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Siena, il Consiglio comunale del 27 giugno 2017

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I lavori di martedì 27 giugno a Palazzo Pubblico in continuo aggiornamento
11) MUSEO DELL’ACQUA: L’ASSESSORE MAZZINI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI RITA PETTI

palazzocomunale450freeIl Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta pubblica martedì 27 giugno, nella Sala del Capitano del Popolo di Palazzo Civico.

Questo l'elenco dei lavori dalla sala consiliare in continuo aggiornamento:

11) MUSEO DELL’ACQUA: L’ASSESSORE MAZZINI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI RITA PETTI

Il Museo dell’Acqua, inaugurato nel gennaio 2010, e l’area delle Fonti di Pescaia sono stati oggetto di dibattito consiliare con l’interrogazione presentata, nella seduta consiliare di ieri, martedì 27, da Rita Petti (PD). La consigliera ha ripercorso la nascita e lo sviluppo del Museo, "unicum progettuale di notevole valore e potenziale attrattivo che, tramite un approccio multimediale, rende protagonista il pubblico con installazioni, proiettori video, sistemi di messa in onda, monitor, impianti audio e di sensistica". Petti ha poi rilevato come "fino a due anni fa, il Museo dell’Acqua venisse curato da un addetto di una ditta specializzata, mentre adesso la manutenzione è effettuata con gli scarsi mezzi a disposizione dell’ufficio tecnico comunale in seguito a continue segnalazioni da parte dell’associazione “La Diana” che ne garantisce l’apertura e la fruizione pubblica gratuita".

In considerazione "del potenziale attrattivo del percorso museale, che richiama anche numerosi gruppi scolastici, e della necessità di evitare legittime rimostranze dei visitatori", la consigliera ha chiesto "chiarimenti sull’esigenza di un decorosa manutenzione ordinaria del Museo dell’Acqua" e una serie di dati: tra questi, "il rapporto tra gli incassi e la spesa per la manutenzione che, a suo tempo, la ditta garantiva e se si intende identificare la sostenibilità economica del funzionamento del Museo nel mero pareggio tra spese e ricavi derivanti dalla bigliettazione; il numero dei visitatori, paganti e non, e se vi sono report derivanti da indagini sul grado di soddisfazione degli utenti; infine, come intende adoperarsi l’Amministrazione per garantire la dovuta manutenzione e un’adeguata fruizione con un piano di intervento organico e coerente".

L’assessore al Patrimonio, Paolo Mazzini, ha riconosciuto come "il Museo richieda un approccio più definito e un intervento più proprio, a partire dalla rideterminazione della titolarità e delle competenze per la sua gestione tra gli uffici del Servizio Idrico, che si occupano della rete dei bottini comunali, e quelli addetti alla programmazione e all’offerta culturale". Mazzini ha sostenuto che "l’immobile è stato recuperato ed è ben mantenuto per quanto riguarda il profilo strutturale e architettonico. Le criticità, piuttosto, si riferiscono alla parte interna e, più in particolare, alla strumentazione multimediale dalla quale si sviluppa il percorso di visita: i relativi costi di manutenzione si aggirano intorno ai 20mila euro e, fino ad adesso, l’Amministrazione si è limitata a intervenire in modo puntuale, con carichi di costo minori, nelle situazioni di urgenza".

Quanto ai numeri dei visitatori e ai ricavi della bigliettazione, l’assessore ha passato in rassegna i dati degli ultimi due anni e dei primi cinque mesi del 2017. Nel 2015 gli ingressi sono stati circa 1.300 per un incasso di 7.700 euro; nel 2016, sono saliti a oltre 2.000, anche grazie al coinvolgimento delle scuole di Siena e della provincia con progetti educativi, e, a seguito dell’introduzione delle nuove tariffe a 10 euro per l’intero e a 5 euro per il ridotto, gli introiti hanno superato i 9.300 euro. Da gennaio a maggio dell’anno in corso, sono stati registrati circa 1.700 ingressi e ricavi per oltre 3.700 euro: "Numeri che denotano una crescita complessiva di interesse, di ingressi e, in prospettiva, di introiti, e che richiedono comunque un approccio e un intervento di razionalizzazione per rilanciare ulteriormente il potenziale attrattivo di tale patrimonio. Nella consapevolezza che questi stessi numeri difficilmente potranno raggiungere quote e cifre tali da permettere un pareggio tra i costi di gestione e di manutenzione e i ricavi della bigliettazione".

La consigliera Petti ha espresso "parziale soddisfazione per l’attenzione manifestata dall’Amministrazione comunale, che riconosce le criticità segnalate nell’interrogazione, e per il numero crescente dei visitatori". "L’investimento pubblico su tale patrimonio, ai fini della sua stessa manutenzione e valorizzazione, – ha concluso – va inserito in una progettazione coerente, organica e proattiva tra il Comune di Siena e le associazioni di volontariato culturale".



10) MODIFICATO IL REGOLAMENTO PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI

Il Consiglio comunale ha approvato alcune modifiche al Regolamento per la classificazione degli impianti sportivi comunali, approvato nel 2005, che prevede la suddivisione degli stessi in tre categorie, individuate sulla base dell'interesse prevalente: impianti di interesse cittadino, di interesse circoscrizionale e strutture ludico-sportive destinate alla libera attività.

