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Siena, Bazzini (Pd): ''Ora Ceccuzzi spieghi sua corsa a commissariamento''

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"Ha cercato di cambiare la maggioranza e non ce l'ha fatta"

giovannibazzini450v“Ora che il prefetto Laudanna si è insediato, Franco Ceccuzzi può spiegare alla città per quale motivo ha fatto di tutto, con una corsa senza precedenti, per arrivare al commissariamento di Siena”. E’ quanto dichiara il consigliere comunale uscente di Siena del Pd, Giovanni Bazzini.

“Per l’approvazione del bilancio consuntivo – spiega il consigliere ‘dissidente’ – c’era tutto il tempo fino al 30 giugno. L’ex sindaco, invece, dopo la prima votazione del 27 aprile bocciata dal consiglio comunale, ha riproposto lo stesso testo il 21 maggio, senza modificare le poste che erano palesemente irregolari. Anche quella votazione, però, avrebbe potuto essere seguita da nuove votazioni in grado di approvare il bilancio, modificato, e mantenere alla città un’amministrazione eletta. Invece il 20 maggio, nottetempo, Ceccuzzi ha optato per il colpo di teatro: le dimissioni. Queste sì, se non ritirate, avrebbero portato entro venti giorni al commissariamento. Cosa che è puntualmente accaduta. Perché quella mossa così avventata? Ad oggi non esiste alcuna spiegazione plausibile. La fantomatica mozione di sfiducia non è mai uscita, nessun documento la prova, nessuno l’ha mai presentata”.

“L’unica motivazione che appare dalle mosse dell’ex sindaco
– aggiunge Bazzini – è stato l’evidente tentativo di cambiare la maggioranza che si era presentata davanti agli elettori. Ceccuzzi ha cercato di fare a meno di metà del Partito Democratico, sostituendolo con l’Udc e Corradi, candidato sindaco di riferimento delle Liste Civiche. L’Udc, infatti, è entrato in maggioranza senza che ci sia stato alcun passaggio politico. Le Liste Civiche, le più dure contro Ceccuzzi in campagna elettorale, hanno tentato una marcia di avvicinamento culminata nell’astensione al voto sulla variazione al bilancio preventivo del 5 giugno. Una corrida spregiudicata, quella di Ceccuzzi, accelerata negli ultimi due mesi, che ha privato Siena della maggioranza eletta. Tutto questo è accaduto mentre la mancanza di numeri certi per il bilancio consuntivo era stata palesata con la lettera della Fondazione Mps già a dicembre 2011. Una lettera rimasta segreta, inspiegabilmente tirata fuori solo all’ultimo momento”.

“Purtroppo, nel momento di massima crisi economica
per il nostro Paese e per il nostro territorio – conclude il consigliere Pd – dal sindaco che avevamo sostenuto alle elezioni ci saremmo attesi maggiore responsabilità e un vero senso delle istituzioni. Non è stato così, a farne le spese saranno i senesi”.
 
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