Venerdì, 22 novembre 2019
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PROVINCIA - SAN GIMIGNANO

Susanna Cenni (Pd): ''Su Ranza, cara Lega uscite dal 'format'. Agenti e struttura hanno bisogno di serietà''

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La deputata dem torna sulle questioni legate alla struttura circondariale di San Gimignano

susannacenni2018_2“Fa piacere che la Lega locale faccia, quasi ogni giorno, dichiarazioni pubbliche sul carcere di Ranza. Fa piacere perché se la volontà di tutte le forze politiche si concentrerà, finalmente, sugli enormi limiti della struttura carceraria di San Gimignano, forse sarà più facile raggiungere un risultato definitivo. Mentre ciò che fa davvero impressione, anche se non stupisce, purtroppo, è che si scopra dell’esistenza del carcere solo adesso, solo ora che i riflettori dei media si sono concentrati sulla casa circondariale senese per i gravi fatti più recenti con il solito “format”, presenza del leader e tanta propaganda. Mi preme informare la senatrice sangimignanese Tiziana Nisini e la Lega locale che l’istituto carcerario è lì dal 1991 e che le criticità ci sono purtroppo da molto tempo, indipendentemente dai Governi che si sono succeduti, compresi quelli con la Lega dentro. I problemi di organico, le difficoltà rispetto alle condizioni di lavoro della polizia penitenziaria sono evidenziate da anni, così come la mancanza di una direzione stabile”. Così Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, interviene sul carcere di Ranza.

"Da anni ci sono problemi strutturali e di sovraffollamento – spiega ancora Cenni – Anche in passato dopo le più che legittime proteste degli agenti e delle istituzioni sono arrivate nuove e parziali dotazioni di personale che, purtroppo dopo qualche tempo, tornavano a ridursi per trasferimenti volontari ad altri istituti. A Ranza serve personale, serve affrontare il sovraffollamento e serve una direzione stabile in grado di organizzare il lavoro in modo da ridare serenità e condizioni di lavoro dignitose agli agenti che consentano loro di restare a lavorare lì. Non serve, invece, a niente, se non ad accrescere inutili tensioni, giocare in modo incomprensibile a chi sta con gli agenti e chi con i detenuti. Non ha senso innescare una guerra di posizioni, né inasprire i toni per creare dannose contrapposizioni all’interno del carcere. Se vogliamo impegnarci tutti insieme e se vogliamo lavorare, ognuno nelle sue funzioni, affinché le cose cambino, noi ci siamo. Se invece il terreno della lega è solo quello della propaganda politica dico già che non ci interessa riempire ogni giorno la cronaca locale.

In questi anni ho più volte fatto visita al carcere, da sola e con altri colleghi, incontrato i rappresentanti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nelle sedi di Roma e Firenze chiedendo interventi in termini di personale e risorse – conclude Cenni - Non so se la Lega ha fatto altrettanto, ma se oggi comincia ne siamo contenti. Anzi invito Nisini ad uscire dal “format” e magari andarci insieme, invece di usare situazioni tese, difficili e drammatiche a soli fini propagandistici”.
 
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