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PROVINCIA - SAN GIMIGNANO
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Il recupero dell'ex carcere di San Domenico esempio di federalismo demaniale

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Mercoledì 30 maggio il sindaco Giacomo Bassi interverrà a Roma per illustrare il progetto in un convegno sul tema organizzato dall’Anci Nazionale
Casus studi di applicazione della normativa che ha permesso il passaggio di proprietà dal Demanio ad un Pool di enti pubblici: Comune di San Gimignano, Provincia di Siena e Regione Toscana


excarceresandomenico-visita450Il progetto di recupero dell’ex carcere ed ex convento di San Domenico come progetto pilota in Italia per l’applicazione del Federalismo Demaniale. Mercoledì 30 maggio il sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi è stato chiamato ad intervenire a Roma all’incontro organizzato dall’Anci Nazionale in collaborazione con l’Agenzia del Demanio e l’Associazione Mecenate 90 dal titolo “Trasferimento beni culturali: stato di attuazione dopo due anni dal decreto 85”.

Al centro del dibattito la testimonianza del sindaco di San Gimignano e il progetto di recupero dell’ex carcere di San Domenico, prima applicazione concreta in Italia di federalismo demaniale, e che ha permesso il passaggio di proprietà dell’area dal Demanio ad un pool di enti pubblici formato, oltre che dal Comune di San Gimignano, anche da Provincia di Siena e Regione Toscana. «E’ con onore ed estrema soddisfazione – ha sottolineato il sindaco Bassi – che porterò la testimonianza sangimignanese ad un convegno di caratura nazionale. La richiesta di una mia relazione in un consesso così importante è la dimostrazione, ancora una volta, che il lavoro avviato molti anni fa per il recupero e l’acquisizione di un’area fondamentale per la nostra città, ma anche per l’intera provincia e per tutta la Toscana, sta proseguendo nella giusta direzione ed è inoltre la testimonianza di quanto sia proficua la collaborazione di enti pubblici che, come in questo caso, perseguono un obiettivo in grado di dare nuova linfa e sviluppo economico, sociale e culturale a tutto il territorio»

Il progetto di recupero
Un ex convento del tredicesimo secolo diventato poi carcere nel 1800 ed oggi in completo stato di abbandono sarà il nuovo fulcro culturale e turistico di un Patrimonio dell’Umanità Unesco. In un’area di quasi 20mila metri quadri (circa l’8% del centro storico) è previsto uno spazio esterno per spettacoli, cioè un Teatro all’aperto con una capienza da 1700 posti, in quella zona che rappresentò l’ora d’aria per i detenuti, uno spazio museale interno, una zona dedicata a botteghe e attività artigianali là dove un tempo c’erano le celle, un nucleo interno dove sorgerà l’ufficio di informazione e promozione turistica, una sala conferenze, un’intera area con esercizi per la ristorazione e la promozione dei prodotti tipici del territorio e, infine, uno spazio dedicato interamente all’attività delle associazioni locali. Il costo del progetto di recupero dell’intero complesso è stimato intorno ai 18 milioni di euro per una durata dei lavori prevista di 11 anni.
 
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