Come ha spiegato il sindaco Bruno Valentini, "lo stadio Artemio Franchi rientra nella prima categoria, in quanto, in relazione alle caratteristiche strutturali, alle tipologie di utenza e alla posizione, ospita attività non strutturalmente legate all'ambito del quartiere o della zona in cui si trova, ma provenienti da tutto il territorio comunale, e la sua gestione è riservata alla società calcistica che disputa il campionato nazionale a livello maggiore". "L'interesse dell'Amministrazione, oltreché della società calcistica – ha evidenziato Valentini – è garantire lo svolgimento degli allenamenti della prima squadra e delle giovanili nel territorio comunale, per ovvi motivi, ma anche per favorire una maggiore partecipazione dei tifosi e delle famiglie dei giovani atleti, accrescendo la vocazione sportiva della città e avvicinando ulteriormente i ragazzi alla pratica sportiva".

Per questo, con il nuovo Regolamento, sarà possibile l'assegnazione al campo di calcio dell'Acquacalda della qualifica di “impianto anche accessorio allo stadio comunale principale”, ferma restando la sua vocazione per le “attività strutturalmente legate all'ambito della zona in cui insiste”, in modo da salvaguardare lo sport giovanile.

Il primo cittadino ha informato che "la Robur ha presentato una proposta per un importante investimento, stimato fra i 500mila euro e il milione, proprio in questo campo, finalizzato alla sostituzione della copertura in erba sintetica, giunta oramai al termine vita, così come il rifacimento delle strutture connesse. Non è il solo campo di calcio in erba sintetica che richiede una riqualificazione, perché occorrono interventi, dei quali abbiamo programmato la realizzazione, anche agli impianti di Taverne e Cerchiaia, in modo che tutte e tre le strutture possano rispondere ai requisiti per il loro pieno utilizzo".

Inserita, tra gli impianti comunali, anche la Pista polivalente del Ruffolo, di recente realizzazione, alla quale è stata riconosciuta la qualifica di “impianto ludico-sportivo destinato alla pratica libera”. Cambiata, infine, la denominazione di “impianti di interesse circoscrizionale” in “impianti di interesse zonale”, a seguito del venir meno delle circoscrizioni di decentramento comunale.

Accolto dall’assemblea l’ordine del giorno presentato da Maria Isabella Becchi (Nero su Bianco) con il quale è stato chiesto l’impegno del sindaco e della Giunta comunale a sottoporre all’esame della competente Commissione consiliare, prima della decisione da parte della Giunta, tutti gli atti inerenti gli impegni formali e la valorizzazione strutturale relativi agli impianti all’Acquacalda.



9) LA PERICOLOSITÀ IDRAULICA DI PIAN DELLE FORNACI NELL’INTERROGAZIONE DI MASSIMILIANO BRUTTINI

Il recente insediamento abitativo a Pian delle Fornaci, zona caratterizzata dalla presenza di consistenti falde acquifere che in alcuni tratti rendono paludoso il terreno, è stato oggetto dell’interrogazione illustrata da Massimiliano Bruttini (PD). Come ha evidenziato il consigliere "la situazione induce forti preoccupazioni nella popolazione del quartiere per la sicurezza statica delle abitazioni e per i riflessi che gli interventi potrebbero avere sulle strutture. La porzione di terreno, infatti, è immediatamente contigua a un tratto di reticolo idrografico PAI, classe “2” di pericolosità su una scala che va da 0 a 4 e, come tale, inserita nel Piano di controllo per l’assetto idrogeologico".

Evidenziando come l’attuale Regolamento Urbanistico preveda un insediamento abitativo in questa zona e che "per consentirlo è stata richiesta l’eliminazione dalla Carta di tutela del territorio del bacino regionale Ombrone", Bruttini ha chiesto di conoscere l’attuale situazione relativa alla concessione edilizia che insiste su quell’area; se è stata avviata la procedura per l’eliminazione del terreno in oggetto dal Piano di controllo per l’assetto idrogeologico, e se la costruzione di un ulteriore immobile in un luogo a rischio possa essere eseguita senza problematiche in ordine alla sicurezza delle altre edificazioni già esistenti".

Il sindaco Bruno Valentini, che ha partecipato a un’assemblea pubblica con i cittadini interessati, ha sostenuto che "nell’area corrispondente alla previsione, inserita nel vigente Regolamento Urbanistico, non è stata finora presentata alcuna richiesta né sono state rilasciate pratiche edilizie in corso. In una scala crescente da 1 a 4, la fattibilità idraulica risulta di classe 2 per le previsioni edificatorie e di classe 1 per le previsioni a verde". Valentini ha spiegato come, alcuni anni fa, preliminarmente all’approvazione del Regolamento Urbanistico, l’allora Amministrazione comunale avesse richiesto per questa zona, così come per altri parti del territorio che presentavano profili di incoerenza con le pianificazioni, l’eliminazione del reticolo idrografico dalla Carta di tutela del territorio del Bacino Regionale Ombrone.

