Lunedì, 22 luglio 2019
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SIENA

Comune di Siena, Corte dei Conti: 60 giorni per evitare il dissesto

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palazzopubblico-comunedisiena_450La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Toscana, con delibera numero 22 del 26 marzo 2013, censura il bilancio consuntivo 2011 del Comune di Siena. Lo spiega una nota Asca precisando che su questo, nella primavera del 2012, cadde la giunta guidata dal sindaco Franco Ceccuzzi e il Comune venne commissariato.

Il Commissario Enrico Laudanna - prosegue la nota Asca - ha ereditato una situazione critica e una montagna di debiti, quelli consolidati sono intorno a 300 milioni. Difficoltà anche a pagare le passività correnti tanto che si è ripiegato sulla moratoria per le rate in scadenza dei Boc, emessi del Comune, e sottoscritti dal Monte dei Paschi. Uno sbocco scontato dopo che la Fondazione Mps, a causa dell'esaurimento del flusso dei dividendi dal Monte, non può concedere le erogazioni (circa 230 milioni, nel periodo 2001-2011) con cui il Comune pagava le rate dei Boc ed anche la spesa corrente. Pratica quest'ultima censurata più volte dalla Corte, poichè l'uso di fondi vincolati a copertura della spesa corrente produce avanzi fittizi ma disavanzi ''di fatto''.

La Corte invita Palazzo Pubblico, entro 60 giorni, all'adozione ''di provvedimenti idonei a sanare il bilancio dell'Ente ed ad indirizzare lo stesso ad una corretta gestione finanziaria, evitando il ripetersi delle gravi irregolarità riscontrate''. Nel caso l'Ente non abbia adottato entro il termine assegnato dalla Corte le necessarie misure correttive, ''la legge prevede che la ''Sezione avvii una procedura che coinvolge il Prefetto finalizzata alla dichiarazione di dissesto dell'Ente locale.

Sul bilancio del 2011 - si legge sempre nella nota Asca - per la Corte sussiste di fatto ''un disavanzo di amministrazione, pari a Euro. 6.470.706,82''. ''Dalla relazione dell'organo di revisione sul rendiconto 2011 e dall'esame dei prospetti ad essa allegati emergono criticità e/o irregolarità gravi nei profili di seguito riportati, che scaturiscono nelle seguenti ''specifiche pronunce di accertamento'' da segnalare all'organo elettivo in quanto ineriscono comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e/o violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e/o irregolarità contabili e/o squilibri strutturali del bilancio dell'Ente locale'', proseguono i magistrati contabili.

Viene poi sottolineano come una situazione ''di sostanziale disavanzo era giò emersa in occasione del controllo monitoraggio sul rendiconto della gestione 2009'' e che le misure adottate ''non hanno però consentito di superare la grave irregolarità riscontrata nell'esercizio 2009, in quanto nel successivo rendiconto 2010, veniva nuovamente riscontrata tale grave irregolarità. Inoltre, anche dal controllo sul bilancio preventivo 2011 (deliberazione 487/2011/PRSP), la Sezione già riscontrava la mancata copertura del disavanzo sostanziale 2010''.

Non vanno meglio le cose dal lato dell'indebitamento dove le rate dei prestiti da rimborsare annualmente pesano il 22,42% sulle entrate correnti, ''tale percentuale, denota una forte rigidità strutturale del bilancio dell'Ente, e pone dubbi sulla sua capacitàdi tenuta nel lungo periodo'', segnala la Corte.
 
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