Domenica, 20 ottobre 2019
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SIENA

Si costituisce l'ultimo truffatore sfuggito a Napoli all'operazione ''Vulturius'' dei Carabinieri di Siena

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carabinieri-sienaALE2Si è costituito direttamente nel carcere di Napoli l'unico dei telefonisti della banda di truffatori che era riuscito a sfuggire il 24 giugno scorso alla retata effettuata nella città partenopea dei Carabinieri di Siena, fra quartieri spagnoli e Secondigliano. Nei suoi confronti il Tribunale di Siena aveva condiviso le conclusioni degli investigatori dell’Arma e del Pm Siro De Flammineis, che lo avevano ritenuto fra i promotori dell’associazione per delinquere smantellata nell’operazione “Vulturius” (vai all'articolo).

La banda di truffatori napoletani aveva imperversato per lungo tempo nel centro nord Italia, con Siena che era stata bersagliata più volte, prendendosela con anziani soli, ingannandoli e derubandoli dei loro averi.

Un nucleo di “telefonisti”, che si occupava di ingannare le vittime, era a capo un più ampio gruppo di corrieri o “trasfertisti”, che andavano a prelevare denaro e gioielli nelle città scelte per le incursioni predatorie. Scelta la città da colpire i trasfertisti partivano con il treno dalla stazione centrale di Napoli potendo contare sul biglietto ferroviario e sul rimborso di un taxi che li avrebbe condotti poi nel quartiere residenziale dove avrebbero operato.

Erano loro a scegliere la vittima sul posto, comunicando un indirizzo ai telefonisti, che sulle pagine bianche rinvenivano il numero di telefono fisso dell'anziano, a cui propinavano la solita efficacissima storia dell’incidente stradale colposo occorso ad un figlio o a una figlia. Tale circostanza, era la tesi sostenuta dai truffatori, prevedeva un risarcimento immediato, prima che le cose si complicassero in maniera esponenziale.

Un’alta percentuale delle persone individuate cadeva nel tranello, complice anche la particolare abilità dei telefonisti sempre molto convincenti. La banda, fra Napoli, Milano e Lago di Garda, disponeva anche di una efficace rete di ricettatori dell’oro rubato e si occupava anche di truffe ai compro oro.

Il neo costituito promotore e organizzatore del sodalizio criminale era sfuggito alla cattura, perché all’atto del blitz notturno si trovava in Germania, dove aveva intrapreso il reinvestimento del "proprio" denaro nel commercio di abbigliamento.

Prevedendo però, ed a ragione, di poter essere raggiunto da un mandato di arresto europeo ha, alla fine, affrontato la realtà di un processo che per lui non si presenterà per niente semplice, vista l’enorme mole di elementi raccolti nei suoi confronti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Siena.
 
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