"Tale eliminazione è stata approvata dal Bacino Ombrone – ha specificato – in quanto tale tratto di reticolo idrografico, quello superficiale, non esiste più in conseguenza delle modifiche morfologiche apportate, negli anni, nella zona. Il parere positivo, quello relativo all’eliminazione, fu espresso dal Bacino Regionale Ombrone nel dicembre 2010. Per quanto riguarda la fattibilità geomorfologica, la classe 2, nella quale è compresa gran parte del territorio comunale, non prevede prescrizioni, né limitazioni in relazione alla vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento".

"C'è poi un'altra fattibilità – ha proseguito – che si riferisce al profilo sismico, anche questa presente nella maggior parte del territorio comunale. Ciò implica che vengano eseguite apposite indagine sismiche in fase esecutiva: quando arriverà, verrà fatta un'analisi per vedere quale tipo di costruzioni bisogna realizzare allo scopo di garantire massima stabilità e sicurezza".

Infine, relativamente al punto in cui si chiede l’avvio della procedura per l’eliminazione dell’area dal piano di controllo, l’assetto idrogeologico, Valentini ha affermato che "relativamente alle previsioni corrispondenti alla scheda in oggetto, gli uffici tecnici sostengono che non si ravvedono reali rischi idraulici. In fase esecutiva dovrà essere realizzata un’adeguata regimazione delle acque superficiali, così come specificato anche nel parere espresso dal Bacino regionale Ombrone. In fase progettuale dovremo far sì che l’acqua di questo reticolo superficiale venga incanalata in modo da non dar fastidio alle case nuove o a quelle esistenti".

Bruttini si è espresso favorevolmente su come l’Amministrazione intende affrontare "il problema che è molto sentito dai cittadini ed è stato più volte dibattuto anche nelle assemblee di quartiere". "Auspico che ci sarà la massima attenzione – ha concluso – a riguardo di questi terreni".



8) DALLA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO CONSILIARI UNA FERMA CONDANNA PER IL GRAVE GESTO ALLE STANZE DELLA MEMORIA

Durante la seduta consiliare di ieri, 27 giugno, il presidente Mario Ronchi ha letto una nota, espressa dalla conferenza dei Capigruppo, nella quale i consiglieri hanno formulato "una ferma condanna al gesto offensivo apportato all’esterno delle Stanze della Memoria collocate all’interno dell’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell’Età Contemporanea, ex sede della Casermetta. Un luogo, questo, dove durante il Ventennio furono torturati tanti senesi che si opponevano al regime".

"Un fatto grave e indegno – come è stato sottolineato – perché la bacheca conteneva materiale che ricordava il recente viaggio ad Auschwitz effettuato dagli studenti senesi".



7) L’APPROVVIGIONAMENTO IDRICO NELLA ZONA TRA SANT’ANDREA A MONTECCHIO E SAN ROCCO A PILLI TEMA DI APPROFONDIMENTO CONSILIARE
L’assessore all’Ambiente, Paolo Mazzini, ha risposto all’interrogazione presentata da Giuseppe Giordano

I problemi di approvvigionamento idrico della zona compresa tra Sant’Andrea a Montecchio e San Rocco a Pilli hanno costituito il tema dell’interrogazione presentata, nella seduta consiliare di ieri, martedì 27, da Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) e sottoscritta anche da Ernesto Campanini (Sinistra per Siena, RC, SsM). "Una situazione – come ha sottolineato il consigliere – che si evidenzia con sempre maggiore ricorrenza per molte ore del giorno e per la quale diventa difficile la raccolta di acqua nei serbatoi per le famiglie più numerose".

Giordano ha aggiunto che "gli abitanti interessati hanno più volte segnalato il problema all’Acquedotto del Fiora, ricevendo risposte evasive che non hanno chiarito la natura reale del problema e i tempi di soluzione, anche se la causa del disservizio sembra collegata alla portata ridotta delle tubature ormai datate" e ha chiesto all’Amministrazione "di riferire sulla vicenda, evidenziando le iniziative e la tempistica di soluzione".

L’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Mazzini, riportando i contenuti di una nota del responsabile della gestione operativa delle reti di Acquedotto del Fiora, Andrea Montomoli, ha risposto che "l’azienda ha effettivamente riscontrato, all’inizio dello scorso mese di maggio, degli abbassamenti di pressione nella zona di San Rocco a Pilli dovuti al malfunzionamento di un organo di intercettazione posto sulla condotta che, da San Rocco, arriva fino al bivio di Barontoli".

"Con l’intervento effettuato nelle giornate del 7 e 8 giugno – ha concluso – è stato risolto il problema; non ne risultano altri di analoga natura che interessino la zona di Sant’Andrea a Montecchio".

Giordano ha definito "sconcertante la risposta fornita da Acquedotto del Fiora, con la quale si nega un problema storico rispetto al quale i cittadini interessati hanno reiterato, più volte, le loro segnalazioni". "Per questo – ha aggiunto – torneremo sull’argomento con informazioni e una base documentale ancora più circoscritte, a supporto delle posizioni dei residenti, affinché possano ricevere riscontri più esaustivi da parte dell’azienda nella prospettiva di individuare la soluzione al problema esposto".



