Martedì, 20 agosto 2019
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PROVINCIA - SAN GIMIGNANO

Coppia simula aggressioni con acido da parte dei genitori di lei: marito e moglie arrestati dai Carabinieri

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In un primo momento i genitori erano stati arrestati. Da successive indagini si è scoperto che la coppia aveva inventato tutto per incolparli
carabinieri-colonellodipace-presentazione1Il 19 dicembre scorso, militari della Stazione di San Gimignano e della Compagnia di Poggibonsi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino nei confronti dei coniugi Michael Cariglia, 49enne, e Azzurra Moreci, 21enne, ritenuti responsabili di “calunnia aggravata continuata”.

Il 29 aprile scorso, a seguito di denuncia presentata dalla stessa coppia, i militari della Compagnia di Poggibonsi avevano avviato un’indagine che aveva portato all’esecuzione di misura cautelare in carcere - emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze - nei confronti di Isabella Concialdi, 46enne, e Pierino Costantino Comodari, 53enne, pregiudicato, genitori della Moreci, risultati gli autori, unitamente ad altri complici non identificati, di atti di “lesione personale” - mediante acido corrosivo al volto - nei confronti del genero, commessi il 23 febbraio 2018 a San Gimignano e il 19 aprile 2018 a Torino. Il 10 giugno scorso, Michael Cariglia era rimasto oggetto di una analoga aggressione a San Gimignano.

L’attività d’indagine condotta nella circostanza aveva portato a evidenziare le responsabilità del Comodari e della Concialdi, attraverso l’esame dei tabulati telefonici delle presunte vittime, in cui si rilevavano numerosi sms minatori, da parte degli arrestati, che rivendicavano anche gli atti compiuti.

Ulteriori approfondimenti investigativi, avviati dagli stessi militari, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Torino, Lisa Bergamansco, hanno consentito di qualificare come “falsi” i messaggi minatori attribuiti agli arrestati e di evidenziare le responsabilità della Moreci e del Cariglia in ordine ad attività di “spoofing” condotta dalle stesse presunte vittime in danno degli arrestati e finalizzata ad accusare questi ultimi in ordine a reati mai commessi. Secondo prime ipotesi, il movente sarebbe verosimilmente riconducibile a una situazione di forte rancore della ragazza verso i genitori, asseritamente colpevoli di non essersi mai presi cura di lei.

I dettagli dell’operazione sono stati forniti nel corso della conferenza stampa che si è tenuta alle ore 12.00 di oggi, giovedì 20 dicembre, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Siena.
 
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