia lo chiamavano, e lo chiamano ancora, ‘albero dell’incenso’ (dendrolìbano), perchè i suoi rami venivano colti e bruciati al posto dell’incenso durante le cerimonie religiose. Se ne facevano anche ghirlande da indossare per mantenere la memoria dei defunti e quelle stesse ghirlande le usava anche chi voleva potenziare la memoria e  l’apprendimento nello studio. Una leggenda medievale narra che i suoi fiori, piccoli e delicati, una volta erano bianchi ma divennero azzurro-cielo dopo che furono sfiorati dal manto della Vergine Maria durante la Fuga in Egitto. Nella sua disperata follia, Ofelia ne offre un rametto al distratto Amleto prima di uccidersi, ‘per il buon ricordo’ di lei. Probabilmente si sarà già capito che si vuol parlare di una pianta il cui suo uso è oggi comunissimo in cucina ma che è anche dotata di numerose proprietà medicinali assai interessanti: il rosmarino.

rosmarino423vIl primo incontro fra l’uomo ed il rosmarino, avvenuto migliaia di anni fa, non ebbe nulla a che fare nè con le cerimonie religiose nè con la sua presunta capacità di mantenere o potenziare la memoria. In realtà quello che i nostri antichi antenati scoprirono fu che il rosmarino era in grado di mantenere fresca la carne e di conferirgli un sapore più gustoso. In quell’epoca in cui non si poteva contare sulle moderne tecniche di refrigerazione (e non si conoscevano ancora chiodi di garofano e noce moscata), nel bacino del Mediterraneo con i rami di rosmarino si avvolgevano i pezzi di carne da conservare.

La carne diventa avariata perchè gli acidi grassi
in essa contenuti vengono attaccati dall’ossigeno dell’aria e si irrancidiscono. Oggi si sa che l’olio essenziale presente nelle foglie di rosmarino contiene dei componenti dotati di potentissima attività antiossidante che non hanno nulla da invidiare ai moderni conservati chimici utilizzati per scopo alimentare (p.es.: il BHA e il BHT). Non solo, si è anche osservato che esso contiene componenti ad attività antibatterica ed antifungina, che contribuiscono anch’essi a mantenere freschi i cibi a cui il rosmarino viene aggiunto.

È probabilmente la sua capacità di preservare la carne dalla corruzione che indusse a pensare gli antichi che il rosmarino aiutasse rimanere giovani e anche a mentenere viva la memoria dei cari defunti. Ma queste presunte capacità di manterene memoria e giovinezza sono anche alla base di un’altra leggenda tessuta su questa nostra amica pianta. La regina Isabella d’Ungheria nel 1370 aveva già la venerabile età (per quei tempi) di 72 anni, sebbene fosse piena di acciacchi e malatissima di gotta sembra però che non avesse affatto perduto l’interesse per l’altro sesso. Infatti ad un eremita frate (e speziale) di passaggio alla sua corte confessò disperata tutti i suoi malanni e la nostalgia per la bellezza perduta. Il buon fraticello commosso trasse dalla borsa un preparato miracoloso che in pochi mesi fece ringiovanire la nostra regina. La fece ringiovanire a tal punto che, avendola usata per un anno intero, tornò ad essere così bella e avvenente che fu corteggiata e chiesta in sposa da vari pretendenti fra cui il re di Polonia.

La verità è che non è mai esistita una regina di Ungheria di nome Isabella. In quegli anni la regina si chiamava Elisabetta ed aveva sposato Carlo Roberto di Angiò, che era re di Ungheria appunto, e morì nel 1380 come sua fedelisima (e anziana) sposa senza aver mai conosciuto nessun eremita speziale nè tantomeno aver frequentato altro talamo al di fuori di quello del re di Ungheria, suo sposo.

Leggende dunque, o forse uno dei primi esempi di ‘pubblicità ingannevole’?
In effetti tutta questa storiella (frutto probabilmente delle capacità pubblicitarie di alcuni astuti speziali...) saltò fuori grosso modo intorno alla metà del ‘600, quando la miracolosa ‘Acqua della Regina’ venne lanciata sul mercato europeo come panacea per tutti i dolori, sopratutto quelli articolari, e come elixir d’eterna giovinezza, appunto. Il preparato ‘miracoloso’ altro non era che un distillato idroalcolico di foglie di rosmarino, che divenne subito noto in tutto il mondo di allora anche con il nome di ‘acqua della Regina d’Ungheria’.

alchimisticatalani400Ma tutte le leggende sono alimentate sempre da un fondo di verità. In realtà al principio del 1300 gli alchimisti catalani, sempre in frenetica ricerca dell’inafferrabile ‘elisir di lunga vita’, avevano messo a punto la tecnica per ottenere l’essenza distillata di rosmarino. Da allora i medici di tutti i tempi la hanno usata per molteplici indicazioni, dal mal di testa all’insonnia, dai dolori muscolari ai disturbi gastrointestinali e alle malattie respiratorie, ed era usato anche nel trattamento delle febbri malariche. I medici francesi del ‘600 usavano far appendere dei rami di rosmarino nelle stanze degli ammalati per purificare l’aria e far respirare meglio i pazienti, e in qualche caso i rametti si bruciavano come l’incenso allo scopo di ottenere una ‘purificazione’ più intensa. Non a caso i francesi, come i greci 2000 anni prima, a quei tempi il rosmarino lo chiamavano incensier. Nella medicina popolare veniva impiegato, oltre che per conservare la carne, per cicatrizzare le ulcere e contro gli eczemi. Si preparavano unguenti a base di rosmarino per curare l’artrite ed i reumatismi. Con l’olio di oliva in cui era stato a macerare il rosmarino usavano ungersi il corpo gli antichi atleti per riscaldare muscoli.   