6) IL SERVIZIO NOTTURNO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE NEL DIBATTITO CONSILIARE
Il sindaco Valentini ha risposto all’interrogazione di Ivano Da Frassini (PD)

Partendo da una considerazione generale sulla qualità della vita nei quartieri periferici e sulla necessità di garantire il buon funzionamento dei servizi, Ivano Da Frassini (PD) ha presentato un’interrogazione focalizzata sul trasporto pubblico locale. Facendo riferimento alle corse dei bus sulla linea che collega il centro ai Cappuccini, "le quali terminano alle 21 – come ha sostenuto – con intervalli diversi tra giorni feriali e festivi" e affermando che "la possibilità di usufruire di tale servizio oltre l’orario attuale potrebbe risultare particolarmente utile per i più giovani, garantendo maggiore sicurezza e tranquillità anche per le loro famiglie", Da Frassini ha chiesto all’Amministrazione di "valutare l’incremento, in forma sperimentale per il periodo estivo, dell’orario serale delle corse del trasporto pubblico locale (TPL, ndr)".

Il sindaco Bruno Valentini ha ricordato come il servizio TPL si interrompa su tutto il territorio comunale intorno alle 21. "Dopo tale orario – ha detto – entra in funzione il servizio notturno che, significativamente ridotto nella frequenza, assicura i principali collegamenti fra periferie, il centro, la stazione e l’ospedale". Valentini ha informato che, a metà settembre 2016, è stato potenziato il servizio TPL urbano notturno, "portandolo fino alle 1 nella zona sud (linea 50N) e nella zona nord (linea 60N) anche in considerazione della presenza delle residenze universitarie di via Enea Silvio Piccolomini, viale XXIV Maggio e Uopini".

Quanto alla linea richiamata nell’interrogazione, il sindaco ha sostenuto che "la linea 60N effettua una fermata alla rotatoria di Palazzo ai Diavoli; da qui, in pochi minuti, si possono raggiungere a piedi sia le abitazioni della parte alta dei Cappuccini sia quelle di via Pietro Strozzi" e che "il prolungamento di esercizio, oltre le ore 21, della linea S1-zona Cappuccini potrebbe determinare una spesa complessiva a totale carico dell'Amministrazione comunale che si presenta, allo stato attuale, difficilmente sostenibile. Il prolungamento di una sola linea per tre mesi è stimabile in circa 6.200 euro oltre IVA".

In termini generali, il primo cittadino ha sottolineato come "le misure di salvaguardia previste dall’attuale fase della gara regionale inducano a non apportare modifiche alle reti locali e alle frequenze, fatti salvi motivi di comprovata e inderogabile necessità". "L'attenzione alle richieste dei cittadini – ha concluso – e a tutte le possibili modifiche migliorative del sistema TPL resta comunque costante per offrire un servizio diffuso, omogeneo, apprezzabile e capace di essere concretamente alternativo all'uso dei veicoli privati".

"L’interrogazione nasce da un’esigenza locale – ha sostenuto Da Frassini – ma non deve portare a una situazione di disparità tra i vari quartieri della città. Piuttosto, nella prospettiva della redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, potremmo approfondire un’analisi sulle esigenze e le richieste della popolazione in ambito di trasporto pubblico, per rispondere ai mutamenti della società a beneficio, in questo caso, della sicurezza dei nostri giovani e della tranquillità delle loro famiglie".



5) IN CONSIGLIO COMUNALE PINASSI HA CHIESTO INFORMAZIONI SULL’ATTIVITÀ DEI VERIFICATORI DI TIEMME
Il sindaco Valentini: "L'obiettivo principale non è la repressione sanzionatoria ma l'educazione dei passeggeri al corretto uso del titolo di viaggio"

L’attività dei “verificatori”, ovvero del personale di una società esterna alla quale Tiemme ha affidato il servizio di controllo per ridurre il mancato pagamento dei biglietti del trasporto pubblico locale, ha costituito il tema dell’interrogazione presentata, nella seduta consiliare odierna, da Michele Pinassi (Siena 5 Stelle). Il consigliere ha chiesto di conoscere "i destinatari dei proventi delle sanzioni, l’eventuale metodo di ripartizione, l’importo relativo all’ambito urbano di Siena, il numero delle sanzioni emesse nel 2016 nel nostro territorio e se, su queste, i verificatori percepiscono una percentuale".

