Domenica, 17 novembre 2019
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SIENA

I Carabinieri di Siena sgominano banda di spacciatori di cocaina operante tra Arezzo e Siena - VIDEO

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carabinieri-abitazione650_4Nella giornata di ieri, lunedì 5 novembre, nelle province di Siena e Arezzo, i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Siena, supportati dai Comandi territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di quattro misure cautelari personali (due custodie cautelari in carcere e due obblighi di dimora) emessa dal gip di Siena, Alessandro Buccino Grimaldi, nei confronti di tre cittadini albanesi e un italiano della Calabria che avevano costituito una rete considerevole di spaccio di cocaina nell’area della Valdichiana senese e aretina, nonché nel territorio delle Crete senesi.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Siena Nicola Marini, ha costituito uno sviluppo degli elimenti acquisiti nel corso dell’attività tecnica di investigazione condotta a seguito dell’omicidio di Andrea N’Doja, 21enne albanese, ucciso il 9 maggio 2018 da Giulio Sale, pastore di origine sarda condannato a 16 anni di reclusione con rito abbreviato.

In particolare, dagli accertamenti, era emersa l’esistenza di un gruppo di spacciatori, vicini alla vittima, e le conseguenti indagini hanno consentito di definire gli ambiti di attività del sodalizio criminale, evidenziando le responsabilità dei singoli nel periodo tra settembre 2018 e marzo 2019.

Il principale canale di approvvigionamento della droga è stato individuato nella città di Perugia, mentre un altro, utilizzato meno di frequente, in Alto Adige.

I militari dell'Arma hanno accertato che la cocaina veniva nascosta in barattoli sotterrati in aree boschive. In una circostanza, dalle intercettazioni era emersco come uno degli spacciatori si era lamentato per un presunto danno subito di circa 20.000 euro, riconducibile a un cinghiale che, arando col muso il terreno dove era stato sotterrato un barattolo, contenente notevole quantitativo di cocaina, aveva danneggiato irreparabilmente il contenitore e lo stesso contenuto.

Gli arrestati gestivano la fornitura mediante telefonate, ma anche tramite messaggi whatsapp, messenger e canali telematici alternativi smerciando mensilmente circa 2 kg di cocaina pura all’80/85%, facendola pagare mediamente 80-100 euro al grammo ed avevano fra i "clienti" soggetti dal più vario stato economico: da chi poteva permettersi acquisti regolari per 800/1000 euro al mese senza difficoltà, a chi doveva attendere l’accredito dello stipendio per poter pagare, a chi doveva a sua volta spacciare per potersi finanziare.

Nel corso dell’operazione, sono state anche eseguite cinque perquisizioni nei confronti dei soggetti destinatari delle misure cautelari e all’interno di un night club in provincia di Arezzo di proprietà di uno degli arrestati.

I Carabinieri hanno eseguito diversi recuperi di cocaina spacciata precedentemente e rinvenuta in possesso degli acquirenti a conferma delle attività di contrattazione monitorate nel corso delle indagini.

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