Sabato, 24 ottobre 2020
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SIENA

Marina Gennari (Sinistra Civica Ecologista): ''Cura, cultura e comunità come basi del nostro impegno civico''

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MarinaGennari"Il recente appello voto della lista civica Per Siena, che manifesta il suo appoggio a quei candidati dello schieramento progressista che abbiano dimostrato o dimostrino particolare attenzione ai valori del civismo, e che siano interpreti di quelli della solidarietà, sviluppo sostenibile, cultura e ambientalismo, mi spinge, come candidata nel collegio di Siena per Sinistra Civica Ecologista, ad intervenire per esprimere apprezzamento per l'approccio mostrato e per chiarire il senso del nostro e, più in particolare, del mio impegno in questa campagna elettorale e del significato che la parola civica assume per la nostra lista". Così interviene la candidata al Consiglio regionale di Sinistra Civica Ecologista, Marina Gennari.

"Non si tratta di una banale aggiunta ad effetto, non prendiamo parte a nessuna "corsa del civismo", ma si tratta di una componente sostanziale del nostro programma e della nostra visione per la politica regionale e dei nostri territori del prossimo quinquennio. Una visione che pone al centro territori e comunità e che ritiene fondamentale ripensare il nostro modo di vivere in una dimensione collettiva.

La crisi in corso ci costringe a tornare ad un approccio più concreto, che si confronta con l'esistente per progettare un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Questa parola ormai ricorre nei programmi di tutti gli schieramenti e sta assumendo un senso di pura estetica o di marketing politico, per mascherare anche quelle proposte che vanno nella direzione opposta.

La sostenibilità richiede conoscenza e profonda comprensione di ciò che ci sta intorno (luoghi, persone, istituzioni, associazioni) e delle azioni che possiamo mettere in campo in quella direzione.

Come italiani e come toscani abbiamo avuto in dote moltissimo. E questo vale a maggior ragione come cittadini di Siena e della sua provincia. A parole ne siamo tutti consapevoli. Pensiamo soltanto al nostro Patrimonio culturale: l'idea che esso sia solamente una merce, una risorsa da sfruttare e che tale sfruttamento debba attuarsi prevalentemente attraverso logiche di mercato ha già mostrato tutti i suoi limiti.

Occorre tornare a considerare il Patrimonio culturale come eredità di cui prendersi cura, come substrato vivificante della produzione culturale contemporanea, come tessuto connettivo e identitario della società e come mezzo per la creazione di una cittadinanza consapevole. Perché tutto questo sia possibile, occorre che le istituzioni pubbliche dispongano dei mezzi e delle risorse necessarie per far fronte a questa sfida coinvolgendo altri attori sociali, e soprattutto l'intera comunità. Il concetto di cura assume nel contesto del civismo un'importanza straordinaria.

Cura delle persone, e quindi salute, famiglia, educazione, ricerca, formazione, benessere, e cura delle cose, e quindi ambiente, come spazio di vita (urbano, territoriale e paesaggio), sia esso costruito dall'uomo che naturale, riassumendo con un'altra espressione abusata, i nostri beni comuni.

Le vie di azione da percorrere sono molteplici, così come molteplici sono i temi da affrontare nei prossimi anni. Per esempio le quattro aree su cui occorrerebbe concentrare gli investimenti delle risorse destinate al nostro Paese dal Recovery and Resilience Facility, strumento principale del programma Next Generation Eu, e mai nome è stato più appropriato di questo, dato che stiamo ipotecando oggi il futuro dei nostri figli, sono istruzione, lavoro, demografia, decarbonizzazione.

Si tratta di una vera sfida, lo si può leggere dovunque. Così come è reale il rischio di sprecare l'occasione offertaci da questa pandemia seguendo progetti di corto respiro che garantiscano immediati consensi.

Per la nostra città e il suo territorio questa sfida costituisce l'ultima chance per riportare il modello senese di qualità di vita nel rispetto di cultura, tradizione e ambiente - così ricercato e apprezzato in tutto il mondo da turisti, personalità che lo scelgono come luogo di riposo, e buono ormai soprattutto come scenario di spot pubblicitari - ad essere modello di sviluppo e di attratività demografica.

Perché questo sia possibile occorrerà puntare sulla partecipazione, sul dialogo e sull'interrelazione di tutte le forze presenti per creare una rinnovata comunità, che sappia agire per valorizzare le sue ricchezze, soprattutto per i suoi abitanti.

Come singola candidata, mi limito ad indicare alcune priorità, a me più consone per formazione ed esperienza professionale, che ritengo siano particolarmente attuali e urgenti in questo momento storico, nella nostra città.

Una riguarda la pianificazione urbana e territoriale che dovrà seguire gli obiettivi strategici della rigenerazione urbana secondo il modello delle green cities, dove assume un ruolo fondamentale, pensando a Siena, l'azzeramento del consumo di suolo, il cui altro lato della medaglia è l'importanza di puntare sul patrimonio costruito abbandonato o sottoutilizzato per valorizzarlo e riqualificarlo anche ai fini di un'edilizia pubblica sovvenzionata da attuare insieme a una riqualificazione degli spazi pubblici nell'ottica di innalzare la qualità di vita e il benessere diffuso. Il tutto unito ad una politica di mobilità realmente sostenibile che punti sul potenziamento della rete ferroviaria connettendola ai diversi mezzi di trasporto e a un sistema diffuso di piste ciclabili e infrastrutture verdi. E all'importanza di continuare la sperimentazione avviata dalla Regione Toscana nelle nuove modalità di edilizia sociale (il cohousing) che crea un circolo virtuoso e che spinge nella direzione di una reale economia circolare e nelle nuove modalità di sviluppo nei territori e nei piccoli centri, penso soprattutto alle esperienze di officine municipali e cooperative di comunità.

E infine, un argomento che ci tocca da vicino proprio in questi giorni, vale a dire un nuovo modello di scuola che, dopo aver affrontato seriamente la problematica legata alla carenza di spazi, segua due direzioni: l'apertura degli spazi delle pertinenze scolastiche a tutta la cittadinanza considerandoli parte del patrimonio di playground e spazi pubblici urbani, e la possibilità di "fare rete" tra soggetti, istituzioni scolastiche e comunità educanti attive a diversi gradi di intensità sul territorio e nelle scuole per costruire progetti formativi multidisciplinari (sportivi, musicali, culturali, sociali, occupazionali).

Come candidata di Sinistra Civica Ecologista, dunque, esprimo l'auspicio che, con “Per Siena” e con altre forze e movimenti civici, che si rispecchiano nei valori espressi in questa lettera, si possano trovare presto momenti di confronto per contribuire tutti alla costruzione di una visione e di un progetto condiviso per la nostra città e per tutte le terre di Siena."
 
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