Il sindaco Bruno Valentini ha risposto che Tiemme, in sintonia con i nuovi orientamenti legislativi, sta sviluppando nuovi progetti per combattere l'evasione tariffaria, "i quali prevedono anche l'impiego di tecnologie innovative, come nel caso del progetto sperimentale Piombino Mobility Lab che prevede la validazione obbligatoria mediante l'attivazione di tornelli per la salita a bordo e la distribuzione di nuovi strumenti di monetica: un sistema che può essere esportato anche in ambiti di maggiori dimensioni". Il sindaco ha aggiunto che, nell'ambito provinciale di Siena, Siena Mobilità, avendo già attive numerose tecnologie di monetica e online che facilitano l'acquisto di titoli di viaggio, ha intensificato le azioni di controllo. "Sicuramente prematuro – ha affermato – tracciare un bilancio definitivo di questi nuovi progetti, ma già da ora stiamo riscontrando alcuni risultati positivi sia nel bacino di Piombino sia in quello di Siena, dove si registra un aumento di incassi derivanti dalla vendita dei biglietti. L'obiettivo principale di questi progetti non è la repressione sanzionatoria ma l'educazione dei passeggeri al corretto uso del titolo di viaggio". Valentini ha spiegato come la presenza diffusa e contemporanea di verificatori consenta di monitorare efficacemente i flussi di passeggeri, "sollecitando gli stessi all'acquisto del titolo di viaggio secondo procedure che l'azienda deve comunque rendere semplici ed efficaci. Per questo, tali iniziative sono affiancate da campagne di comunicazione mirate a diffondere la conoscenza di tutti i canali alternativi esistenti per l'acquisto dei biglietti: via sms o App, tramite la piattaforma online e pagamento con carta di credito. Tramite questi canali alternativi di vendita, l'azienda sta già riscontrando un aumento delle vendite dei titoli di viaggio".

Sul piano formale, il sindaco ha specificato che Siena Mobilità, in base al proprio regolamento interno, consente ai soci di effettuare controlli sui suoi stessi servizi: "Così Tiemme e ByBus, entrambe socie ed appartenenti a Siena Mobilità, hanno stipulato un accordo per effettuare un'attività straordinaria e sperimentale di 6 mesi nel periodo compreso che va dal 1° marzo al 31 agosto 2017. Al termine di questa fase sperimentale sarà tracciato un bilancio dei risultati utile a effettuare un'appropriata valutazione". Nel merito delle specifiche richieste dell’interrogazione, il primo cittadino ha precisato che "i dieci verificatori sono stati assunti alla dipendenze di ByBus con contratto da autoferrotranvieri a tempo determinato e non percepiscono alcuna percentuale sulle sanzioni emesse"; ha poi informato che la ByBus si avvale anche della consulenza di una società specializzata in materia di metodologie di controllo, "il quale prevede un compenso ripartito in parte fissa e in parte percentuale per le sanzioni emesse e incassate. Il destinatario di tali proventi è Tiemme, in virtù del regolamento interno di Siena Mobilità: da parte sua, Tiemme non ha ridotto il proprio organico addetto alle verifiche, il quale sta continuando a operare regolarmente". "Presumendo che l'interrogazione si riferisca all'operato di ByBus – ha aggiunto – il numero delle sanzioni emesse nell’ambito urbano del Comune di Siena tra marzo e maggio 2017 è di 3.859. Nello stesso periodo, le sanzioni emesse su tutto il bacino di competenza di Siena Mobilità, ovvero la provincia di Siena, sono state 6.232. L'importo delle riscossioni potrà essere fornito solo al termine della sperimentazione dei 6 mesi. Infine, il numero delle sanzioni emesse nell’ambito urbano senese da parte del personale di Siena Mobilità in tutto il 2016 è stato pari a 5.439". "Dall'inizio della sperimentazione a oggi – ha concluso – l'azienda sta riscontrando una flessione di sanzioni emesse a fronte di un conseguente aumento del numero dei biglietti venduti, cogliendo l'obiettivo di garantire una maggiore educazione dell'utenza nel fare regolarmente il biglietto".

Rilevando che "i verificatori non percepiscono alcun guadagno sulle sanzioni, al contrario della società di consulenza di ByBus", Pinassi ha sollecitato il sindaco a promuovere "una riflessione nei confronti di Tiemme perché vengano definiti importi fissi e non variabili a seconda del numero dei verbali emessi". Il consigliere ha auspicato che il numero delle sanzioni tenda ad abbassarsi e ha espresso favore per l’aumento dei biglietti venduti. "Dal punto di vista tecnologico – ha concluso – ritengo che il servizio TPL nel nostro territorio abbia ampi margini di miglioramento, a cominciare dalla possibilità di ricorrere a tornelli o sensori".



4) ALL’ATTENZIONE DEL CONSIGLIO GLI EFFLUVI PROVENIENTI DALL’IMPIANTO DI PIAN DELLE CORTINE
L’assessore Mazzini ha risposto all’interrogazione di Michele Pinassi

L’impianto di trattamento meccanico biologico di rifiuti non pericolosi in Pian delle Cortine, nel Comune di Asciano, di proprietà di SienaAmbiente, ha ricevuto, il 30 aprile 2012, l’autorizzazione integrata ambientale per emissioni in atmosfera.

Un’autorizzazione, come ha illustrato Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) nella seduta odierna di Consiglio comunale, "che prevede l’obbligo, entro il 30 aprile di ogni anno, di presentare un report ambientale contenente un’analisi delle emissioni, una planimetria per conoscere i punti di campionamento e i dati relativi alle emissioni in aria, nell’acqua e nel suolo dell’anno precedente; oltre a stabilire che devono essere adottati tutti gli accorgimenti necessari per impedire ogni disturbo e molestia nell’abitato limitrofo".

