Mercoledì, 27 marzo 2019
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LeU Siena sulla nuova giunta comunale: ''Prima Siena o prima i diktat dei partiti?''

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“Perplessità e preoccupazione su molte scelte e sul tradimento del metodo promesso”

liberieuguali300"È sempre doveroso dare qualche mese di tempo per capire cosa saprà mettere in campo in termini progettuali e concreti una nuova amministrazione. Ma non possiamo non rilevare fin da subito diverse note stonate che, del resto, hanno già provocato forti mal di pancia anche nel campo dell’attuale maggioranza e dei suoi sostenitori". Così un intervento di Liberi e Uguali.

"Doveva essere una giunta a fortissima impronta civica, che premiasse l’altissimo livello delle competenze, che mettesse in primo piano alcune deleghe pesanti per il futuro di Siena (cultura in primis) e che, soprattutto, cominciasse subito nel segno dello slogan “Prima Siena”.

Senza voler formulare giudizi definitivi, che dovranno essere ponderati alla luce del lavoro che i nuovi amministratori produrranno, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per alcune delle scelte effettuate e non ultimo per il metodo, che tradisce le affermazioni pubbliche del sindaco che le hanno precedute. “Ascolterò i cittadini e poi nominerò la giunta di conseguenza”, aveva detto più o meno De Mossi: un metodo partecipativo, pareva.

Già pareva: perché poi, alla prova dei fatti, ci troviamo con una giunta i cui 4/9 non hanno alcun legame anzi rapporto, se non flebile assai, con Siena. Prima Siena? Forse meglio dire “Prima Firenze-Lucca-Siena” viste alcune nomine che segnano l’accoglimento dei diktat dei partiti nazionali, Lega e centrodestra. E su taluni profili, più che le competenze maturate, appare addirittura arduo reperire anche soltanto un curriculum.

Anche alcuni scivoloni su talune deleghe (ambiente, protezione civile e sito Unesco per esempio) prima non assegnate e poi comparse in un secondo momento, il segnale non è certo positivo. Così come suscita molta perplessità - per usare un eufemismo - l’attribuzione della delega alla giustizia paliesca ad un assessore, fiorentino, mancante di qualunque legame con la nostra città. Stupisce moltissimo, ancora, la mancata nomina di un assessore alla cultura che, in una città come Siena, per la sua storia ma soprattutto per le sue prospettive in termini economici e di attrattività, dovrebbe essere la più forte, la più qualificante dell’amministrazione.


Ci consoliamo, dopo quasi cinque anni di sberleffi e denigrazioni, con la vittoria di una battaglia culturale tutta nostra: l’assegnazione della delega alle politiche di “Smart city” da parte del neo sindaco dimostra - e non poteva essere diversamente - che avevamo ragione. Innovazione e sostenibilità sono una delle chiavi del futuro della nostra città e del territorio. Noi lo abbiamo declinato con azioni concrete: mobilità sostenibile, beni comuni, vivibilità urbana, orti sociali, open data, tracciabilità online delle pratiche commerciali e urbanistiche, cardioprotezione diffusa, Wi-Fi pubblico gratuito, nuova illuminazione, video sorveglianza, protocollo di collaborazione tra enti del territorio per i bandi e finanziamenti europei, incentivi fiscali per le nuove attività di qualità del centro storico e tanto altro. Insomma, tutto quello che, in prospettiva, assieme alla qualità dei saperi, al welfare e alla cultura, può fare di Siena quella città dell’eccellenza - di cui pure parla l’attuale maggioranza - nella quale si sceglie di venire a vivere, a studiare e ad avere un’esperienza turistica di qualità.

Insomma, buon lavoro alla nuova giunta ma il buongiorno non è dei migliori".
 
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