Ancora oggi l’essenza di rosmarino è presente fra i preparati erboristici approvati dalla Farmacopea Ufficiale Italiana. E allora qualcosa di vero sulle sue proprietà curative ci deve essere. Vediamo allora di cosa è capace l’essenza di questo nobile arbusto amico dell’uomo da tanti secoli.

L’olio essenziale di rosmarino approvato per uso umano è oggi ottenuto per distillazione in corrente di vapore e deve contenere non meno del 10% e non più del 15% di borneolo, uno dei componenti organici volatili che gli conferiscono il tipico aroma. Altri componenti importanti presenti in quantità variabile sono il rosmanolo, il cineolo (o eucaliptolo), la canfora, il carnosolo, il pinene e il limonene. Da 100 grammi di foglie e cime fiorite si ottengono circa 1,5 grammi di olio essenziale.

Il rosmanolo ed il carnosolo
sono responsabili della attività antiossidante e conservante. La canfora, presente nell’olio essenziale, ha proprietà anestetiche locali e antimicrobiche. Gli altri componenti contribuiscono al particolare aroma tipico del rosmarino e parte di essi possiede attività antimicrobica e repellente degli insetti.

Gli impieghi moderni in fitoterapia del rosmarino prevedono l’uso dell’olio essenziale, come si è detto, e anche della droga vegetale costituita dalle foglie e dai fiori essiccati. Per macerazione idroalcolica della droga vegetale si preparano anche tinture ed estratti. Dalle gemme si ottiene un gemmoderivato.

molecolerosmarino450Uso esterno. Il rosmarino viene usato come cicatrizzante e disinfettante delle piccole ferite (come si è visto per la salvia), ed anche come revulsivo in olii balsamici e riscaldanti. Ha una discreta attività antireumatica ed analgesica locale.

Uso interno. Viene usato come spasmolitico nei disturbi gastrintestinali, e come digestivo e coleretico. Ha una blanda azione diuretica. A livello cardiovascolare il gemmoderivato sembra sia dotato di attività stimolante la circolazione. Sono riportate anche applicazioni in cure antidepressive e contro la cefalea. Sull’apparato respiratorio sono note le attività balsamiche e mucolitiche.

Dell’olio essenziale esistono sul mercato tre ‘chemiotipi’. Il primo, ricco in cineolo (che è un componente presente anche nell’olio essenziale di eucalipto), ha spiccate attività stimolanti l’apparato respiratorio e induce la secrezione biliare. Il secondo, più ricco in canfora, trova maggiormente applicazione in preparazioni per uso esterno. Il terzo, più ricco in borneolo, è indicato come spasmolitico.

Qualche nota di precauzione. Come sempre è sconsigliato il ‘fai-da-te’: consultare dunque sempre un medico fitoterapeuta prima di curarsi con il rosmarino. Il chemiotipo di olio essenziale ricco in canfora ha attività neurotossica è non può essere usato per via orale. Da segnalare anche anche la possibile interazione con altri preparati fitoterapici ricchi in chetoni neurotossici come il tujone (contenuto nella Salvia e nell’Assenzio) con possibile effetto additivo della loro tossicità. I fitoterapici a base di rosmarino, per la loro capacità di indurre talvolta contrazioni uterine, devono esseri evitate in gravidanza. Le dosi culinarie di rosmarino non presentano ovviamente rischi.

rosmarino-siepe400Per finire qualche curiosità presente nella tradizione popolare. Nel medioevo il rosmarino era associato al matrimonio ed era spesso incluso anche in pozioni magiche per suscitare l’amore nella persona desiderata. Sfiorando la persona amata con i fiori di rosmarino si suscitava in essa un amore sincero e duraturo. Un ramoscello di rosmarino si metteva poi sotto al cuscino per allontanare i brutti sogni.

Il rosmarino è un bellissimo arbusto perenne
che ravviva con la sua fragranza ed i suoi fiori delicati i giardini e gli orti in cui viene piantato; chi pianta però il rosmarino vicino alla porta di casa sappia almeno che questo in passato avrebbe trasmesso ai passanti un messaggio ben preciso: “in questa casa comandano le donne!”.
 
sienafreewhatsapp2

GUARDA ANCHE


SOCIAL e SERVIZI

Facebook_RoundWhatsapp_free_social_media_icon_roundInstagram_round_social_media_icon_freeTwitter_round
300x250_estra_19marzo2019

ESTRA NOTIZIE

fotostudiosiena

SEGUICI SU FACEBOOK

SEGUICI SU TWITTER