Informando il consesso delle lamentale pervenute da parte di molte cittadini delle vicine località di Casetta, Arbia, Taverne e Leonina sui disagi dovuti a effluvi nauseabondi, "provenienti, soprattutto nei mesi estivi, molto probabilmente dall’impianto", ha chiesto "se l’Arpat abbia effettuato, negli ultimi due anni, verifiche nella zona sulla qualità dell’aria e con quali risultati; se sono state controllate le vasche dell’umido e i relativi filtri e se il Comune di Siena ha mai ricevuto segnalazioni di criticità da parte dei cittadini".

Nel merito del primo quesito, l’assessore all’Ambiente, Paolo Mazzini, ha ricordato che "Arpat gestisce, per conto della Regione Toscana, la rete di rilevamento della qualità dell'aria, costituita da 37 stazioni distribuite sul territorio regionale. Di tale attività vengono predisposti un report regionale e altri sui territori provinciali. Inoltre, l’Agenzia regionale, attraverso gli “autolaboratori”, gestisce campagne di monitoraggio mirate allo studio di situazioni specifiche quali la valutazione di specifiche fonti emissive in virtù di situazioni particolari". Mazzini ha informato che "tali campagne possono essere attivate tramite apposita convenzione onerosa da attivare da parte del Comune interessato, in questo caso quello di Asciano, con la stessa Regione Toscana. Pertanto nelle zone in oggetto non sono attualmente previsti da parte di ARPAT controlli sulla qualità dell'aria".

Per quanto riguarda i controlli alle vasche dell’umido e ai filtri, l’assessore ha affermato che "questa attività verte, in particolare, sulla valutazione della corretta gestione ambientale dell'impianto e dell’esecuzione degli autocontrolli effettuati in ottemperanza al Piano di monitoraggio e controllo stabilito dall'Autorizzazione integrata ambientale (AIA, ndr). Da tale atto si rileva che le emissioni in atmosfera dell’impianto sono suddivisibili in quattro gruppi principali: sistemi di abbattimento mediante biofiltri e di abbattimento di polveri mediante filtri a manica e altri sistemi dinamici; caldaie a metano per riscaldamento civile e acqua sanitaria; cappa di saldatura".

Dopo aver illustrato le caratteristiche tecniche del sistema di gestione adottato da SienAmbiente, Mazzini, avvalendosi dei contenuti di una nota di Serena Perissi, responsabile del dipartimento di Siena dell’Arpat, ha informato che "sempre in virtù dell'AIA, vengono effettuati controlli periodici annuali all’'impianto per verificare il rispetto delle prescrizioni sulla gestione dell'impianto e sugli autocontrolli effettuati dallo stesso gestore". "In particolare – ha specificato – tutte le fasi dei processi di selezione e stabilizzazione del rifiuto indifferenziato e di compostaggio (biossidazione, maturazione, raffinazione) avvengono all’interno del capannone, che è mantenuto in costante depressione con convogliamento dell’aria estratta ai tre biofiltri, collocati sul piazzale esterno. Lo stoccaggio in cumuli del compost finito è effettuato in massima parte su due aree esterne e solo parzialmente all’interno del capannone, con gestione dei flussi per lotti mensili di produzione". Dopo essere entrato nel merito tecnico delle operazioni di pulizia, Mazzini ha affermato che "l'impianto è correttamente gestito, anche se rimane la possibilità di coprire le aree di stoccaggio del compost finito per ridurre considerevolmente i quantitativi di percolato prodotto da smaltire".

Infine, sul tema delle lamentele dei cittadini residenti nelle vicinanze dell’impianto, l’assessore ha puntualizzato che "nell'agosto 2016, a seguito di una segnalazione, il dipartimento ha effettuato un ulteriore controllo che ha consentito di accertare che l'azienda stava svolgendo operazioni di straordinaria manutenzione agli impianti. Attività che prevedono l’installazione delle nuove componenti impiantistiche per le sezioni di selezione dei rifiuti solidi urbani, l’indifferenziato e la raffinazione del compost, con inserimento nelle filiere di lavorazione di nuovi vagli a dischi sulla selezione e nuovi vagli a dischi e flip flow e sistema di aspirazione per separazione plastiche nella zona di raffinazione del compost". "Per l'esecuzione degli interventi – ha aggiunto – l'impianto di selezione dei rifiuti solidi urbani era fermo e la fossa di stoccaggio dei rifiuti risultava quasi vuota con i rifiuti ricoperti di calce".

Mazzini ha sostenuto che "gli odori segnalati erano percepibili solo in prossimità dell'area di cantiere in quanto le porte di ingresso al capannone della selezione dovevano rimanere aperte per consentire gli interventi. Tuttavia all’esterno delle aree di pertinenza dell'impianto non erano percepibili cattivi odori. Al perimetro dell’impianto non sono state percepiti odori provenienti dalle varie sezioni di trattamento rifiuti".

