“Le Consulte territoriali dei cittadini erediteranno il ruolo svolto dalla Circoscrizioni.
Ora lavoreremo per giungere quanto prima al voto, primo banco di prova di questi strumenti di partecipazione al quale seguirà quello della verifica del loro funzionamento”. Questo il commento di Franco Ceccuzzi, sindaco di Siena, sul regolamento delle Consulte territoriali dei cittadini, approvato oggi, martedì 21 febbraio, dal Consiglio comunale. “Vorrei ringraziare – ha detto Ceccuzzi - il Presidente della Commissione Statuto e Regolamenti, Stefano Marzocchi, il Presidente della Commissione decentramento politico amministrativo, Giovanni Bazzini, la dottoressa Rosa Palmas e tutti i Consiglieri comunali che hanno lavorato con grande impegno alla stesura del regolamento. Non essere arrivati ad una condivisione unitaria non dipende dal metodo, quanto da un dissenso, nella sostanza, che non poteva essere recuperato, neanche attraverso un percorso ineccepibile e scrupoloso, finalizzato a coinvolgere tutti, come quello che abbiamo seguito. Abbiamo trovato una sintesi equilibrata, che però non ci esime dal considerare il regolamento come sperimentale. Siena è se non il primo Comune, tra i primi ad ‘avventurarsi’ in questi nuovi strumenti di partecipazione, senza una normativa generale e di riferimento”.
“Credo – ha aggiunto Ceccuzzi - che tutti riconoscano il valore che le Circoscrizioni hanno avuto come ‘palestra formativa’ per i futuri Consiglieri comunali, come coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni e come soggetti ‘intermediari’, anche delle necessità più minute che si avvertono nel territorio e che vengono rappresentate al Comune. In questi primi mesi di governo della città l’assenza delle Circoscrizioni si è sentita, complicando le segnalazioni dei cittadini e le risposte dell’amministrazione. Le Circoscrizioni hanno dato delle risposte importanti ai quartieri, accrescendone la dimensione collettiva, dando loro un’identità, sviluppando maggiore solidarietà tra le associazioni e aumentando il tasso di partecipazione e di civismo, già molto alto a Siena. Le Consulte dovranno raccogliere questa eredità. Per questo dovremo cercare di giungere quanto prima al voto, magari approfittando, di momenti in cui i cittadini siano più interessati, anche dalla comunicazione nazionale. L’impegno delle Consulte era contenuto nel programma, attraverso il codice della ‘buona politica e della partecipazione’, in cui noi crediamo molto. Se la Regione Toscana arriverà a legiferare in materia, potranno esserci degli sviluppi rispetto a questi temi. Se ci saranno tali evoluzioni, noi saremo già in movimento sul fronte della partecipazione e del coinvolgimento, anche grazie a strumenti come quelli delle Consulte”.





