Mercoledì, 13 novembre 2019
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PROVINCIA - SAN GIMIGNANO

Aggressioni ad agenti nel Carcere di San Gimignano, intervento della Lega

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Intervento della senatrice Tiziana Nisini e dei parlamentari toscani della Lega

tiziananisini-senato"Solo pochi giorni fa eravamo con il segretario Matteo Salvini a San Gimignano per esprimere vicinanza e solidarietà alla polizia giudiziaria infangata da un'inchiesta che, per il momento, non ha sortito nessun effetto se non quello di creare una forte tensione tra agenti e detenuti. Ed ecco che proprio ieri un detenuto di origine tunisina ha aggredito alcuni poliziotti per futili motivi". Così, in una nota, la senatrice Tiziana Nisini, commissario provinciale Lega Siena.

"Il recluso martedì pomeriggio nella sezione media sicurezza - prosegue Nisini - ha lanciato dall'interno della sua cella un fornellino del gas colpendo a un orecchio un Ispettore della sorveglianza generale che ha riportato una ferita all'orecchio con diversi punti di sutura. Vorrei che quegli esponenti di sinistra, gli stessi che ci hanno accusato di fare passerelle politiche nelle scorse, spiegassero oggi al poliziotto ferito e aggredito, che per loro conta di più il garante dei detenuti e i detenuti stessi, rispetto a chi lavora in carcere tutti i giorni rischiando ogni tipo di aggressione e violenza! Noi chiediamo da tempo l'istituzione di un garante di Polizia Penitenziaria, diritto che sembra essere riservato solo a chi commette reati, come ci dimostrano i fatti del carcere di Ranza, ulteriore dimostrazione del grave contesto in cui quotidianamente operano queste donne e questi uomini tutori della legge. Cosa ancor più grave è che sono giorni che sui nostri territori assistiamo ad inaccettabili e gravissimi episodi ai danni di tutte le forze di polizia, senza che alcun membro dell'attuale Governo abbia assunto ferme e decise posizioni sull'accaduto.

Infine - conclude la senatrice della Lega - sono seriamente preoccupata per questo cambio di linea politica del governo Conte-bis che non vede priorità nella tutela di chi sta dalla parte della giustizia. Questa mattina i miei colleghi parlamentari hanno già richiesto al Ministro della Giustizia un immediato ed urgente intervento presso la competente commissione parlamentare al fine di riferire sui fatti di San Gimignano e la situazione delle carceri italiane, ma il nostro lavoro non si fermerà qui e partirà da una presenza assidua sui territori a fianco della polizia penitenziaria e di tutti corpi dello Stato."

"Ecco come vengono ridotti i "torturatori" della Polizia Penitenziaria di Ranza. Una cosa vergognosa! Dove sono le dichiarazioni del Garante dei Detenuti, quelle dell'onorevole Susanna Cenni, quelle del sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci, quelle del segretario PD Kuzmanovic e di tutti gli altri buonisti sempre pronti a difendere i detenuti? Noi staremo sempre dalla parte delle forze dell'ordine e di chi tutela la sicurezza dei cittadini!", dichiara Riccardo Galligani, segretario Lega della sezione Valdelsa.

"A distanza di poche ore dal gravissimo fatto dell'aggressione di un Ispettore da parte di un detenuto presso il Carcere di San Gimignano, é giunta la nuova notizia di un fatto violento nella stessa struttura". Così intervengono successivamente con un'altra nota i parlamentari toscani della Lega.

"Ben tre agenti sarebbero stati costretti a ricorrere alle cure mediche ospedaliere. Siamo attoniti di fronte a questo successivo accadimento. La Lega chiede ora che le autorità competenti, giudiziaria e penitenziaria, valutino immediatamente l'applicazione del regime di sorveglianza particolare per tutti i detenuti ritenuti pericolosi reclusi nel carcere di San Gimignano, istituto previsto e disciplinato dall'art. 14 della L.354/1975 ed a cui si ricorre proprio nel caso di comportamenti di violenza da parte di detenuti. Dopo questo ulteriore episodio, attendiamo ansiosamente di conoscere lo stato di salute degli agenti feriti a cui va sin d'ora il nostro pensiero. Come parlamentari toscani della Lega interverremo senza esitazione per garantire il diritto dello Stato ad esercitare le funzioni detentive sui condannati, senza piu' alcun rischio per gli agenti di Polizia penitenziaria."
 
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