Pinassi si è dichiarato "sconcertato nell’apprendere che Arpat non effettua controlli periodici oltre a quello del 2016, in occasione del quale è stato comunque riconosciuta la presenza di cattivi odori in questa zona di pregio paesaggistico". "Le lamentele dei cittadini – ha concluso – non sono infondate e basta transitare sulla Siena-Bettolle, in alcuni giorni e con determinate condizioni, per percepire il problema: è innegabile che questa zona abbia subito un peggioramento nella qualità della vita".



3) IL RECUPERO DELLA FONTE DI COSTALPINO: L’ASSESSORE ALLA CULTURA VANNOZZI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI PIETRO STADERINI
Per l’assessore: "Un intervento da inquadrare – ha sostenuto nella risposta – in un progetto più generale di valorizzazione del patrimonio senese delle acque"

Il recupero della “Fonte al Pino”, detta anche “Fonte di Costalpino”, e la sua valorizzazione nell’ambito della rete dei bottini medievali hanno costituito il tema dell’interrogazione presentata, nella seduta consiliare odierna, da Pietro Staderini (Sena Civitas).

Rilevando "l’importanza storica, culturale e architettonica di tutti i manufatti che rimandano al legame di Siena con l’acqua", ed elogiando il lavoro di divulgazione dei volontari dell’associazione “La Diana”, il consigliere ha chiesto all’Amministrazione "se ci sia intenzione di provvedere alla manutenzione della Fonte di Costalpino, realizzata nell’arenaria con un sistema a forma di capanna anziché a botte, il che potrebbe far ipotizzare una sua origine ancora più antica rispetto alle attestazioni documentarie finora appurate".

Il consigliere ha evidenziato come la Fonte si trovi in precarie condizioni, essendo ricoperta da piante rampicanti e, sollecitando un intervento di pulizia sul muro esterno, ha chiesto "di aprire un percorso di studi sulle sue origini anche allo scopo di inserirla in un itinerario ad hoc dedicato alle Fonti storiche della città".

L’assessore alla Cultura, Francesca Vannozzi, ha introdotto il suo intervento sottolineando l’importanza "del patrimonio inestimabile costituito dalla rete dei bottini, la cui valorizzazione non può prescindere congiuntamente da quella delle fonti e, in particolare, della Fonte di Pescaia, oggi Museo dell'Acqua, e di collegamento progettuale e di salvaguardia. Un patrimonio che richiede la prosecuzione della ricerca storica e una correlata attività di manutenzione delle aree verdi e delle infrastrutture".

Quanto all’operato dei volontari de “La Diana”, ha sostenuto che "il ruolo fondamentale dell’associazione andrebbe inquadrato in un progetto più ampio, individuando compiti che prediligano l'impegno didattico e formativo, in primis con le scuole".

Nel merito della fonte oggetto dell’interrogazione, alla quale Fabio Bargagli Petrucci aveva attribuito il nome di “Fonte della Costa al Pino”, Vannozzi ha informato che la sua struttura è articolata in tre vasche ed è ubicata in un terreno privato sotto la casa colonica “La chiatta”, raggiungibile dalla strada dell'Agresto, posta di fronte all'ippodromo, oggi non più utilizzata. "La fonte, nota anche come “Fonte al Palazzaccio”, era in collegamento con un’altra, posta a cinquanta metri, detta “Le gocciole”. Nessuna traccia di bottini, lavatoi o abbeveratoi sono stati trovati a essa collegati. Il riempimento è probabilmente dovuto al continuo sgocciolamento che filtra attraverso un sovrastante “pancone di tufo”: tutto ciò avrebbe comunque necessità di ulteriori studi e rilievi".

"Sono indubbi – ha proseguito – il valore del manufatto e la necessità di un suo recupero, possibile solo a cura del proprietario. Ribadisco, però, come tale intervento debba essere inquadrato in un progetto più generale che veda la definizione degli enti e delle associazioni da coinvolgere e che si sviluppi, in base alle varie competenze, per la valorizzazione di quello che oggi possiamo iniziare a definire il patrimonio senese delle acque: fonti, bottini e Museo".

"Le premesse dell’assessora, sull’importanza del nostro patrimonio delle acque, sono pienamente condivisibili", ha risposto Staderini. "Ben venga, quindi, la valorizzazione di questa ricchezza. Una volta riconosciuta l’importanza storica invito l’Amministrazione comunale ha coinvolgere la Soprintendenza per stimolare e sollecitare il proprietario del terreno dove la fonte si trova collocata a intervenire alla sua preservazione. L’augurio è che il Comune si attivi in tal senso in modo da renderla visibile e fruibile da tutti".




2) CAMPO SCUOLA DI VIALE AVIGNONE: DA PIETRO STADERINI UN’INTERROGAZIONE SUL RIPRISTINO DEL MURO PERIMETRALE

Il campo scuola di viale Avignone è stato oggetto di dibattito consiliare, nella seduta odierna, con l’interrogazione presentata da Pietro Staderini (Sena Civitas).

Il consigliere ha ricordato il cedimento nell’angolo del muro perimetrale a confine con l’istituto “Peruzzi”, avvenuto a fine 2009, e la successiva installazione di un’impalcatura finalizzata a garantire la tenuta del manufatto e la pubblica incolumità.

