Mercoledì, 16 ottobre 2019
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PROVINCIA - SAN GIMIGNANO

San Gimignano, via al restauro degli affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Sant'Agostino

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Da lunedì 23 settembre i lavori per scongiurare la perdita dell’opera realizzata dal celebre pittore fiorentino. Dal Mibact 200mila euro per il primo intervento

affreschigozzoli3Un nuovo futuro all’orizzonte per una delle perle più preziose del tesoro artistico di San Gimignano. Da lunedì 23 settembre partono i lavori di restauro degli affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Sant’Agostino dopo un primo stanziamento ad hoc di 200mila euro da parte del Ministero dei beni culturali. Una notizia attesa da tempo nella città delle torri dopo l’allarme lanciato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo e dal Comune di San Gimignano di un pericolo imminente della perdita definitiva delle scene della vita di Sant’Agostino realizzate dal celebre pittore fiorentino tra il 1464 e il 1465.

La Soprintendenza da alcuni anni sta monitorando l’intero complesso architettonico della chiesa di Sant’Agostino e non soltanto gli affreschi di Benozzo Gozzoli il cui stato deriva non da una normale consunzione della pellicola pittorica quanto piuttosto da danni strutturali della chiesa sofferti per cause solo in parte chiarite, quali i movimenti tellurici degli anni passati e da i cedimenti delle sottofondazioni.

Per arginare e fronteggiare questa situazione di rischio per le pitture murali la Soprintendenza ha inserito in programmazione nei prossimi anni la proposta progettuale per un intervento che comprenda la messa in sicurezza, il consolidamento delle strutture murarie, il restauro degli affreschi e il miglioramento sismico della parte absidale. Ma prima degli interventi di restauro veri e propri occorre avviare una campagna di indagini geotecniche al fine di valutare il consolidamento dei fondali e delle sottofondazioni mediante l’inserimento di micropali. A questa prima fase potrà seguire il potenziamento e il miglioramento sismico delle strutture verticali, ed infine il restauro degli affreschi, per una spesa complessiva prevista di 510mila euro.

La prima fase dei lavori vede l’impegno di vari soggetti: la dottoressa Felicia Rotundo, direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento, per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, il geometra Mauro Marchetti e il funzionario diagnosta, Umberto Senserini. La messa in sicurezza degli affreschi sarà eseguita da Daniele Rossi.

«Questo è considerato uno dei cicli di affreschi più importanti di Benozzo Gozzoli – ha sottolineato Andrea Pessina, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo – e sappiamo bene il ruolo che questo autore ha avuto nella storia dell’arte del ‘400. E’ importante sottolineare come questo sia un recupero che si avvia grazie all’istanza presentata dalla comunità e dall’amministrazione comunale di San Gimignano alla quale il Mibact ha risposto con un primo stanziamento che permette un progetto speciale».

«Quello che inizia oggi è il risultato di un lavoro di squadra frutto dell’unione d’intenti tra Ministero, Soprintendenza, Comune ma anche con singoli cittadini, professionisti e associazioni che insieme a noi hanno lanciato il grido di allarme per questi affreschi – ha aggiunto il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci -. Ringrazio tutti i componenti e gli attori di questa squadra e colgo l’occasione per ribadire l’importanza della salvaguardia del tesoro artistico e storico di un patrimonio dell’umanità come San Gimignano, una salvaguardia che non può e non deve vivere delle sole risorse del Comune; il caso degli affreschi di Benozzo Gozzoli è l’esempio lampante di come si debba lavorare insieme».

affreschigozzoli1«Fermeremo le lesioni che gli affreschi presentano in modo da mettere in sicurezza la pittura e per far successivamente proseguire i lavori strutturali e di studio – ha spiegato il restauratore Daniele Rossi -. Sutureremo le ferite degli affreschi tramite iniezioni localizzate; contiamo di smontare il cantiere per le festività natalizie».

Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso anche Felicia Rotundo e Donatella Grifo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, e il vicario generale dell’Ordine di Sant’Agostino Joseph Farrell.

Il restauro Dopo il montaggio dei ponteggi mobili per verificare i dissesti, verrà eseguita una campagna fotografica mediante luci radenti ed una mappatura preliminare per ottenere una restituzione grafica dei problemi conservativi suddivisi per zone. Verrà utilizzata carta giapponese a grammatura idonea per tamponare con acqua deionizzata la superficie ed asportare le polveri incoerenti. Successivamente verrà utilizzato un collante a base di resina acrilica in bassa concentrazione tramite il filtro della carta giapponese per fissare il colore pericolante o parzialmente decoeso, mentre per bloccare i distacchi degli strati preparatori si effettueranno iniezioni di malte idrauliche nella craquelure, limitando i fori sull’intonaco originale e sfruttando le crepe già esistenti. Infine sarà effettuato il fissaggio delle stuccature pericolanti (o rimozione delle medesime, da valutare in loco) sulle scene staccate e trasportate su pannelli in vetroresina. Tutte le fasi del restauro saranno documentate con foto ad alta risoluzione e piccoli filmati oltre che restituite graficamente.
 
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