Rilevando come nel 2010 "la Giunta avesse già approvato un intervento preliminare di ripristino del muro, anche per evitare rischi di dissesto dell’istituto scolastico soprastante" ed evidenziando questa necessità ha chiesto "quali siano le intenzioni dell’Amministrazione comunale per risolvere la questione".

L’assessore ai Lavori pubblici Paolo Mazzini ha, innanzitutto, ricostruito la vicenda del cedimento, a seguito del quale il paramento murario aveva subito uno spostamento di circa 10 cm, e per il quale fu montato un ponteggio a protezione dell'ingresso degli spogliatoi e della zona circostante.

Successivamente "fu affidata un’indagine a un geologo – ha detto Mazzini – la quale prevedeva anche carotaggi orizzontali per determinare la consistenza della parete. All'esito di tali analisi seguì l'elaborazione del progetto preliminare richiamato nell’interrogazione, per una spesa complessiva di 270mila euro, che prevedeva la costruzione di un nuovo muro antistante, a sua volta rivestito in pietra, nell'ipotesi che tale muro fosse realizzato per tutta la lunghezza del manufatto esistente".

Il progetto, al tempo non fu poi finanziato, sebbene inserito nell’elenco del programma triennale. Attualmente si trova in una situazione di indeterminatezza, sia per le dimensioni della progettualità, sia per i costi che questa richiederebbero. "Appena potremo – ha evidenziato Mazzini – riprenderemo la progettazione e realizzazione dei lavori".

Staderini nel dichiarare la sua "assoluta insoddisfazione per la risposta ricevuta che ha portato, nel tempo, la struttura a un completo stato di abbandono", ha rimarcato la "necessità di provvedere in merito, così da ripristinare un adeguato stato di decoro, anche attraverso un progetto ridimensionato rispetto a quello iniziale". "E’ un controsenso che una struttura sportiva comunale sia lasciata in questo stato e, nel contempo, l’Amministrazione candidi la città a Capitale Europea dello Sport".



1) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALCUNE VARIAZIONI AL PROGRAMMA TRIENNALE DEI LAVORI PUBBLICI 2017/2019 E ALL'ELENCO ANNUALE 2017

L'assemblea consiliare, nella seduta odierna, ha approvato alcune modifiche al Programma triennale dei Lavori Pubblici 2017/2019 e al relativo Elenco annuale 2017. "L'Amministrazione – è intervenuto l'assessore ai Lavori pubblici, Paolo Mazzini – ha ritenuto di inserire tre nuovi interventi, in quanto considerati rientranti tra le finalità programmatiche. Si tratta del project financing per la gestione dei cimiteri comunali, con lavori accessori di ristrutturazione e riqualificazione di alcune aree, nonché la fondamentale realizzazione del nuovo forno crematorio - l'importo complessivo ammonta a 1 milione 262mila euro; il potenziamento del servizio di bike sharing con pedalata assistita (“SI pedala”) che prevede l'installazione di una nuova ciclostazione in via P. Frajese e il potenziamento di quella esistente in località Due Ponti, per un costo complessivo di 135mila euro; i lavori di edilizia residenziale sperimentale e servizi e opere di urbanizzazione inseriti nell'ambito dei programmi di recupero urbano denominati “Contratti di quartiere di S. Miniato” (blocchi B e C) e gli interventi di abbattimento barriere architettoniche auditorium (blocco C), con una spesa aggiuntiva di 50mila euro circa".

Deliberata anche l'anticipazione al 2017 dei lavori di adeguamento antincendio per il complesso museale Santa Maria della Scala, per un costo complessivo di 800mila euro; poi l'inserimento, nell'anno corrente, dei progetti che compongono il quadro denominato "CoheSIon" con cui il Comune ha partecipato al "Bando periferie": la realizzazione dei percorsi ciclo-pedonali e riqualificazione delle valli verdi lungo le mura della città con collegamento ai parcheggi e alle aree periferiche, per 1milione e 760mila euro; la riqualificazione urbana dell'abitato periferico di Taverne d'Arbia con la realizzazione e il completamento dei percorsi ciclo-pedonali di collegamento con gli edifici scolastici, gli impianti sportivi e con i servizi di interesse pubblico (1 milione di euro); la realizzazione della pista ciclabile nel tratto strada Fiume-stazione ferroviaria-Due Ponti, inserito nell'itinerario ciclabile Poggibonsi-Siena-Buonconvento (800mila euro).

"Questa operazione – ha concluso Mazzini – in parallelo ha portato all'eliminazione dal documento di programmazione, poiché i lavori sono effettivamente iniziati, delle opere pubbliche della manutenzione straordinaria per il risanamento degli ambienti, dei servizi igienici e l’adeguamento funzionale e impiantistico dell'edificio comunale in via P.A. Mattioli, 8; dei lavori per la manutenzione straordinaria di edifici vari di proprietà dell'ente e dei lavori di manutenzione straordinaria delle tombe murate nei cimiteri comunali. Modificati, in relazione alle reali necessità emerse in fase di progettazione, anche gli importi relativi ad alcuni interventi previsti nella programmazione delle opere pubbliche".
 

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